Energie del futuro

Idrogeno verde, prezzi destinati a dimezzarsi entro il 2050. Il report Icct

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I risultati della ricerca sono incoraggianti per le aziende che cercano di fare dell’ idrogeno il prossimo combustibile dominante.

L’idrogeno, l’elemento più abbondante nell’universo, ultimamente ha rubato i riflettori ai veicoli elettrici e alle energie rinnovabili. Da carburante per auto sperimentali, un paio di decenni fa, questo combustibile si è evoluto in una delle priorità energetiche pulite per il futuro. E questo futuro potrebbe essere luminoso dato che i prezzi per la produzione da fonti rinnovabili sono destinati a dimezzarsi. Uno studio commissionato dall’International Council on Clean Transportation ha rilevato che il prezzo medio di un chilo di combustibile prodotto per elettrolisi con l’energia solare o eolica diminuirà di circa il 50 per cento tra il 2020 e il 2050 negli Stati Uniti e in Europa.

GLI SCENARI ESAMINATI

Lo studio esamina tre scenari in base al fatto che l’elettrolizzatore – l’impianto che scompone l’acqua in idrogeno e ossigeno – sia collegato alla rete, a un generatore di elettricità rinnovabile, oppure sia collegato alla rete ma serva come deposito. Esamina anche tre tecnologie di generazione di energia rinnovabile, tra cui il solare su scala industriale, l’eolico onshore e l’eolico offshore.

I risultati di questa ricerca sono incoraggianti per le aziende che cercano di fare dell’idrogeno il prossimo combustibile dominante. E non sono solo le aziende. Nientemeno che l’Unione Europea ha ideato un’intera strategia sull’idrogeno per il suo futuro, concentrandosi proprio su quello verde, in contrapposizione al cosiddetto idrogeno blu, che viene prodotto dal gas naturale, e all’idrogeno grigio, prodotto dal carbone.

LA PROPOSTA UE

L’Ue ha lanciato a luglio la sua strategia per il settore e annunciato che l’idrogeno avrà un ruolo di primo piano nella decarbonizzazione dei trasporti e della produzione. Bruxelles ha in programma di costruire almeno 40 GW di capacità di elettrolisi entro il 2030, di cui 6 GW saranno operativi entro il 2024. La notizia dei prezzi più bassi dell’idrogeno verde dovrebbe quindi far piacere a Bruxelles. Tuttavia, occorre notare che nella sua attenzione all’idrogeno verde, l’Europa spenderà molto denaro per garantire una produzione di idrogeno senza emissioni piuttosto che utilizzare la produzione di idrogeno blu, il tipo che coinvolge il gas naturale e il tipo molto più economico anche dei prezzi futuri dell’idrogeno verde.

UNA QUESTIONE DI PREZZI (E DI LUOGO)

A parte ciò, secondo lo studio commissionato dalla ICCT, il prezzo al chilo di idrogeno prodotto in un idrolizzatore collegato alla rete è attualmente di 8,81 dollari. Questo scenderà a 5,77 dollari al chilo entro il 2050. Ma il prezzo al chilo dell’idrogeno blu, prodotto attraverso la cattura e lo stoccaggio del carbonio, è attualmente di 2,36 dollari (2 euro), secondo quanto prevede la strategia dell’Ue. Sempre secondo questa strategia, il prezzo dell’idrogeno verde varia tra i 2,95 e i 6,49 dollari al chilo (2,5-5,5 euro).

Entrambi gli studi osservano che i prezzi sono sensibili alla localizzazione, quindi in realtà variano molto da un luogo all’altro. E c’è di più. I prezzi calcolati nello studio commissionato dall’ICTT non includono il prezzo della costruzione di un’infrastruttura di trasporto e stoccaggio. La strategia dell’Ue prevede quello che Oxford Energy definisce un approccio pragmatico: costruire infrastrutture di trasporto intorno ai maggiori utenti di idrogeno inizialmente in cluster e solo alla fine ampliarle in tutto il continente. In alcune parti del continente, l’idrogeno sarà trasportato attraverso gasdotti precedentemente utilizzati per il gas naturale.

Ora, essere pragmatici tende certamente a far risparmiare denaro. Ma l’Ue e gli Stati Uniti, hanno dato l’impressione che il pragmatismo non sia la loro priorità ma lo sia la riduzione delle emissioni. Come osserva Oxford Energy in un’analisi della strategia dell’UE, ci sono solo 4,5 GW di progetti di idrogeno verde in fase di sviluppo. Se l’Ue vuole raggiungere il proprio obiettivo, avrebbe bisogno di circa 20-30 GW di progetti in cantiere, in modo da poterne approvare dal 20 al 30 per cento.

IL FUTURO COME CARBURANTE PER AUTO

E poi c’è il futuro dell’idrogeno come carburante per veicoli. Attualmente le automobili che vanno con questa tipologia di combustibile sono una piccola minoranza, e questo perché sono ancora più costose di alcuni veicoli elettrici. L’idrogeno può essere usato per la produzione di energia elettrica, e questo è ciò per cui l’Ue prevede di utilizzarlo principalmente. Ma se i piani diventano ancora più ambiziosi e la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno diventa più economica per le auto, allora si dovranno fare progetti per le reti di stazioni di servizio, particolarmente costose anche per ragioni di sicurezza.

LA VERA NOVITA’? L’INTERESSE DI UTILITIES E COMPAGNIE PETROLIFERE

Nel frattempo, sia le utility che le major petrolifere stanno guadagnando spazio nel settore. È proprio qui, nel settore privato, che si intravede la maggiore possibilità di successo per l’idrogeno pulito. I governi possono elaborare tutte le strategie che vogliono, ma senza investimenti da parte del settore privato – e il know-how di generazione di energia che le utilities e le compagnie hanno – tutte queste strategie sarebbero condannate. Quindi il fatto che la concorrenza nell’idrogeno si stia intensificando potrebbe rivelarsi una notizia migliore rispetto alla diminuzione dei costi dell’elettrolisi verde.