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Sicurezza energetica Iran Hormuz

Iran e crisi energetica: Tajani e Crosetto lanciano l’allarme su nucleare e forniture a Hormuz

Il Governo attiva la task force per le imprese mentre i costi assicurativi per il trasporto marittimo salgono del 50%. Crosetto: “L’energia è ormai una componente strutturale della sicurezza strategica”.

I ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, intervenuti oggi in seduta congiunta alle Commissioni Esteri e Difesa del Parlamento, hanno delineato un quadro di estrema criticità sulla situazione in Iran, evidenziando il fallimento dei negoziati sul nucleare e i rischi immediati per la sicurezza energetica globale. Secondo quanto riferito dai due esponenti del Governo, l’instabilità nell’area del Golfo sta già producendo effetti tangibili sui mercati, con un aumento sostanziale del prezzo del greggio e del gas naturale liquefatto (GNL). La notizia, emersa durante le audizioni parlamentari sulle conseguenze della crisi mediorientale, conferma l’attivazione di una task force ministeriale per la tutela degli interessi economici italiani e la protezione delle rotte commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, definita dai ministri come un’arteria vitale per l’economia internazionale.

IL FALLIMENTO DEL DIALOGO DIPLOMATICO CON TEHERAN

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha aperto il suo intervento sottolineando come l’Italia abbia tentato ogni via diplomatica possibile prima che la situazione precipitasse. “Fino all’ultimo minuto abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato ma l’Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro, rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l’Aiea”, ha spiegato il titolare della Farnesina. Questa posizione di chiusura da parte di Teheran viene discussa proprio oggi a Vienna, durante il consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), organo di cui l’Italia è membro attivo. Tajani ha ribadito la fermezza della posizione italiana nel chiedere trasparenza assoluta sul programma nucleare iraniano: “Noi torneremo a chiedere l’accesso dell’agenzia a tutti i siti nucleari per assicurare la piena trasparenza e credibilità del suo programma nucleare”.

LA TUTELA DELLE IMPRESE E GLI INTERESSI ECONOMICI NAZIONALI

Oltre alla dimensione politica e di sicurezza, il Governo è impegnato nel monitoraggio delle ricadute economiche della crisi sulle attività produttive nazionali. Tajani ha informato le Commissioni di aver presieduto, proprio questa mattina, una riunione della task force commercio. All’incontro ha preso parte anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. L’obiettivo dell’organismo è duplice: da un lato informare le aziende italiane sulle possibili conseguenze economiche derivanti dall’inasprimento delle tensioni e, dall’altro, coordinare le azioni necessarie per tutelare gli interessi economici del Paese in un’area geografica così sensibile per l’interscambio commerciale.

LO STRETTO DI HORMUZ COME ARTERIA VITALE DEL SISTEMA MONDIALE

Spostando il focus sulla sicurezza degli approvvigionamenti, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha descritto lo Stretto di Hormuz come un elemento di criticità estrema. In questo stretto braccio di mare transita circa il 20% del petrolio mondiale, un volume che oscilla tra i 17 e i 20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di GNL. Crosetto ha definito l’area come “una principale arteria energetica del sistema economico internazionale”, precisando che anche una minima riduzione del traffico o il semplice aumento del rischio percepito basta a destabilizzare i mercati. “Gli effetti della crisi sono già evidenti oggi con il prezzo del greggio che ha registrato un incremento sostanziale analoghe dinamiche sul GNL riflettendo il rischio percepito di interruzione delle forniture”, ha dichiarato il ministro.

L’ENERGIA QUALE PILASTRO DELLA SICUREZZA STRATEGICA

Le conseguenze della crisi non si limitano ai prezzi delle materie prime, ma investono l’intera catena logistica. Crosetto ha evidenziato come l’incertezza sulle rotte e l’aumento dei costi assicurativi per il trasporto — che in alcuni casi hanno registrato incrementi significativi tra il 30% e il 50% — stiano alimentando forti pressioni inflazionistiche. Tali dinamiche rischiano di abbattersi sui costi industriali e sui trasporti, minando la stabilità economica dell’Europa. In conclusione, il ministro della Difesa ha rimarcato un cambio di paradigma geopolitico: “Questa crisi conferma che l’energia non è soltanto una variabile economica, una componente strutturale della sicurezza strategica, la sicurezza degli approvvigionamenti energetici è oggi direttamente connessa alla stabilità internazionale, alla resilienza delle infrastrutture critiche alla sicurezza economica nazionale ed europea”.

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