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L’India annuncia nuovi obiettivi su gas e raffinazione

India Gas

L’India vuole quadruplicare la quota del gas nel mix energetico entro il 2030 e raddoppiare la capacità di raffinazione in cinque anni: sono obiettivi realistici?

Il primo ministro dell’India Narendra Modi ha detto di voler accrescere la quota del gas naturale nel mix energetico del paese fino a portarla intorno al 25 per cento entro il 2030. Vale a dire il quadruplo del valore attuale, che supera di poco il 6 per cento.

COSA HA DETTO MODI

Modi ha anche annunciato l’intenzione di raddoppiare la capacità di raffinazione di petrolio entro il 2025 – che dunque arriverebbe a circa 10 milioni di barili al giorno – e di ridurre del 30-35 per cento l’impronta di carbonio del paese, senza però fornire dettagli o indicazioni temporali.

I PRECEDENTI OBIETTIVI DI RAFFINAZIONE

Solo il mese scorso erano stati comunicati obiettivi diversi e già ritenuti molto ambiziosi. Durante il CERAWeek India Energy Forum, Modi aveva parlato di un aumento della capacità di raffinazione indiana del 60 per cento in cinque anni, per un totale di 8 milioni di barili giornalieri. Ad un altro evento il ministro del Petrolio Dharmendra Pradhan aveva offerto cifre e tempistiche ancora diverse: un incremento della capacità fino a 7 milioni di barili al giorno entro il 2030.

È UN TARGET REALISTICO?

Non è chiaro – anzi, gli analisti ritengono sia improbabile – se l’India riuscirà a raggiungere l’obiettivo del raddoppio della capacità di raffinazione in soli cinque anni. Ad ottobre la domanda di petrolio nel paese è effettivamente aumentata grazie al maggiore consumo di carburante per i veicoli, ma la crescita era anche legata a circostanze ben precise e forse non replicabili. Nel paese intanto si registrano ogni giorno decine di migliaia di nuovi casi di contagio da coronavirus, che probabilmente si ripercuoteranno negativamente sulla richiesta petrolifera.

L’epidemia di coronavirus, poi, ha causato il posticipo di alcuni progetti legati ad impianti di raffinazione. Quello per la raffineria Ratnagiri, da 1,2 milioni di barili al giorno, è stato rimandato a data da destinarsi. Ci sono due progetti in fase di avvio – uno nel distretto di Barmer e l’altro a Nagapattinam –, che hanno una capacità combinata di 400mila barili al giorno e che però si prevede saranno pronti per il 2025. Le raffinerie indiane si stanno piuttosto concentrando sull’aggiornamento degli impianti e sull’aggiunta di unità dedicate alla petrolchimica.

In passato il partito al governo – il Partito del popolo indiano, o BJP – aveva già fatto grandi annunci di difficile realizzazione. Ad esempio, aveva promesso di ridurre del 10 per cento le importazioni di petrolio entro il 2022; al contrario, negli ultimi cinque anni la dipendenza dell’India dalle forniture estere di greggio è cresciuta di tre punti percentuali, arrivando all’85 per cento circa.

L’OBIETTIVO PER IL GAS È FATTIBILE?

Anche l’obiettivo di quadruplicare la quota del gas naturale nel mix energetico in dieci anni potrebbe essere irrealistico. L’India potrebbe non riuscire a raggiungere nemmeno il precedente target del 15 per cento, che richiederebbe un consumo giornaliero di 611 milioni di metri cubici: attualmente la domanda di gas cresce invece ad un tasso del 4-5 per cento, e si prevede che entro il 2030 raggiungerà appena i 326 milioni di metri cubici al giorno.

Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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