Sul Foglio esplode lo scontro tra Legambiente, Italia Nostra e Amici della Terra. Ecco cosa succede davvero nel mondo ambientalista
Rinnovabili e nucleare spaccano l’ambientalismo italiano. La transizione energetica è diventata il terreno di uno scontro tra visioni opposte del paesaggio, dello sviluppo e della scienza. È quanto emerge dal dibattito ospitato sulle pagine de Il Foglio. Legambiente punta tutto sulle rinnovabili, Amici della Terra indica il nucleare come l’energia del futuro e Italia Nostra apre all’atomo.
LA POLEMICA SU RINNOVABILI E NUCLEARE
Le principali sigle ecologiste italiane si danno battaglia su Il Foglio. Da una parte della barricata troviamo i paladini del “vento e sole ovunque”, dall’altra i custodi del paesaggio-museo e i fan dell’atomo. Ad accendere la miccia è stato Francesco Pratesi, leader di Italia Nostra Toscana, che ha scritto una lettera al giornale per motivare la contrarietà dell’associazione nei confronti dell’impianto eolico che dovrebbe sorgere nei pressi di Orvieto.
Il presidente di Italia Nostra Toscana ha puntato il dito contro pannelli solari e torri eoliche che devasterebbero in cambio di modesti contributi energetici. “Se negli ultimi anni la potenza eolica installata continua ad aumentare mentre la produzione ristagna, o addirittura diminuisce, siamo davvero sicuri che il problema dell’Italia sia costruire sempre nuove pale, ovunque? O forse dovremmo iniziare a discutere anche della qualità dei siti scelti, dell’efficienza degli investimenti e del rapporto tra benefici pubblici e costi ambientali?”, domanda Pratesi. Una posizione in linea con le idee dell’associazione, storico avamposto della tutela del territorio e della razionalità degli investimenti.
L’ASSIST (INVOLONTARIO?) AL NUCLEARE
Il cuore del messaggio di Italia Nostra è che a transizione ecologica non può azzerare la pianificazione urbanistica. Una pianificazione che non può includere nuove centrali nucleari, secondo quanto si legge nel documento “Energia e Territorio – il punto di vista di Italia Nostra”. Tuttavia, l’associazione non sembra chiudere definitivamente la porta il nucleare. Infatti, nel documento depositato in occasione dell’audizione parlamentare sul tema sottolinea che nelle condizioni attuali gli SMR non costituiscono una soluzione praticabile. Tuttavia, lascia teoricamente aperta la possibilità che, con tecnologie mature e condizioni diverse, il giudizio possa cambiare.
Lo stesso Pratesi ha lanciato un assist (involontario?) all’energia dell’atomo riprendendo l’articolo della presidente di Amici della Terra, Monica Tommasi, intitolato “Altro che Nimby, la soluzione è il nucleare e non le pale eoliche”, con il commento: “Sul Foglio di oggi una lezione di serietà da parte di Amici della Terra ai sedicenti ambientalisti che quotidianamente e ostinatamente fanno di tutto affinché l’Italia diventi irriconoscibile”.
CIAFANI (LEGAMBIENTE): “EOLICO E SOLARE LA SOLUZIONE”
L’attacco del presidente di Italia Nostra Toscana ha suscitato la reazione di Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. Il numero 1 dell’associazione ha messo la sua posizione nero su bianco su Il Foglio: fotovoltaico ed eolico saranno le due fonti che permetteranno di non dover bruciare più gas per produrre elettricità. Per Ciafani non c’è tempo da perdere poiché entro il 2050 i consumi elettrici raddoppieranno e sarà necessario tutto l’eolico possibile per spegnere il gas.
Il presidente di Legambiente ha poi attaccato frontalmente gli ambientalisti che guardano all’atomo, accusandoli di “guardare il dito invece della Luna” pur di non vedere i cantieri delle rinnovabili oggi, etichettando questa posizione come un espediente per frenare l’unica transizione energetica “rapida ed economica” spendibile subito. Una stoccata anche ai 44 attivisti dell’ambiente che hanno firmato la lettera contro la presunta “deregulation” del paesaggio per favorire le rinnovabili.
TOMMASI (AMICI DELLA TERRA): “IL NUCLEARE CONCILIA ENERGIA, COSTI E AMBIENTE”
La replica della presidente di Amici della Terra non si è fatta attendere. Monica Tommasi ha accusato Legambiente di essere “talmente schierata a favore (delle rinnovabili) che agisce con la determinazione di una lobby a servizio di diverse imprese del settore”. Secondo Tommasi il nucleare sarebbe la soluzione per conciliare energia, costi e tutela del territorio. La numero 1 di Amici della Terra motiva la sua affermazione con il fatto che un impianto atomico da 1.000 MW occupa una cinquantina di ettari, contro gli oltre mille necessari a un parco fotovoltaico che produce cinque volte di meno.
Una posizione che suona incomprensibile solo a chi non conosce le battaglie passate di Amici della Terra contro i grandi impianti fotovoltaici ed eolici. Posizioni che nel 2014 gli sono costate l’espulsione da parte di Friends of the Earth, poiché giudicate “incompatibili con la missione di giustizia sociale e ambientale” del network internazionale.

