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I ricavi aggregati delle utility italiane sono attesi in aumento di oltre il 49%

Utility Italiane

Agici e Intesa Sanpaolo hanno realizzato rapporto “Utilities 2023 – Le Utility di fronte alla crisi energetica: investimenti e performance economico-finanziarie”

Nel 2022, il conflitto russo-ucraino, con il conseguente calo degli approvvigionamenti di gas e l’aumento vertiginoso dei prezzi delle commodity, iniziato già da fine 2021 ha innescato una crisi energetica globale. Ciò ha avuto un forte impatto sui conti e sulle strategie degli operatori energetici con minori riserve di liquidità e piccoli e medi produttori di energia. Meno critico, invece, è risultato l’effetto sulle principali utility italiane ed europee grazie in alcuni casi all’integrazione verticale tra produzione e vendita, e in altri alla limitata esposizione verso il rischio merchant e a una struttura di costi non influenzata dalle dinamiche delle commodity.

Sono queste alcune delle indicazioni emerse dal Rapporto “Utilities 2023 – Le Utility di fronte alla crisi energetica: investimenti e performance economico-finanziarie”, realizzato da Agici in collaborazione con il team di Intesa Sanpaolo, e presentato in occasione del convegno sulle utility organizzato da Agici e Accenture.

I PRINCIPALI RISULTATI DEL RAPPORTO AGICI-INTESA SAN PAOLO

Le principali indicazioni che scaturiscono dall’analisi dell’impatto generato dalla crisi energetica su financials e investimenti del 2022 sono di seguito sintetizzate. I ricavi aggregati delle utility italiane sono attesi in aumento di oltre il 49%, passando da 58,8 miliardi di euro del 2021 a 87,8 miliardi di euro del 2022. Ad incidere maggiormente sulla performance positiva sono i cluster Gruppi Energetici e Multiutility, con un incremento rispettivamente del 104% e del 32%, poiché beneficiano di una maggiore diversificazione del business e sono sottoposti a una minore volatilità dei ricavi. L’aumento del fatturato atteso degli Operatori di Rete è invece più contenuto e pari a circa il 2,9%, in quanto il business risulta fondato su attività regolate con ricavi meno elastici rispetto alla variazione dei prezzi delle commodity.

L’EBITDA aggregato delle società italiane è stimato solo in lieve aumento (+5,3%), trainato principalmente dal cluster Gruppi Energetici (+21,6%). Discreta la performance delle Multiutility che registrano un incremento del 3,8%, mentre per gli Operatori di Rete si prevede un risultato in linea con il 2021 (+1,8%). Infatti, se da un lato l’aumento generalizzato dei prezzi ha portato a maggiori ricavi da vendita di energia elettrica e gas, dall’altro ha comportato maggiori costi per la materia prima.

L’utile netto aggregato dei player italiani del 2022 è atteso in calo del 7%. Tale calo è determinato da: difficoltà di pagamento dei clienti, aumento della tassazione sull’extra-profitto, incremento dei tassi di interessi. In particolare, la riduzione è prevista per i Gruppi Energetici (-24,9% rispetto al 2021) e Multiutility (-8%), mentre in linea con il 2021 si stima l’utile degli Operatori di Rete.

I ricavi 2022 per le utility europee sono attesi in lieve aumento, passando dai 634,8 miliardi di euro del 2021 ai 636,6 miliardi di euro del 2022. All’incremento legato al rialzo della domanda e dei prezzi di commodity energetiche, ha fatto da contraltare il deconsolidamento di Uniper dal bilancio di Fortum.

utility italiane

GLI INVESTIMENTI DELLE UTILITY SUI TERRITORI

La crisi energetica non ha fermato gli investimenti delle utility sui territori in Italia. Nel 2022 i principali operatori hanno messo a terra progetti per 15 miliardi di euro, ben 3 miliardi in più del 2021. Nel dettaglio:

Per le multiutility si prevede un investimento complessivo nel 2022 di 5 miliardi di euro, in aumento del 43% rispetto al 2021. Ammodernamento delle reti elettriche, idriche e del gas, sviluppo delle rinnovabili ed efficientamento di industrie ed edifici sono stati i campi di intervento prioritari.

Per i gruppi energetici sono attese risorse nel 2022 pari a 5,5 miliardi di euro, in aumento del 21% rispetto al precedente anno. All’incremento degli investimenti hanno fortemente contribuito le attività relative a: sviluppo FER da fotovoltaico ed eolico, reti di distribuzione elettricità e gas e servizi energetici.

Per gli Operatori di Rete si stima un investimento complessivo di 4,1 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto al 2021. Le maggiori risorse sono state allocate negli interventi di manutenzione e sviluppo reti, sia elettriche che gas, e nell’attività di stoccaggio del gas naturale.

Nel 2022 si stima che gli operatori europei abbiano investito complessivamente 96 miliardi di euro, contro i 77 miliardi di euro del 2021 (+25%). Le risorse sono state impiegate principalmente per lo sviluppo di impianti rinnovabili e per le attività di manutenzione ed espansione della rete elettrica, oltre che per la fornitura di servizi energetici innovativi, come generazione distribuita e mobilità elettrica.

PERFORMANCE ECONOMICO-FINANZIARIE

In merito, invece, alle performance economico-finanziarie e agli investimenti prospettici delle principali Utility italiane ed europee, dall’analisi è emerso che:

I ricavi aggregati degli operatori italiani sono previsti in crescita con un CAGR dell’1,9% nel periodo 2022-2025, passando da un totale di 48,2 miliardi di euro nel 2022 a 51 miliardi di euro nel 2025.

Per il triennio 2023-2025 sono stati pianificati dalle Utility italiane investimenti per 53 miliardi di euro, oltre 17 miliardi di euro l’anno. In particolare, le risorse programmate riguardano per il 26% le Multiutility, per il 42% i Gruppi Energetici e per il 31% gli Operatori di Rete.

I ricavi aggregati 2022-2025 degli operatori europei, sono previsti in riduzione con un CAGR del -2,3%, passando da circa 636,6 miliardi di euro nel 2022 a circa 594,2 miliardi di euro nel 2025. Per il cluster Gruppi Rinnovabili si attende una crescita media annua pari al +5,2%, per i Gruppi Integrati, invece, si stima una riduzione del 2,5% nei prossimi anni per l’attesa di un ritorno dei prezzi delle commodity energetiche ai valori pre-pandemici.

GLI INVESTIMENTI DELLE UTILITY EUROPEE

Per il triennio 2023-2025 sono stati programmati dalle utility europee investimenti complessivi pari a 215 miliardi di euro, di cui 189 miliardi di euro riferiti ai gruppi integrati e 26 ai gruppi rinnovabili. In linea con il 2022, le priorità strategiche per i prossimi anni rimangono: decarbonizzazione e sviluppo di nuova capacità rinnovabile, interventi di espansione e manutenzione delle reti elettriche. A queste si aggiunge il crescente interesse per l’avvio di progetti innovativi dedicati alla produzione di idrogeno verde.

In generale, nonostante le turbolenze che hanno interessato il settore energetico nel 2022, la salute economico-finanziaria delle principali utility italiane ed europee è rimasta stabile e i relativi investimenti hanno continuato a incrementare, confermando le tendenze emerse negli anni precedenti. In particolare, le principali priorità strategiche dei Piani Industriali degli operatori energetici sono state fortemente influenzate dagli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo e dalle esigenze di sicurezza energetica emerse nel 2022. Al concetto di sostenibilità, infatti, si è affiancato quello della sicurezza: è diventato fondamentale trovare nuove fonti di energia affidabili e al tempo stesso raggiungere gli obiettivi della Transizione Energetica. Tra i principali obiettivi strategici si citano: l’aumento della capacità fotovoltaica ed eolica onshore e offshore, la riduzione della generazione a carbone, il potenziamento e la digitalizzazione dell’infrastruttura di rete sia elettrica che gas e lo sviluppo di gas rinnovabili.

“Dopo la pandemia, le utility hanno dovuto affrontare gli impatti finanziari e industriali di una crisi energetica globale senza precedenti – afferma Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI. A fronte di questa situazione drammatica – continua Carta – le utility hanno dimostrato tutta la loro solidità e la capacità di rispondere alle sfide, garantendo la sicurezza delle forniture, continuando a investire sui territori e attuando misure per aiutare i consumatori più vulnerabili. Per il futuro, anche grazie al ruolo del PNRR, le Utility italiane stanno accelerando il percorso verso la creazione di un sistema energetico sempre più resiliente, attento ai consumatori e ambientalmente sostenibile: è centrale che il Governo segua questo slancio e adotti tutte le misure per snellire le procedure e la burocrazia”.

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