Efficienza energetica e innovazione

Giro di vite Ue sul Capacity Market. Chi ci guadagna?

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Novità dall’Europa anche sul fronte bollette: più trasparenti e chiare. Entro il 2022 sarà possibile cambiare fornitore in 24 ore

L’Europarlamento ha deciso di imporre paletti stringenti al meccanismo del “capacity market” del Vecchio Continente. La commissione Energia del Parlamento Ue, durante le votazioni sulla riforma del mercato energetico, ha proposto, infatti, una serie di restrizioni alle sovvenzioni spettanti alle aziende energetiche per le centrali a combustibili fossili utilizzate per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica per evitare blackout di rete. Il loro utilizzo sarà consentito, però, solo come “ultima risorsa” e sarà rigorosamente regolamentato.

LE MODIFICHE IN COMMISSIONE ENERGIA UE

Saranno esentati dal limite dei 550 grammi di CO2per kWh solo le centrali esistenti e per non più di 5 anni (fino al 2025). Il voto costituisce di fatto la posizione del Parlamento Ue – a meno che non venga contestato nella plenaria del mese prossimo – per i negoziati che verranno avviato con gli Stati membri. Paesi come la Polonia, fortemente dipendenti dal carbone, si sono energicamente opposti alle restrizioni dettate dal “capacity market” europeo ma anche paesi come Gran Bretagna e Francia, hanno fatto sentire il loro peso visto che i meccanismi di capacità sono utilizzati per finanziare la produzione di energia elettrica quando viene meno l’energia prodotta da fonti rinnovabili nei periodi di picco della domanda. Gli eurodeputati si sono espressi, invece, a favore del mantenimento delle norme che privilegiano le rinnovabili come prime fonti di energia da immettere in rete. Il meccanismo, noto come “dispacciamento prioritario”, riguarda gli impianti solari ed eolici esistenti. Vale a dire che in caso di problemi legati alla sicurezza energetica, i Paesi dovranno ricorrere in prima battuta ad un aumento dell’utilizzo di energie rinnovabili, efficienza energetica e interconnessioni e solo in un secondo momento alle centrali a combustibili fossili. La commissione Energia del Parlamento Europeo ha sostenuto, inoltre, anche un’altra proposta della Commissione europea, rigettata invece dal Consiglio degli Stati Membri, che mira a favorire i cittadini che vogliono autoprodurre a livello domestico la propria energia. Viene prevista, infatti, la priorità di dispacciamento per l’energia prodotta da piccoli impianti rinnovabili, che avranno la precedenza in rete rispetto a quella prodotta da carbone o nucleare. Per Luca Iacoboni, responsabile energia e clima di Greenpeace Italia, con queste posizioni “il Parlamento europeo riconosce l’importanza delle rinnovabili affermando che il denaro dei contribuenti non può più essere speso per vecchie e inquinanti centrali”.

BOLLETTE PIU’ TRASPARENTI E VOLTURE PIU’ FACILI IN TUTTA L’UEbollette

Arrivano novità dall’Europa anche sul fronte bollette. La commissione Industria dell’Europarlamento ha approvato una serie di emendamenti per garantire maggiore trasparenza delle tariffe, cambi di operatore in 24 ore e sostegno ai consumatori che producono in proprio energia elettrica da immettere nella rete. Si tratta sempre di misure facenti parte del pacchetto “Energia pulita” europeo: una volta approvate in Plenaria potranno infatti cominciare i negoziati tra Commissione Ue, Consiglio e lo stesso Europarlamento per assicurare che le nuove regole diventino definitive. Entrando nel dettaglio, gli europarlamentari hanno chiesto di dare più potere ai consumatori sulle bollette, attraverso uno strumento di confronto che dovrebbe essere disponibile in ogni paese dell’Ue, in grado di visualizzare e classificare cioè le tariffe di tutti i fornitori, con un algoritmo imparziale e indipendente dai fornitori stessi. I consumatori, inoltre, dovrebbero essere in grado di recedere da un contratto senza dover affrontare sanzioni, mentre entro gennaio 2022, il cambio di fornitore non dovrebbe richiedere più di 24 ore in ogni paese europeo, senza costi aggiuntivi, a meno che non si voglia terminare un contratto a scadenza fissa. Nel caso di un contratto a scadenza fissa i costi aggiuntivi saranno limitati e permessi solo per contratti che danno altri tangibili vantaggi ai consumatori. Le fatture, inoltre, dovranno visualizzare la quantità effettiva di energia consumata, la data di scadenza del pagamento, i dati di contatto della società, le norme sul cambio di fornitore e le modalità di risoluzione delle possibili controversie nonché una sintesi delle condizioni di fornitura che dovrebbe essere incluse già nella prima pagina. I consumatori potranno, in questo senso, richiedere un contatore intelligente in grado di mostrare il consumo e i costi in tempo reale consultabili anche da remoto. Chi ne fa richiesta dovrà ottenerne l’installazione entro tre mesi. Sul fronte delle agevolazioni per la creazione di reti locali di produttori-consumatori di energia e misure per la cooperazione in caso di crisi di approvvigionamento energetico, gli eurodeputati hanno manifestato la netta contrarietà a qualsiasi discriminazione nei confronti dei prosumer, concordando sul fatto che debbano essere presenti condizioni chiare per la creazione e la gestione delle comunità energetiche, ovvero gruppi di persone che producono e consumano energia a livello locale. Queste reti locali dovrebbero, inoltre, contribuire ai costi del sistema elettrico a cui si collegano per non distorcere la concorrenza.

MISURE PER AFFRONTARE LE CRISI ENERGETICHE

In caso di mancanza di elettricità, gli eurodeputati hanno concordato infine, misure nazionali e regionali da attuare prima e durante le crisi per garantire che l’offerta non venga interrotta a causa di condizioni meteorologiche avverse o cyberattacchi effettuati con malware o hacking. I centri di coordinamento regionali dovrebbero contribuire a redigere gli scenari di pianificazione delle crisi, mentre l’Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER) dovrebbe garantire loro il rispetto degli obblighi.