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Solare

I tetti delle città potrebbero riempirsi di impianti fotovoltaici, se sapessimo applicare la legge

La maggior parte dei tetti romani potrebbe essere coperta di impianti fotovoltaici. Quali sono gli ostacoli e come superarli, spiegati nel documento di Italia Solare “Solare sui tetti di Roma. Il punto sulla semplificazione delle procedure”

Il 95% dei tetti di Roma potrebbero ospitare nuovi impianti fotovoltaici senza necessità di chiedere autorizzazioni, ma pochi sanno applicare la legge. È quanto emerso durante l’evento “Solare sui tetti di Roma. Il punto sulla semplificazione delle procedure”, organizzato oggi da Italia Solare e il Comune di Roma nella splendida cornice di Palazzo Valentini, a Roma.

UNA LEGGE POCO CONOSCIUTA

La semplificazione delle procedure per installare impianti fotovoltaici dei tetti delle abitazioni è ormai realtà, ma pochi conoscono l’applicazione. Per contribuire a colmare questo gap l’associazione Italia Solare e il Comune di Roma hanno messo a punto il documento intitolato “Solare sui tetti di Roma. Il punto sulla semplificazione delle procedure”. Una guida per tutte le persone che vogliono installare impianti fotovoltaici sui tetti della Capitale e necessitano di districarsi tra la normativa.

“La semplificazione normativa oggi permette di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni senza alcun iter autorizzativo perché considerati interventi di manutenzione ordinaria e pertanto non sono subordinati all’acquisizione di alcun atto di assenso. L’impianto é liberalizzato, così come le opere per la connessione alla rete, a condizione che si rimanga nell’area di pertinenza dell’edificio”, ha spiegato Emilio Sani, Consigliere di ITALIA SOLARE che ha presentato il documento.

“Molto spesso i funzionari comunali sono in difficoltà quando i cittadini si presentano per realizzare progetti che non coinvolgono edifici comunali. Partire dal Comune di Roma per spiegare questa riforma penso sia molto importante, considerando anche che é il piu popolato d’Italia”, ha aggiunto Sani.

“La norma del 2022 è poco conosciuta anche agli uffici, in alcuni casi, per questo c’e il rischio di comportamenti difformi. Per questo motivo risultata essenziale dare indicazioni uniformi”, ha affermato Maurizio Veloccia, assessore all’urbanistica di Roma Capitale.

IL POTENZIALE DI ROMA

L’associazione stima che il 95% del territorio comunale presenta edifici con tetti adatti alla realizzazione di questi impianti senza necessità di chiedere alcuna autorizzazione.

“Roma è la citta dove sono stati installati più impianti fotovoltaici nel 2022. Ci sono potenzialità per diverse centinaia di miglia di edifici per quanto riguarda il solare sui tetti. Abbiamo un confronto aperto con il Ministero dei Beni Culturali per capire come coniugare lo sviluppo degli impianti con il patrimonio artistico della città”, ha sottolineato Maurizio Veloccia.

Tuttavia, esistono delle deroghe alle semplificazione. Infatti, i cittadini dovranno chiedere l’assenso nel caso in cui gli edifici ricadano in aree a tutela speciale, incluse nel Piano Regolatore e nella Carta della Qualità. Inoltre, la sicurezza rimane il criterio principale per la costruzione. Tuttavia, le istituzioni coinvolte non hanno una discrezione assoluta, ma gestiscono la pratica secondo la procedura speciale semplificata di silenzio assenso.

Per quanto riguarda i beni di interesse culturale, appartenenti a soggetti privati senza scopo di lucro o a soggetti pubblici, è necessario richiedere il nullaosta della Soprintendenza, per poi poter procedere in edilizia libera.

FOTOVOLTAICO, IL RUOLO DEI COMUNI E DEI MUNICIPI

Il ruolo dei Comuni è centrale per favorire lo sviluppo dell’energia green dal sole.

“I Comuni possono dare applicazione a questa norma nazionale per installare pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici, un elemento importante. Fino ad oggi pochi conoscevano l’applicazione di questa legge, per questo penso sia giusto approfondire questa norma partendo dalla città metropolitana. Penso si potranno prevedere nuovi focus nei municipi di Roma”, ha affermato Mariano Angelucci, consigliere comunale di Roma.

La centralità delle amministrazioni comunali è testimoniata anche dal successo del progetto Teatro Paisiello di Lecce, al centro di un sistema virtuoso di collaborazione tra enti locali e Soprintendenza dei Beni Culturali.

“Il progetto del Teatro Paisiello di Lecce, approvato dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, rappresenta una potenziale bandiera per lo sviluppo del fotovoltaico sui tetti. Un risultato incoraggiante che mostra come le Istituzioni possono collaborare in modo proficuo”, ha spiegato Carlo Salvemini, sindaco di Lecce.

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