Ecco cosa prevede l’accordo sul riciclo dei RAEE firmato tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Centro di Coordinamento RAEE
La rivoluzione del riciclo dei rifiuti elettronici passa dagli uffici. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Centro di Coordinamento RAEE hanno firmato un accordo che introduce i cosiddetti RAEE “Dual Use”, aprendo la strada alla raccolta di pc, monitor, tablet e smartphone direttamente nei luoghi di lavoro.
LA RIVOLUZIONE DEL DUAL USE
La vera svolta dell’accordo è l’introduzione della definizione Dual Use. I RAEE Dual Use “sono rifiuti che si generano presso le sedi di realtà commerciali, aziende e istituzioni e che, per natura e quantità, possono essere assimilati ai RAEE di origine domestica, quali, ad esempio, frigoriferi, forni a microonde, monitor, PC, tablet e smartphone”, si legge nel comunicato congiunto di Mase e Centro di Coordinamento RAEE.
In altre parole, parliamo di quegli strumenti tecnologici usati quotidianamente nelle sedi aziendali e istituzionali che, per natura e volumi, sono del tutto assimilabili ai rifiuti domestici: vecchi PC portatili, monitor abbandonati, smartphone obsoleti, tablet con schermi crepati o forni a microonde delle aree break. Grazie a questa intesa, il MASE e tutte le realtà pubbliche e private che decideranno di aderire alla convenzione del CdC RAEE potranno allestire nei propri spazi dei depositi preliminari alla raccolta. Non serviranno autorizzazioni ambientali né iscrizioni all’Albo Gestori. I dipendenti e i visitatori potranno conferire nei punti di raccolta anche i propri piccoli elettrodomestici esausti. La soglia massima per il raggruppamento è di 3.500 kg, la durata massima del deposito è un anno, contro un tempo di ritiro di massimo 10 giorni.
TUTTI I DETTAGLI DELL’ACCORDO SUI RAEE
Il testo dell’Accordo di Programma (art. 206 D.lgs. 152/2006) descrive una macchina logistica precisa. Le strutture dovranno allestire aree di deposito preliminari idonee: pavimentate, protette dalle intemperie, non accessibili a terzi non autorizzati e con stoccaggio differenziato per i rifiuti pericolosi. Il ritiro sarà gestito dai Sistemi Collettivi dei Produttori senza alcun onere economico per le amministrazioni e imprese ospitanti, avverrà entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta. L’intesa prevede anche una campagna di sensibilizzazione pubblica patrocinata dal Ministero e veicolata attraverso spazi televisivi e radiofonici di Pubblicità Progresso per trasformare il gesto di buttare via un vecchio caricabatterie o un mouse rotto da un obbligo burocratico a un’opportunità di cittadinanza attiva.
“Il coinvolgimento attivo del tessuto produttivo e istituzionale, che diventa punto di raccolta nei luoghi di frequentazione abituale, consente di avvicinare i cittadini a comportamenti responsabili con un approccio semplice. Auspichiamo una partecipazione ampia affinché l’iniziativa aumenti i volumi a trattamento”, ha sottolineato Fabrizio Longoni, direttore generale Cdc Raee.
IL TESORO DEI RAEE
Estrarre metalli preziosi e semiconduttori dalle miniere sotterranee tradizionali è un processo costoso, geopoliticamente rischioso e ad altissimo impatto ecologico. Riciclare i RAEE, al contrario, permette di recuperare materiali purissimi con un risparmio energetico che supera l’80% rispetto alla produzione primaria. Basti pensare che da una tonnellata di schede elettroniche si possono estrarre fino a 200 grammi d’oro e oltre 10 kg di rame, oltre a percentuali preziose di litio, cobalto e neodimio. L’obiettivo europeo di raccolta dei RAEE è fissato al 65% della media delle apparecchiature immesse sul mercato nei tre anni precedenti. Un target sfidante che l’Italia punta ad aggredire con questa iniziativa. Secondo le stime, l’attivazione dei punti di raccolta nelle pubbliche amministrazioni e nelle medie-grandi imprese può intercettare una quota significativa del “sommerso domestico” che spesso finisce in discariche abusive, nel sacco dell’indifferenziata o dimenticato nei cassetti dei cittadini per una media di oltre 5 anni prima dello smaltimento.
“Ogni RAEE correttamente intercettato è una miniera urbana che restituisce al sistema produttivo materie prime critiche – dal cobalto alle terre rare – riducendo la nostra dipendenza da approvvigionamenti esterni e rafforzando l’autonomia strategica del Paese. Questa sinergia traduce gli obiettivi in strumenti operativi”, ha sottolineato Laura D’Aprile, capo dipartimento sviluppo sostenibile del Mase.

