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Tutti gli effetti positivi per l’Italia del sì di Bruxelles su biometano e carburanti avanzati

Biometano

L’articolo di Giampaolo Tarantino per Energia Oltre

Dalla Commissione Europea è arrivato il via libera al regime di sostegno italiano per la produzione e la distribuzione di biocarburanti avanzati, tra cui il biometano. Il documento approvato ieri da Bruxelles delinea il sistema di supporto alla filiera del biogas di origine agricola, per un ammontare indicativo di 4,7 miliardi di euro tra il 2018 e il 2022.

LA STRATEGIA UE

L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’Unione europea per raggiungere «un maggiore uso delle energie rinnovabili in Europa e per contribuire alla transizione dell’Italia verso combustibili più rispettosi dell’ambiente», ha detto Margrethe Vestager, commissaria alla concorrenza europea.

IL DOSSIER

Il biometano fa parte dei biocarburanti avanzati prodotti da matrici agricole che vengono considerati maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale perché non richiedono consumo aggiuntivo di terreno e possono aiutare l’Italia a raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva europea sulle energie rinnovabili che impone agli Stati membri di destinare ai trasporti almeno un 10% di carburanti da fonti rinnovabili.

IL GIUDIZIO DI GATTONI

«E’ un risultato che premia gli sforzi dell’intero Sistema Paese e che la filiera del biogas-biometano agricolo italiano attendeva da lungo tempo», ha dichiarato Piero Gattoni, presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogas. In Italia il settore del biometano ha conosciuto un notevole sviluppo tanto da farci diventare il secondo produttore in Europa, il quarto a livello mondiale. La decisione della Commissione arriva a pochi giorni dall’evento annuale del CIB, Biogas Italy, durante il quale sono state presentate alcune stime sulle potenzialità della filiera italiana del biometano.

IL PARERE DEL CIB

Secondo il CIB, l’Italia sarebbe nelle condizioni di raggiungere una produzione di 10 miliardi di m3 di biometano al 2030, di cui almeno otto da matrici agricole pari a circa il 15% dell’attuale fabbisogno annuo di gas naturale e ai due terzi della potenzialità di stoccaggio della rete nazionale. Uno studio presentato a Biogas Italy dalla società di consulenza ambientale Althesis parte da questa stima per definire uno scenario al 2050, dove un potenziamento della produzione di biometano potrebbe evitare emissioni di CO2 per 197 milioni di tonnellate.

SVILUPPO FILIERA

Lo sviluppo della filiera consentirebbe, inoltre, già entro il 2030, di creare oltre 21mila posti di lavoro e di generare un gettito tributario di 16 miliardi di euro tra imposte sulle imprese e fiscalità di salari e stipendi. Le ricadute economiche complessive al 2030 si misurerebbero in 85,8 miliardi, di cui 17,7 nell’uso elettrico, 15 nel settore dei trasporti e 53,1 grazie all’immissione nella rete.

IL COMMENTO

Con il provvedimento della Commissione il nostro Paese si prepara a diventare vero leader del biometano a livello Ue. Per Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori, «l’Italia potrà provare giocare un ruolo di primissimo piano a livello continentale nella produzione di carburanti sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Ci potrebbero essere da subito una quindicina di imprese pronte a produrre biometano».

Giampaolo Tarantino

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