Il Servizio di Liquidità mira a ridurre lo spread sovvenzionando forniture aggiuntive di gas tramite Passo Gries, utilizzando le rotte di importazione da Nord e Nord-Ovest
In un paper, l’Oxford Institute for Energy Studies esamina il “Servizio di Liquidità” proposto dal Governo italiano, introdotto con il Decreto-Legge n. 21 del 20 febbraio 2026 e attualmente in fase di definizione da parte di ARERA. Il meccanismo mira a ridurre il persistente differenziale di prezzo tra il Punto di Scambio Virtuale (PSV) italiano – il nodo di bilanciamento del gas – e il TTF olandese, principale riferimento europeo per i prezzi del gas all’ingrosso.
I COSTI DI TRASPORTO DEL GAS DALL’AUSTRIA ALL’ITALIA
A seguito dell’interruzione delle forniture russe via gasdotto attraverso l’Austria, il prezzo delle importazioni marginali di gas via gasdotto è generalmente determinato dal valore del TTF maggiorato dei costi di trasporto verso l’Italia lungo le direttrici nord-occidentale, settentrionale o nord-orientale.
Questi costi di trasporto sono diventati più evidenti, man mano che i contratti storici di lungo termine per la capacità dei gasdotti giungono a scadenza e gli operatori prenotano sempre più spesso capacità stagionali o di durata inferiore.
La stessa ARERA riconosce che il prezzo del PSV, storicamente più elevato, riflette le caratteristiche del sistema italiano, in particolare i costi di trasporto dal Nord Europa. Il documento sostiene che né ARERA né la relazione tecnica a corredo del provvedimento legislativo del 2026 dimostrano che lo spread osservato tra TTF e PSV sia sostanzialmente superiore a quanto giustificato dai fondamentali di mercato.
IL SERVIZIO DI LIQUIDITÀ ITALIANO
Il Servizio di Liquidità mira comunque a ridurre lo spread sovvenzionando forniture aggiuntive di gas tramite Passo Gries, utilizzando le rotte di importazione da Nord e Nord-Ovest. Secondo la proposta, le società selezionate tramite gara da Snam si impegnerebbero a vendere quantitativi specifici di gas al PSV a un prezzo pari al TTF, ricevendo un premio a compensazione del servizio reso e un compenso per il rischio di volatilità del mercato.
ARERA propone di limitare il meccanismo alla capacità di trasporto attualmente non prenotata. I costi sarebbero quindi finanziati dai proventi della vendita delle scorte strategiche di “gas di ultima istanza” dell’Italia, entro un limite di spesa di 200 milioni di euro.
La proposta presenta delle analogie con il “Corridoio di Liquidità” del 2017, anch’esso volto a ridurre il differenziale PSV-TTF abbassando il costo effettivo del trasporto di gas dall’Europa nord-occidentale. Quella proposta fu fortemente criticata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che la ritenne sproporzionata, discriminatoria e potenzialmente distorsiva della concorrenza.
Tra le criticità sollevate figuravano il trattamento preferenziale riservato a specifiche rotte di approvvigionamento e titolari di capacità, possibili conflitti con gli obblighi di separazione delle attività (unbundling) per i gestori della rete di trasporto (TSO) e potenziali problemi legati alla normativa UE sugli aiuti di Stato. Molte di queste preoccupazioni si ripropongono con il nuovo Servizio di Liquidità.
LE CRITICITÀ DEL SERVIZIO DI LIQUIDITÀ
Il problema fondamentale è che il Servizio di Liquidità sovvenziona di fatto una specifica fonte e rotta di approvvigionamento di gas verso l’Italia a scapito di altre. Sebbene la riduzione del costo della fonte di approvvigionamento marginale possa ridurre il premio di prezzo del PSV nel breve periodo, ciò non genera necessariamente maggiore liquidità o ulteriori forniture di gas.
Il gas sovvenzionato in arrivo da Passo Gries potrebbe semplicemente sostituire forniture di GNL o flussi provenienti da Algeria, Azerbaigian o altre rotte via gasdotto che sarebbero comunque giunti in Italia. Inoltre, le società che hanno già prenotato capacità, o che si sono impegnate su rotte di importazione alternative e terminali GNL, si troverebbero a competere con questa offerta sovvenzionata.
Il meccanismo potrebbe comportare delle ulteriori conseguenze indesiderate: potrebbe indebolire gli incentivi alla prenotazione commerciale della capacità, sovvenzionare flussi di gas che si sarebbero verificati anche in assenza di intervento e, riducendo i prezzi all’ingrosso in Italia, far aumentare la domanda, in contrasto con gli obiettivi UE di riduzione dell’uso di combustibili fossili.
Infine, potrebbe fornire dei segnali fuorvianti in merito alle attuali e future esigenze infrastrutturali, in un contesto caratterizzato da una prevista contrazione della domanda di gas.
UNA PARTE DEL SUSSIDIO ITALIANO POTREBBE ANDARE A VANTAGGIO DEI CONSUMATORI ESTERI
La portata dell’impatto dipenderà dal fatto se il Servizio di Liquidità proseguirà, una volta esaurito il finanziamento iniziale di 200 milioni di euro. Incrementando la domanda italiana di combustibile proveniente dall’Europa nord-occidentale, il servizio potrebbe anche far lievitare i prezzi al TTF e agli hub limitrofi, trasferendo su consumatori di altre aree parte dei costi sostenuti per ridurre i prezzi al PSV.
Questi effetti potrebbero assumere particolare rilevanza man mano che i Paesi dell’Europa centrale e orientale competeranno sempre più per accaparrarsi il gas dell’Europa nord-occidentale, in seguito all’imminente abbandono di tutte le forniture di gas russo.
In determinate circostanze, quindi, una parte del sussidio italiano da 200 milioni di euro potrebbe andare a vantaggio dei consumatori esteri, anziché del sistema del gas italiano, qualora il PSV dovesse diventare la fonte di approvvigionamento marginale per i mercati orientali.
Permangono inoltre delle questioni normative irrisolte riguardanti il ruolo di Snam, la compatibilità con i requisiti UE di separazione delle attività (unbundling) e la natura di eventuale aiuto di Stato del vantaggio finanziario selettivo. L’assenza di una durata chiaramente definita – al di là del tetto di finanziamento di 200 milioni di euro – o di criteri oggettivi per la cessazione del meccanismo genera ulteriore incertezza tra gli operatori di mercato.
Poiché la maggior parte, se non la totalità, delle forniture marginali aggiuntive via gasdotto dirette in Italia deve provenire da nord, gli operatori possono ottimizzare le scelte tra le due principali rotte; tuttavia, quella prevalente passa attraverso la Svizzera.
LA DISTORSIONE DEI PREZZI DEL GAS
Il Servizio di Liquidità introdurrà un’artificiale distorsione dei prezzi limitatamente a questa rotta, destinata a perturbare il mercato, senza necessariamente raggiungere l’obiettivo di prezzo previsto dal programma. Il prezzo spot dell’hub PSV sarà il risultato di una molteplicità di fattori che concorrono alla formazione del prezzo, tra cui spiccano l’equilibrio tra domanda e offerta in Italia in una data giornata e il costo competitivo dell’importazione, sia essa via gasdotto o tramite GNL.
Qualunque sia l’entità di tali costi, è assai improbabile che la loro somma corrisponda al prezzo del TTF. L’introduzione del Servizio di Liquidità comporta il rischio concreto di distorcere il prezzo risultante al PSV, che non rifletterà più in modo veritiero il valore del gas in Italia in un dato giorno. Inoltre, è molto probabile che ciò alteri il prezzo del gas presso l’hub tedesco THE e, potenzialmente, anche all’hub austriaco VTP; infine, invierà dei segnali di prezzo errati al mercato globale del GNL, rischiando di scoraggiare l’importazione di carichi spot.
I POSSIBILI EFFETTI SUL MERCATO DEL GAS
I dati storici sui prezzi indicano che i mercati europei del gas sono efficienti nel determinare un prezzo di equilibrio in qualsiasi momento e località. Tuttavia, è probabile che il Servizio di Liquidità provochi distorsioni di mercato che, seppur temporanee, richiederebbero tempo per essere corrette e potrebbero indurre alcuni operatori ad abbandonare il mercato italiano del gas.
Tali distorsioni comporterebbero una perdita di liquidità e una ridotta competitività, potendo infine determinare un aumento del prezzo del PSV rispetto a quello degli hub limitrofi. È probabile che tali distorsioni si intensifichino fino all’adozione, da parte dell’ARERA, di una decisione sul futuro della proposta nel mese di settembre.
CONCLUSIONI
Il documento conclude che il Servizio di Liquidità affronta un problema scarsamente dimostrato mediante un intervento capace di generare significative distorsioni di mercato. La rilevanza della questione trascende i confini italiani, data l’elevata interconnessione del mercato europeo del gas: interventi che alterano prezzi e flussi in uno Stato membro si ripercuotono inevitabilmente sui mercati limitrofi. Sussiste inoltre il rischio che un intervento unilaterale incoraggi contromisure in altri Paesi, minando progressivamente l’integrazione del mercato europeo del gas.
In un momento in cui l’Europa continua a dipendere fortemente dalle importazioni e dai mercati globali del GNL, lo studio dell’OIES sostiene che la Commissione europea e l’ACER debbano esaminare attentamente il meccanismo e tutelare l’integrità del mercato interno del gas dell’UE. Un processo che sembra essere già in corso, a seguito della lettera inviata sull’argomento da Eurogas il 1° settembre alla Commissione Europea.

