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Medioriente Iran Europa

Gli effetti del conflitto in Medio Oriente sui prezzi dell’energia in Europa

Oltre alla volatilità immediata, la reazione del mercato sottolinea la relazione strutturale tra l’offerta globale di GNL, i prezzi dell’elettricità in Europa e la più ampia traiettoria della sicurezza energetica europea

Gli attacchi militari in Medio Oriente e l’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz hanno innescato uno dei movimenti più bruschi nei mercati europei del gas dell’ultimo anno, con l’indice di riferimento Title Transfer Facility (TTF) in forte ascesa a causa delle interruzioni dei flussi di GNL.

Secondo gli analisti di Rystad Energy, lo shock si sta trasmettendo direttamente ai mercati elettrici europei, con reazioni dei prezzi che variano a seconda dell’esposizione di ciascun Paese al gas.

Oltre alla volatilità immediata, la reazione del mercato sottolinea la relazione strutturale tra l’offerta globale di GNL, i prezzi dell’elettricità in Europa e la più ampia traiettoria della sicurezza energetica europea. Questa escalation del conflitto rafforza la necessità strutturale di accelerare la transizione energetica.

LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ E IL MERCATO DEL GNL

A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran dello scorso fine settimana e delle misure di ritorsione di Teheran, i mercati globali del gas hanno subito un brusco aggiustamento. L’interruzione della produzione di GNL del Qatar e l’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz rappresentano un tangibile peggioramento dell’equilibrio globale del GNL, e gli effetti sono visibili nell’andamento dell’indice TTF olandese.

Alla chiusura delle contrattazioni del 2 marzo, il TTF era in rialzo del 36% rispetto ai livelli pre-weekend, dopo aver registrato un rialzo di quasi il 50% durante la giornata. L’entità del movimento lo colloca tra i maggiori aggiustamenti in una singola sessione dell’ultimo anno.

L’IMPATTO SUI MERCATI ELETTRICI EUROPEI

L’andamento dei prezzi del gas non si limita ai mercati delle materie prime, si trasmette direttamente ai prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Europa attraverso il meccanismo di fissazione dei prezzi di mercato.

I prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Germania, che Rystad ha utilizzato come parametro di riferimento per le dinamiche europee complessive, seguono da vicino il costo della produzione di energia elettrica a gas. Questa relazione riflette il ruolo centrale del gas nella formazione del prezzo marginale. Il costo della produzione di energia elettrica a gas in Europa è strettamente correlato all’indice TTF, che a sua volta è ancorato alle condizioni globali di domanda e offerta di GNL.

LA VOLATILITÀ RAFFORZA LA TRASMISSIONE LEGATA AL GAS

Dalla chiusura del mercato il 2 marzo, la volatilità si è intensificata: nel primo pomeriggio del 3 marzo, il contratto TTF del mese successivo era in rialzo di un ulteriore 28% rispetto alla chiusura del giorno precedente, scambiando a circa 57€ per megawattora. Questo andamento sottolinea che il mercato continua a rivalutare l’offerta di GNL disponibile in un contesto di crescente incertezza.

I mercati dell’elettricità si stanno adeguando di conseguenza: il contratto del mese successivo in Germania è salito di circa il 31% nel primo pomeriggio del 3 marzo, mentre quello italiano è salito di circa il 20% e quello francese ha registrato un rimbalzo di quasi il 16%. Il rally in Francia suggerisce che parte del calo del 2 marzo rifletta probabilmente dinamiche di posizionamento a breve termine, piuttosto che fondamentali strutturali.

Nel complesso, i recenti movimenti rafforzano, anziché contraddire, il meccanismo centrale descritto in precedenza: i sistemi con maggiore esposizione al gas mostrano una sensibilità più forte e immediata ai movimenti dell’indice TTF. In un contesto di elevata incertezza, la determinazione dei prezzi resta altamente reattiva.

GLI SCENARI SULLA SICUREZZA ENERGETICA

Se il conflitto persiste e l’interruzione dell’approvvigionamento si prolunga, le implicazioni andranno oltre la volatilità a breve termine. Dei livelli più elevati di TTF innalzano le future curve dei prezzi dell’elettricità, soprattutto nei mercati con maggiore esposizione al gas, rafforzando l’economicità dei progetti rinnovabili attraverso migliori prezzi di cattura e aspettative di fatturato.

Ancora più fondamentalmente, la guerra in Medio Oriente probabilmente riporterà la sicurezza energetica al centro dell’attenzione politica. Il brusco movimento nei mercati del gas e dell’elettricità a seguito degli attacchi dei giorni scorsi sottolinea che la vulnerabilità strutturale dell’Europa risiede nella sua continua dipendenza dai combustibili fossili, importati ed esposti al rischio geopolitico.

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