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La Lega interroga Di Maio sul gas: Attivare Bruxelles per evitare aumenti da Germania

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Secondo Arrigoni e Ripamonti che hanno depositato un’interrogazione al Senato, è “fondamentale riuscire a varare entro un anno un nuovo ‘pacchetto gas’, per diminuire la nostra dipendenza energetica dall’estero”

Il via libera europeo al Nord Stream 2 di qualche settimana fa rischia di tramutarsi in un boomerang per l’Italia a causa della Germania. L’Authority dell’energia tedesca sta preparando, infatti, una riforma delle tariffe di trasporto gas che potenzialmente rischia di consegnare una fattura al nostro paese da 500 milioni di euro da pagare quest’anno e altrettanti il prossimo. La nostra colpa? Quella di dipendere un po’ troppo dalle forniture russe e di essere geograficamente lontani da Mosca, dovendo quindi, per forza di cose, dipendere dalle infrastrutture di rifornimento dei nostri vicini. Della questione se n’era occupata la scorsa settimana EnergiaOltre e ora anche la politica ha deciso di scendere in campo: i senatori Paolo Arrigoni, coordinatore del Dipartimento Energia della Lega, e Paolo Ripamonti hanno presentato, infatti, un’interrogazione diretta al ministro dello Sviluppo economico per chiedere chiarimenti e attivare un meccanismo di tutela presso Bruxelles.

GAP TRA L’ITALIA E I PAESI DEL NORD EUROPA ANCORA TROPPO AMPIO

“Il gas è fondamentale nel processo di transizione energetica del nostro Paese verso la decarbonizzazione, è il vettore principe per accompagnare le rinnovabili – come peraltro previsto nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 – ed il trend dei consumi è previsto costante se non in crescita. L’Italia però continua a pagare un differenziale di prezzo troppo alto con i Paesi del Nord Europa, sui 2,5 centesimi di euro al metro cubo, cosa che fa aumentare sensibilmente i costi della bolletta, con il comparto degli energivori italiani che paga il gas circa il 15% in più rispetto agli energivori tedeschi, francesi e inglesi e addirittura il 55% in più rispetto alle imprese energy intensive degli Stati Uniti”, hanno sottolineato Arrigoni, Questore a Palazzo Madama, componente della Commissione Ambiente e Coordinatore del Dipartimento Energia della Lega, e Ripamonti, Vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Senato, nell’interrogazione indirizzata a Maio e depositata a Palazzo Madama.

CGIA: FAMIGLIE PAGANO BOLLETTE DEL GAS IL 7,9% IN PIÙ E LE PMI IL 13,1% RISPETTO ALLA MEDIA DELL’EUROZONA

In questo senso basta andare a rileggersi i dati della Cgia sugli aumento delle bollette nel nostro paese: per il gas il costo medio che grava su una famiglia italiana è il terzo nell’Eurozona. Rispetto alla media dell’area dell’euro paghiamo il 7,9% in più mentre le nostre Pmi pagano il gas il 13,1% in più rispetto alla media.

DA RIFORME TEDESCHE AGGRAVIO DI 500 MILIONI E ANCHE PIÙ

“Il divario competitivo rischia di aggravarsi con l’imminente decisione che verrà presa dall’Autorità Energetica Tedesca con la previsione che il nostro Paese, per l’importazione di gas attraverso gasdotti tedeschi, debba pagare 500 milioni in più all’anno con il conseguente aggravio sulle bollette delle imprese italiane -, spiegano Arrigoni e Ripamonti -. Una previsione che potrebbe addirittura peggiorare con il raddoppio del Nord Stream che comporterà importazioni di gas russo attraverso la Germania sia sul Transitgas che sul Tag”. Il Nord Stream 2 significherà dunque, in sostanza, una maggiore dipendenza dall’import tedesco e quindi dalle regole teutoniche di “cessione” delle forniture ad altri paesi. “Secondo il disegno del regolatore tedesco – ha scritto Il Foglio la scorsa settimana –, i costi delle infrastrutture andrebbero ripartiti aumentano la quota a carico dei punti in uscita dalla rete: la manutenzione dei gasdotti e le spese di trasporto del metano saranno sostenute in maggiore misura dai paesi che importano gas attraverso la Germania con un risparmio per i consumatori tedeschi”.

L’INTERROGAZIONE A DI MAIO: ATTIVARE PROCEDURE PER AGIRE IN SEDE UE?

“Con la nostra interrogazione – hanno evidenziato i due senatori del Carroccio – intendiamo quindi chiedere al Ministro se a seguito di queste preoccupanti notizie non ritenga opportuno attivare il prima possibile le necessarie procedure per agire in sede di Commissione Europea a sostegno del comparto del gas italiano, in quel contesto si stanno infatti definendo le regole del mercato e il nostro Paese dovrebbe porre esplicitamente il problema delle barriere tariffarie che ostacolano la creazione di un mercato unico del gas introducendo palesi condotte elusive della concorrenza a favore della sola Germania”.

VARARE ENTRO FINE ANNO UN NUOVO PACCHETTO GAS

“Inoltre – concludono i Senatori leghisti – dal punto di vista della politica energetica e della regolazione è fondamentale riuscire a varare entro un anno un nuovo ‘pacchetto gas’, per diminuire la nostra dipendenza energetica dall’estero e valutare meccanismi di agevolazione fiscale per gli energivori italiani”.