Uno studio di McKinsey & Company mostra che, a seguito dello shock causato dai tagli alle forniture di gas russo in Europa e dal rimbalzo dei prezzi spot, il mercato è entrato in una fase di maggiore stabilità grazie all’aumento della produzione
L’ultimo sondaggio globale tra gli acquirenti di gas naturale liquefatto (GNL), condotto da McKinsey & Company nel luglio 2025, rivela un cambiamento strategico in un mercato energetico caratterizzato da volatilità geopolitica e dalla riconfigurazione dei flussi commerciali.
Di fronte a uno scenario più equilibrato dopo la crisi dei prezzi del 2021 e del 2022, le aziende oggi stanno dando priorità alla flessibilità contrattuale e alla diversificazione dell’offerta come strumenti chiave per gestire i rischi e capitalizzare nuove opportunità.
LO STUDIO DI MCKINSEY SUGLI ACQUIRENTI DI GNL
Lo studio, basato sulle risposte di 41 acquirenti in mercati chiave, mostra che, a seguito dello shock causato dai tagli alle forniture di gas russo in Europa e dal rimbalzo dei prezzi spot, il mercato è entrato in una fase di maggiore stabilità grazie all’aumento della produzione, soprattutto negli Stati Uniti, e a una domanda più moderata nelle regioni chiave.
In Europa, gli inverni più miti e le politiche di efficienza energetica hanno ridotto le importazioni, mentre sono in corso i preparativi per l’entrata in funzione di nuova capacità in Qatar e Nord America.
L’ASIA GUIDA LA DOMANDA DI GNL
Guardando al 2030, circa il 60% degli intervistati prevede una stabilizzazione dei prezzi nell’intervallo 7-10 dollari per milione di BTU. A questi livelli, potrebbe innescarsi una significativa domanda repressa, soprattutto in Asia. Gli acquirenti cinesi, soprattutto quelli sensibili al prezzo, indicano che passerebbero dal carbone al GNL, se entrambi i combustibili raggiungessero la parità a circa 8 dollari per MMBTU.
Anche Giappone e Corea del Sud prevedono un aumento dei consumi a prezzi inferiori, sebbene con maggiore incertezza sui volumi. Al contrario, l’Europa prevede un graduale calo della domanda fino al 2040, con la crescita delle energie rinnovabili.
Sul fronte geopolitico, la diversificazione dei fornitori si sta consolidando come la principale strategia di mitigazione del rischio. Limitare l’esposizione a un singolo fornitore e dare priorità ai paesi con rotte di spedizione stabili sono in cima alla lista delle preferenze.
Gli acquirenti europei mostrano una maggiore propensione verso fonti considerate a basso rischio, mentre in Asia, e soprattutto in Cina, c’è una maggiore disponibilità ad incorporare nuovi fornitori e ad affidarsi a operatori di portafoglio consolidati.
LA SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI
Anche la propensione ai contratti è in evoluzione: 7 acquirenti su 10 prevedono di firmare accordi sia a breve che a lungo termine nei prossimi 2-3 anni. L’interesse per i contratti a breve termine è cresciuto di quasi 20 punti percentuali rispetto al 2023, con una forte crescita nell’area Asia-Pacifico.
Tuttavia, la Cina è in testa per quanto riguarda l’intenzione di concludere contratti a lungo termine (83%), seguita da Giappone e Corea del Sud (78%), a dimostrazione della ricerca di un equilibrio tra sicurezza dell’approvvigionamento e flessibilità.
IL FATTORE FLESSIBILITÀ NEI CONTRATTI
La flessibilità si sta affermando come l’attributo più apprezzato nei contratti: destinazioni aperte e volumi variabili sono in cima alle priorità globali. In Cina, anche la flessibilità dei prezzi e le condizioni di pagamento stanno acquisendo importanza. Anche gli acquirenti asiatici mostrano un maggiore interesse per le partnership di investimento e per il GNL di alta qualità energetica.
In Europa, tuttavia, i criteri di sostenibilità hanno perso importanza relativa rispetto al 2023, sebbene l’interesse per le partnership strategiche lungo tutta la catena del valore sia in crescita.
Nel complesso, l’indagine conferma un cambiamento strutturale: in un mercato meno teso, ma comunque incerto, gli acquirenti di GNL stanno optando per portafogli diversificati, contratti ibridi e clausole più flessibili. Per i fornitori, il messaggio è chiaro: chi allineerà la propria offerta a queste nuove priorità sarà meglio posizionato per garantire relazioni a lungo termine, in un sistema energetico in rapida trasformazione.

