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Geopolitica ed energia: arriva un’altra interrogazione per Di Maio sul gas

nord stream 2

Dopo quella della Lega anche Forza Italia con Luca Squeri chiede al ministro qual è la posizione del Governo in merito al progressivo spostamento verso Nord del baricentro dei traffici energetici tra Russia ed Europa e quali iniziative si intendano intraprendere

Dopo la Lega – con i senatori Paolo Arrigoni, e Paolo Ripamonti -, ora anche Forza Italia con Luca Squeri, ha presentato un’interrogazione sul gas al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. La richiesta è più o meno la stessa: quali saranno le possibili ricadute della riforma tariffaria dell’Authority dell’energia tedesca alle tariffe di trasporto gas (che potenzialmente rischiano di gonfiare le bollette “domestiche” di 500 milioni di euro quest’anno e il prossimo) e quali iniziative verranno prese dall’Italia per evitare al nostro paese un ruolo “marginale” all’interno dello scacchiere europeo del gas.

A RISCHIO IL RUOLO DELL’ITALIA COME HUB DEL GAS

Il nostro paese rischia, infatti, di perdere l’opportunità di diventare un “hub” del combustibile blu, da tempo uno degli obiettivi italiani: “Sullo scacchiere del Vecchio continente si stanno giocando altre partite, da cui siamo già stati (o rischiamo di essere) tagliati fuori – ha riassunto qualche giorno fa il Sole 24 Ore -: dal raddoppio del Nord Stream tra Russia e Germania, che ci costringerà a pagare bollette più salate, al gasdotto TurkStream – con cui Gazprom conta di servire l’Europa del Sud, ma che sembra ormai puntare verso i Balcani piuttosto che verso l’Italia – fino alle infrastrutture, ancora futuribili, per l’esportazione di gas dal Mediterraneo Orientale (vedi EastMed, ndr). I giochi non si sono ancora del tutto chiusi. Ma c’è già almeno un vincitore: la Germania, che si appresta a diventare – se non un vero e proprio hub – uno snodo cruciale per lo smistamento del gas russo in Europa, a scapito anche dell’Italia. Le politiche di Berlino rischiano di costarci già quest’anno un aggravio di mezzo miliardo di euro sulla bolletta energetica, ha denunciato pochi giorni fa Stefano Saglia, commissario dell’Arera”.

SQUERI: DIPENDENZA ITALIANA DA FORNITURE ESTERE AL 92,7%

Proprio dalla denuncia di Saglia trae origine l’interrogazione del forzista Squeri a Di Maio: “Le importazioni di gas in Italia negli ultimi anni sono tornate a crescere ed è cresciuto il nostro grado di dipendenza dalle forniture estere che ha raggiunto, stando agli ultimi dati forniti dall’Arera, il 92,7 per cento. Si tratta di un dato destinato ad essere confermato nel breve-medio periodo, in ragione del ruolo fondamentale che il gas riveste nel processo della transizione energetica del nostro Paese verso la decarbonizzazione”, si legge nell’interrogazione.

OLTRE IL 42% DEL GAS ARRIVA DALLA RUSSIA

Secondo Squeri “con i quantitativi di gas approvvigionato, sono aumentate – con la sola eccezione dei volumi provenienti dall’Olanda – le importazioni da tutti gli altri Paesi da cui l’Italia acquista gas, compresa la Russia che resta la nostra principale fornitrice, con oltre il 42 per cento di gas importato da questo Paese”. In tal senso, ricorda nell’interrogazione il parlamentare, “è attualmente in costruzione il gasdotto offshore Nord Stream 2 che raddoppierà la portata del Nord Stream 1, inaugurato nel 2012, portandola a complessivi 110 miliardi di metri quadri l’anno di gas naturale – più di un quarto del consumo medio annuale di gas dell’Unione europea – che transiteranno dalla costa baltica russa passando nelle acque territoriali della Finlandia, Svezia, Danimarca fino a giungere a Greifswald in Germania, poco distante dallo sbocco del Nord Stream 1, dove avverrà l’allacciamento alla rete di distribuzione dell’Unione europea, ovvero ai gasdotti tedeschi Transitgas e Tag”.

NON SOLO GAS MA ANCHE GNL DALLA RUSSIA

Ma non è tutto. “La Russia oggi non solo detiene il primato della esportazione di gas in Europa ma dal febbraio 2019 è divenuta anche la principale fonte di Gnl, facendosi largo in un segmento di mercato, quello del gas naturale liquefatto, fino ad oggi considerato lo strumento in grado di allentare – almeno parzialmente – la dipendenza europea dalla fornitura, russa – sottolinea Squeri –. Durante il mese di febbraio 2019 risultano, infatti, partiti da Yamal Lng –, impianto ubicato sulla costa artica della Russia, 19 carichi di Gnl (per un totale di 1,41 milioni di tonnellate) destinati principalmente ai rigassificatori nord europei, superando fornitori storici come il Qatar, la Nigeria, l’Algeria e anche gli Stati Uniti che, in ragione di una temporanea riduzione della capacità dei terminal per gli export, hanno visto una riduzione delle vendite di Gnl verso i clienti europei (solo 9 spedizioni per 0,64 milioni di tonnellate, il livello più basso dallo scorso novembre)”. Inoltre, “il calo della domanda e del prezzo del Gnl sui mercati asiatici ha di fatto reso più appetibili le destinazioni europee per gli esportatori russi il cui prodotto riesce ad arrivare con prezzi più competitivi; ne consegue che la dipendenza dalla Russia in un settore strategico come quello dell’approvvigionamento energetico sta aumentando ulteriormente”.

LA DECISIONE DEL BUNDESNETZAGENTUR RISCHIA DI PESARE PER 500 MILIONI DI EURO L’ANNO SULL’ITALIA

germaniaIn tale contesto la Germania, “consapevole di essere lo snodo cruciale per lo smistamento del gas russo in Europa”, ha ricordato Squeri “si appresta ad attuare politiche che generano preoccupazione per il nostro Paese: è di questi giorni la notizia che l’Autorità energetica tedesca Bundesnetzagentur avrebbe deciso, nell’ambito della riforma della struttura tariffaria regolatoria del trasporto di gas, di applicare una nuova metodologia di prezzo, spostando una quota significativa degli oneri per la remunerazione delle infrastrutture di trasporto del gas sul cosiddetto ‘exit’, ossia sul gas che transita dai punti di uscita della rete nazionale verso l’estero, incluso perciò quello che dal Nord Europa transita in Germania verso l’Italia; tale decisione determinerebbe, già a partire dal 2019, un’influenza diretta sul mercato del gas italiano che fonte autorevole dell’Arera ha quantificato in 500 milioni di euro in più all’anno, considerando i flussi attuali provenienti da Olanda e Norvegia, ma è facilmente intuibile l’ulteriore aggravio per i costi energetici italiani laddove iniziassero a transitare per la Germania verso l’Italia anche i volumi crescenti di gas russo che si avrebbero con l’avvio del Nord Stream 2”.

BARRIERE TARIFFARIE CHE SI VOGLIONO INTRODURRE OSTACOLANO LA CREAZIONE DI UN MERCATO UNICO DEL GAS

Per il forzista “le barriere tariffarie che si vogliono introdurre ostacolano la creazione di un mercato unico del gas, generano una distorsione delle regole della concorrenza a favore della sola Germania le cui aziende beneficerebbero di una riduzione dei costi infrastrutturali del gas a scapito degli altri concorrenti europei”. Infatti, “il Parlamento europeo, con una risoluzione approvata a larga maggioranza, ha manifestato sfavore verso il progetto Nord Stream 2 che andrebbe a rafforzare la dipendenza europea degli approvvigionamenti di gas russo”, oltre a “minacciare il mercato interno” e a non essere “in linea con la politica energetica dell’Unione europea o con i suoi interessi strategici”.

LA RICHIESTA A DI MAIO: QUAL È LA POSIZIONE DEL GOVERNO, QUALI INIZIATIVE SI VOGLIONO INTRAPRENDERE SOPRATTUTTO DI FRONTE ALLA UE

Per questo Squeri ha interrogato il ministro Di Maio per sapere qual è “la posizione del Governo in merito al progressivo spostamento verso Nord del baricentro dei traffici energetici tra Russia ed Europa e, in particolare, riguardo all’imminente completamento del progetto Nord Stream 2”, quali “iniziative si intendano intraprendere riguardo alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento al fine di diminuire la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero e, in particolare, dalla Russia” e se “non ritenga opportuno farsi promotore di una iniziativa nelle opportune sedi dell’Unione europea in difesa delle regole della concorrenza nel mercato energetico interno all’Unione e a sostegno del comparto del gas italiano”.