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Germania, l’eredità della Merkel e le sfide su energia e CO2: ecco il libro di Bessi

Merkel

“La novità lascito di Angela Merkel è la conclusione della realizzazione del Nord Stream 2”. Ma non solo

Mancano meno di due settimane al 26 settembre, giorno in cui gli elettori tedeschi saranno chiamati alle urne per scegliere il successore di Angela Merkel al cancellierato. La novità porterà inevitabilmente delle ripercussioni dal punto di vista politica in tutta Europa, Italia compresa ma anche nel mondo dell’energia come ha evidenziato Gianni Bessi, consigliere regionale del Pd in Emilia Romagna ed esperto di energia nel suo ultimo libro, “Post-Merkel – Un vuoto che solo l’Europa può riempire” (Edizioni GoWare).

LE PAROLE DI BESSI

“La novità, anch’essa un lascito di Angela Merkel, è la conclusione della realizzazione del Nord Stream 2, la grande pipeline che porterà il gas russo in Europa direttamente, senza dovere attraversare altri paesi. È un tassello importante sia per la salute dell’industria tedesca, sia per portare a termine la transizione energetica verso l’uso esclusivo di fonti pulite – ha sottolineato Bessi a Energia Oltre -. È un obiettivo voluto e normato dall’Ue che per essere raggiunto ha bisogno di una transizione sostenuta da un mix gas-rinnovabili. Come è stato ribadito anche nel recente incontro a Roma tra la Confindustria italiana con la sua omologa tedesca. Da seguire non solo per il dossier transizione e trasformazione industriale che porta avanti Palazzo Chigi. Ma anche per la prossima legge delega su Concorrenza. Confindustria presenterà a breve, infatti, un documento sulla Decarbonizzazione. Che segue non a caso proprio l’incontro e le sinergie con i tedeschi”.

IL LIBRO

Post-Merkel è prima di tutto un ritratto della cancelliera eterogeneo e fuori dalla visione stereotipata dei tedeschi rigidi e tetragoni. All’interno della pagine del libro emerge la figura di una donna che in questi anni ha difeso il sincretismo tedesco, cioè la capacità di interpretare il proprio popolo e il nostro tempo, scoprendo e costruendo complementarietà solide tra le parti in causa. Ma non solo. L’eredità della Merkel, è soprattutto la sfida dei fondi del Next Generation Eu, la rivoluzione tecnologica e di transizione energetica che sta attraversando il mondo e il nuovo capitolo che si sta scrivendo, non solo con il Nord Stream 2 ma con tutta una serie di elementi collegati.

RUSSIA, GAS E IDROGENO

“Varsavia ha progettato la costruzione del Baltic Pipe, un gasdotto sottomarino per portare il gas dalla Norvegia alla Polonia, attraverso la Danimarca – scrive Bessi su ‘Post-Merkel’ -. Questa pipeline, sostenuta da Washington che pensa di piazzare così il suo gas naturale liquefatto grazie all’ampliamento delle importazioni di Gnl al terminal di Swinoujscie (noto in Polonia come corridoio energetico ‘Porta del Nord’), potrebbe ridurre la necessità per Varsavia di rinnovare con Mosca l’accordo sul gas. Secondo i potezny, i politici polacchi, il gasdotto nord-sud sarà completato entro il 1 ottobre 2022, la stessa data in cui termina l’attuale accordo sul gas tra Varsavia e la russa Gazprom: porterà dieci miliardi di metri cubi di gas in Polonia in parte persino proveniente dal campo olandese di Groningen (anche se quest’ultimo ha diminuito la capacità produttiva e la qualità negli ultimi anni)”.

Un’altra importate sfida da affrontare per il successore della Merkel sarà quella della decarbonizzazione dell’economia che l’Ue sta perseguendo con orizzonte 2050. “Questo obiettivo ha prodotto e produrrà molte suggestioni che la nostra mosca (il personaggio del libro precedente di Bessi ‘House of zar’ che parla proprio di Gas e Russia, ndr) ascolta e memorizza: fra queste non ultima quella che riguarda le tensioni geopolitiche ai confini orientali dell’Ue, in quelle terre che erano conosciute come ‘la piccola Russia’ o ‘la Russia bianca’ – evidenzia ancora Bessi nel suo libro – La decarbonizzazione potrebbe creare opportunità per la cooperazione Russia-Ue, visto il consolidato e stretto rapporto commerciale legato al trasferimento di gas con le pipeline che dalla Siberia trasportano ancora oggi l’oro azzurro fino ai nostri fornelli (…) Oltre ai tradizionali vantaggi di forniture affidabili tramite gasdotto, sussurrano i nostri whisperer, potrebbe entrare in gioco la partecipazione congiunta a un nuovo percorso tecnologico basato sull’idrogeno. Un possibile punto di partenza per la partecipazione russa alla decarbonizzazione dell’Ue potrebbe essere la proposta fatta dal vice amministratore delegato di Gazprom, Oleg Aksyutin? I silovik russi, in particolare gli uomini di Gazprom, non parlano mai a caso. Vediamo di analizzare la proposta, o suggestione se volete, che si articola in tre fasi. La prima consiste nella sostituzione del carbone con il gas nella produzione di energia elettrica e dei combustibili liquidi con metano e Gnl nel settore dei trasporti. Si tratterebbe di una decarbonizzazione strutturale. A seguire è prevista la decarbonizzazione tecnologica, basata su un mix metano-idrogeno (mhm) nelle stazioni di compressione e il suo utilizzo come gas combustibile al posto del metano: obiettivo ridurre le emissioni di CO2 di circa un terzo. L’ultimo passo è la decarbonizzazione profonda, basata sulla transizione alla produzione di idrogeno dal metano senza emissioni di CO2, in vista del futuro utilizzo dell’idrogeno”, ha concluso Bessi.

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