Efficienza energetica e innovazione

La capacità di cattura del carbonio non cresce abbastanza

cattura e stoccaggio

La capacità globale di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica è in crescita, ma non abbastanza per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni: cosa dice l’ultimo report del Global CCS Institute

Il think tank Global CCS Institute ha fatto sapere che quest’anno la capacità globale di cattura e stoccaggio del carbonio è aumentata di un terzo, ma si tratta di una crescita comunque troppo lenta per poter raggiungere in tempo gli obiettivi di riduzione delle emissioni.

A QUANTO AMMONTA LA CAPACITÀ GLOBALE

Stando all’ultimo report dell’istituto, nel 2020 la capacità totale di cattura dell’anidride carbonica – includendo i progetti ancora in fase di costruzione o sviluppo – ha superato le 110 milioni di tonnellate all’anno, rispetto alle 85 milioni di tonnellate circa del 2019.

NET-ZERO “IRRAGGIUNGIBILE” SENZA QUESTA TECNOLOGIA

Brad Page, amministratore delegato del Global CCS Institute, ha dichiarato che uno dei principali fattori dietro alla crescita di questa capacità è la consapevolezza che l’obiettivo delle zero emissioni nette è “irraggiungibile” senza una riduzione delle emissioni di CO2 dai settori ad alta intensità energetica.

Anche l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) sostiene che sia impossibile ottenere la neutralità carbonica entro il 2050 – così come dichiarato da diversi paesi, come il Giappone, il Regno Unito e l’Unione europea – senza ricorrere alle tecnologie di cattura e sequestro del carbonio.

CRESCE IL NUMERO DEGLI IMPIANTI

L’attuale capacità, tuttavia, è insufficiente, secondo il Global CCS Institute. Per poter raggiungere le zero emissioni nette per il 2050, entro quella data la capacità di confinamento della CO2 dovrà crescere “più di cento volte”.

L’IEA stima che solo nel 2020 siano stati investiti quasi 4 miliardi di dollari in progetti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. In Norvegia, in particolare, è stato recentemente presentato un grande progetto di questo tipo – finanziato per due terzi dal governo norvegese – chiamato “Longship”, un richiamo ad una tipologia di navi utilizzate dai vichingi.

Da quando il Global CCS Institute ha presentato il suo ultimo report, nel 2019, a livello globale si sono aggiunti 17 nuovi impianti commerciali – principalmente su larga scala – per il confinamento della CO2, anche grazie agli incentivi fiscali. In totale, secondo il nuovo studio del think tank, ci sono 65 strutture commerciali nel mondo, di cui 3 in costruzione e 13 in fase avanzata di sviluppo; l’anno scorso ne erano state contate in tutto 51.