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Il TurkStream inaugurato da Erdogan e Putin

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Entrambi i presidenti hanno rimarcato la solidità operativa della partnership turco-russa sul Turkstream e la dimensione europea del progetto. Putin si è limitato a ringraziare istituzioni e autorità coinvolte e a sottolineare l’alto contenuto tecnologico dell’infrastruttura. Dal canto suo, Erdogan ha sfruttato l’occasione per insistere sul ruolo strategico della Turchia nel campo dell’energia

Sorridenti e determinati, nel centro congressi sul Corno d’Oro a Istanbul, Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin hanno ufficialmente inaugurato il TurkStream: il nuovo gasdotto sui fondali del mar Nero, costruito in due anni e mezzo, destinato a rinforzare la posizione strategica di Turchia e Russia verso l’Europa.

IL PERCORSO DEL GASDOTTO

Il gas della Gazprom, infatti, è destinato ad attraversare il vecchio continente, utilizzando condotte già esistenti o nuove (e in costruzione): Bulgaria, Serbia, Ungheria, poi ulteriormente Slovacchia e Austria. Alla cerimonia dell’8 gennaio erano infatti presenti il premier bulgaro Bojko Borisov e il presidente serbo Aleksandar Vucic.

TurkStream è lungo 910 chilometri: ha origine nei pressi di sulle sponde del Mar Nero e, dopo averlo attraversato a una profondità di anche 2.000 metri, emerge sulla terraferma turca poco a ovest di Istanbul, per poi proseguire fino al confine con la Bulgaria. Il paese balcanico ha iniziato a ricevere il gas russo fin dai primi giorni del 2020.

LA RILEVANZA STRATEGICA DI TURKSTREAM

Il gasdotto ha una capacità totale di 31,5 miliardi di metri cubi all’anno (a pieno regime), trasportati da due linee parallele; i quantitativi riservati alla Turchia e quelli che andranno in Europa verranno decisi in base alle necessità dei rispettivi mercati.

La realizzazione del progetto è un evidente successo per entrambi i paesi: la Russia aggiunge una linea di transito verso l’Europa che bypassa l’Ucraina, la Turchia riafferma il suo ruolo di hub energetico mediterraneo e per l’appunto di anello di congiunzione tra le risorse fossili della Russia e i consumatori europei.

LE DICHIARAZIONI DEI DUE PRESIDENTI

I discorsi dei due leader sono stati però diversi. Se entrambi hanno rimarcato la solidità operativa della partnership turco-russa e la dimensione europea del progetto, Putin si è limitato a ringraziare istituzioni e autorità coinvolte e a sottolineare l’alto contenuto tecnologico dell’infrastruttura.

Dal canto suo, Erdogan ha sfruttato l’occasione per insistere sul ruolo strategico della Turchia nel campo dell’energia. Ha ricordato la recente attivazione del Tanap che percorre tutta la penisola anatolica da oriente a occidente e che porterà il gas azero – attraverso il Tap – anche in Italia, ha rivendicato l’aspirazione a diventare anche produttore di gas partecipando alle attività di esplorazione ed estrazione nel Mediterraneo orientale, proteggendo gli interessi e di diritti dei cittadini turchi e turco-ciprioti.

Senza nominarne nessuno in particolare – ma siamo all’indomani della firma dell’accordo tra Grecia, Repubblica di Cipro e Israele sull’EastMed e del vertice del Cairo a cui ha partecipato anche l’Italia – si è rivolto ai vicini della regione offrendo cooperazione, se per l’appunto ad Ankara verrà riconosciuto un ruolo da protagonista.