Sostenibilità

Idrogeno, Bruxelles lavora per benchmark in euro entro il 2021

fortescue idrogeno

L’obiettivo è quello di ridurre i “rischi di cambio” degli operatori del mercato europeo per le importazioni e le esportazioni di idrogeno

La Commissione europea prevede di sviluppare un benchmark per il commercio dell’idrogeno denominato in euro entro il 2021, secondo una bozza non ufficiale della strategia Ue sull’idrogeno in uscita il prossimo 8 luglio.

L’OBIETTIVO UE

L’obiettivo è quello di ridurre i “rischi di cambio” degli operatori del mercato europeo per le importazioni e le esportazioni di idrogeno sviluppando “un mercato internazionale strutturato in euro”, secondo la bozza messa a disposizione dell’agenzia di stampa Euractiv il 22 giugno. “Essendo l’idrogeno un mercato nascente, la Commissione svilupperà un benchmark per le transazioni in euro dell’idrogeno, contribuendo così a consolidare il ruolo dell’euro nel commercio dell’energia sostenibile”, si legge nella bozza.

PER ALCUNI FUNZIONARI DELL’INDUSTRIA LA VALUTA UNICA NON È FONDAMENTALE

In realtà, hanno commentato diversi dirigenti dell’industria del settore durante il webinar del Global Hydrogen Forum 2020 ospitato dalla International Partnership for Hydrogen and Fuel Cells il 18 giugno secondo quanto riferito da S&P Global Platts, la valuta da utilizzare per il commercio globale dell’idrogeno non sarebbe così importante. “La valuta non ha alcuna importanza – ha detto ad esempio Tom Linebarger, CEO della società statunitense di tecnologia energetica Cummins, nel corso del webinar -. La cosa più importante è costruire centri su scala regionale dove le tecnologie pulite dell’idrogeno possano essere impiegate in modo serio per lo stoccaggio, il trasporto e l’uso industriale”. La California meridionale ne è un buon esempio, ha aggiunto, “ma ne abbiamo bisogno in più parti del mondo”.

Anche Jon Andre Lokke, Ceo della società norvegese di tecnologia dell’idrogeno NEL, ha convenuto che la valuta di scambio non è l’elemento più importante per sviluppare il mercato. “Vogliamo un aiuto per i grandi produttori di ammoniaca e i grandi produttori di acciaio affinché diventino ecologici”, ha sottolineato evidenziando di fatto la necessità di un maggiore aiuto per i clienti industriali per aumentare la domanda di idrogeno pulito in modo che i fornitori possano soddisfarla.

NON TUTTI SONO D’ACCORDO: SERVE VALUTA UNICA

Al contrario Pierre-Etienne Franc, segretario dell’Hydrogen Council e vice presidente dell’unità idrogeno di Air Liquide, ha precisato che “alla fine avremo bisogno di una sola moneta unica” in modo che l’idrogeno possa essere facilmente commercializzato a livello globale. Secondo Franc gli attori regionali rimarranno importanti, e al momento “la giuria” non ha ancora stabilito quale paese o regione dominerà la valuta. “Potrebbe essere l’Australia, gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita… dipende da chi comincia”, ha detto Franc. “Come europeo preferirei l’euro, ma la cosa più importante è che in futuro ci sia un’unica valuta di scambio, perché fisserebbe il benchmark che dimostra che l’idrogeno è un attore internazionale”.

Jorgo Chatzimarkakis, segretario generale di Hydrogen Europe, si è detto d’accordo sul fatto che ci dovrebbe essere un’unica valuta per il commercio dell’idrogeno, e ha confermato che la Commissione europea vuole che sia l’euro. “L’Europa ha l’ambizione di essere uno degli snodi centrali di questo nuovo mercato”, ha concluso.