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Il boom dei prezzi del Gnl fa meglio dei Bitcoin

Gnl Gas

Questa settimana, il prezzo del Gnl è salito a oltre 30 dollari / MMBtu a un nuovo massimo da quando la valutazione del benchmark è iniziata nel 2009.

L’impennata dei valori dei Bitcoin aveva impressionato nelle ultime settimane. Ma sembra non essere niente di fronte alla crescita dei prezzi spot di Gas naturale liquefatto (Gnl) in Asia che negli ultimi mesi sono aumentati di ben 18 volte rispetto ai minimi di aprile 2020.

LA TEMPESTA PERFETTA

Secondo quanto riferisce Bloomberg una “tempesta perfetta” caratterizzata da un inverno insolitamente freddo nell’Asia settentrionale, interruzioni di fornitura presso i principali esportatori di Gnl e vincoli logistici e di spedizione “hanno portato il prezzo di riferimento del Gnl asiatico, il Giappone-Corea, al punto più alto mai registrato, 21,45 dollari per milione di unità termiche britanniche (MMBtu)”.

PREZZI A 30 DOLLARI, MAI STATI COSI’ ALTI

Questa settimana, il prezzo è salito ulteriormente a oltre 30 dollari / MMBtu a un nuovo massimo da quando la valutazione del benchmark è iniziata nel 2009.

GUADAGNI RECORD PER EXXONMOBIL E TOTAL

I carichi di Gnl sul mercato spot sono stati recentemente venduti per somme a sei cifre. Secondo Bloomberg, ExxonMobil ha venduto la scorsa settimana un carico in Giappone per la cifra record di 130 milioni di dollari, mentre Total ha venduto un carico di gas liquefatto al trader di materie prime Trafigura per 126 milioni di dollari.

PREZZI RECORD CON IL FIATO CORTO

I prezzi record, tuttavia, “non dovrebbero durare a lungo, poiché i carichi per la consegna di marzo sul mercato spot sono già la metà del prezzo di quelli per la consegna di febbraio. Tuttavia, la combinazione di diversi fattori ha colto di sorpresa il mercato alla fine del 2020 e all’inizio del 2021, con gli esportatori di GNL sul mercato spot e gli armatori di navi metaniere che hanno raccolto profitti folli”, ha commentato Oilprice.

FREDDO E PROBLEMI DI FORNITURA LE CAUSE

La ragione di questa situazione è da ricercarsi nell’ondata di freddo che ha colpito dall’inizio dell’anno Asia ed Europa occidentale che ha continuato a far salire i prezzi del gas naturale e del Gnl, unita a problemi di fornitura non pianificati presso i principali esportatori, tra cui Qatar, Australia, Norvegia e Malesia.

In Spagna, sede di uno dei terminali più grandi d’Europa, i prezzi del Gnl sono aumentati durante un’insolita ondata di freddo nel paese, che ha portato una rara nevicata a Madrid.

SHELL RIAVVIA TERMINAL GNL DOPO UN ANNO DI STOP

Per capire quanto i prezzi stiano influenzando il mercato basta prendere ad esempio Shell che ha recentemente riavviato la produzione di GNL nel suo progetto offshore Prelude in Australia dopo quasi un anno di sospensione. Il riavvio dell’impianto da 3,6 milioni di tonnellate arriva nel miglior momento possibile. L’ondata di freddo in Asia ha spinto i prezzi del GNL alle stelle, cancellando la preoccupazione per un mercato in eccesso di offerta mentre gli acquirenti cinesi si danno da fare per fare scorta di carburante.

 

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