Tra fondi del PNRR e bandi regionali, le imprese e i privati hanno a disposizione numerose opportunità di finanziamento per la realizzazione di impianti solari, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica
Se i grandi progetti fotovoltaici ed eolici stanno incontrando delle difficoltà, soprattutto per le centinaia di comitati locali contrari alle installazioni e le istituzioni (Regioni e Comuni) che rallentano o bloccano gli iter con moratorie e iniziative giuridiche, sul fronte delle imprese e dei cittadini la situazione è diversa, migliore.
Le aziende stanno investendo con una certa convinzione per ridurre le bollette energetiche e sfruttare gli incentivi disponibili, mentre i privati, in forma individuale o tramite le comunità energetiche rinnovabili (CER), stanno puntando su pannelli fotovoltaici, batterie e sistemi di autoconsumo.
Le opportunità di finanziamento per impianti solari, sistemi di accumulo e colonnine domestiche sono numerose. Di seguito riportiamo le più interessanti.
IL BANDO DEL MASE PER LE IMPRESE DEL SUD ITALIA
Come ricorda Vaielettrico, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha previsto contributi a fondo perduto fino al 63% per impianti in aree industriali o artigianali. Lo stanziamento è di 262 milioni per Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e la scadenza è stata prorogata al 3 luglio 2026.
A beneficiare della misura sono tutte le imprese che hanno nella propria disponibilità l’unità produttiva. Il 60% dei fondi è destinato a interventi realizzati da PMI, il 25% dei quali per le sole piccole imprese. L’energia prodotta non autoconsumata e immessa in rete verrà ritirata dal GSE per 20 anni, e il relativo controvalore economico andrà ad alimentare il Fondo Nazionale Reddito Energetico.
NET ZERO, RINNOVABILI E BATTERIE
La misura consiste in finanziamenti agevolati e contributi per progetti di efficienza energetica, produzione rinnovabile, autoconsumo e tecnologie green (incluse le batterie). La dotazione – che nasce per sostenere gli investimenti, aumentare la capacità produttiva nelle tecnologie pulite e rafforzare la produzione del settore – è di circa 1,738 miliardi dal PNRR. I tempi sono stati prorogati e per partecipare c’è tempo fino al 21 aprile 2026 e fino all’esaurimento delle risorse.
Il decreto direttoriale del 15 gennaio scorso finanzia la realizzazione di prodotti finali, come pannelli fotovoltaici, batterie, pompe di calore, elettrolizzatori, anche utilizzando materie prime secondarie. Vengono finanziati anche la fabbricazione dei componenti chiave necessari per i prodotti finali (celle, moduli, inverter, membrane, rotori…) e la produzione delle materie prime critiche indispensabili per realizzare prodotti e componenti come litio, nichel, cobalto e terre rare.
IL CONTO TERMICO 3.0
Il Conto Termico 3.0 prevede 900 milioni di euro per impianti rinnovabili termici e fotovoltaico, soprattutto per l’efficienza energetica e l’autoconsumo. Finanziate anche le colonnine di ricarica, ma come intervento secondario rispetto all’acquisto delle pompe di calore.
I fondi sono così suddivisi: 500 milioni di euro ai privati (di cui 150 milioni destinati alle imprese) e 400 milioni alle pubbliche amministrazioni. A questi fondi sarà possibile accedere per tutto l’anno 2026.
IL FINANZIAMENTO DEI PARCHI AGRISOLARI
Nei giorni scorsi è stato sbloccato il terzo capitolo di un bando che ha già visto una forte partecipazione da parte delle imprese agricole. Riguarda gli impianti fotovoltaici sui tetti aziendali, ma anche sulle serre, i sistemi di accumulo e le colonnine di ricarica per i veicoli e i mezzi da lavoro elettrici.
Dal 10 marzo via alle domande, con 800 milioni di risorse PNRR a disposizione che, sommando i due interventi precedenti, supereranno i 3 miliardi di euro. I contributi fino all’80% sono a fondo perduto. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del GSE.
LE CER IN EMILIA-ROMAGNA
Per quanto riguarda i bandi regionali, il terzo bando dell’Emilia-Romagna per le Comunità Energetiche Rinnovabili 2026 prevede 2,5 milioni di euro a fondo perduto, con le domande presentabili dal 17 marzo al 7 maggio 2026 sul portale “SFINGE 2020”.
Il contributo previsto è a fondo perduto e copre il 35% dei costi ammissibili, con una maggiorazione del 5% per interventi situati in aree montane o interne, fino a un massimo di 150.000 euro per beneficiario. Verrà finanziata la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di impianti esistenti idonei alla produzione di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, oltre alle opere connesse e alle relative spese tecniche.
I BANDI REGIONALI DI LAZIO, MARCHE E SARDEGNA
La Regione Lazio ha lanciato il bando “Energia Solare per le Imprese”, fino al 65% per fotovoltaico + accumulo (fino a 1 milione), aperto fino al 31 marzo 2026.
Le Marche lo scorso anno hanno dato vita al bando di finanziamento di interventi di efficientamento energetico di strutture, impianti e processi produttivi, compresa l’installazione di fonti rinnovabili in autoconsumo, nelle imprese. La procedura si è chiusa ma come si legge nel portale regionale è in programmazione la riapertura. Altri 29 milioni per le imprese li destina la Regione Sardegna e c’è tempo fino al 30 giugno.
DAL COMUNE DI ROMA UN BANDO DA 800.000 EURO PER 20 PROGETTI
Infine, nei giorni scorsi il Campidoglio ha lanciato un bando da 800.000 euro, con l’obiettivo di far partire almeno 20 progetti di impianti solari con energia condivisa. Le risorse, che provengono dal MASE, sono rivolte a progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici. L’annuncio è stato dato il 19 febbraio scorso nel corso della seconda conferenza delle comunità energetiche rinnovabili che si è tenuta in Campidoglio il giorno prima.
Il progetto delle comunità energetiche rinnovabili vede il coinvolgimento di Areti, GSE, Banco dell’Energia, Banca Etica, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università Roma Tre e il Coordinamento CERS Roma, che coinvolge associazioni e organizzazioni sociali.


