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La Francia di fronte al peso delle scorie nucleari

Ad Aube, due centri di stoccaggio ospitano il 90% dei residui radioattivi prodotti ogni anno in Francia. Uno si sta avvicinando alla saturazione e per alcuni rifiuti non c’è ancora una soluzione.

In mezzo ad una fitta foresta, una spianata spoglia, chiusa da cancelli, ospita il centro di stoccaggio francese di Aube dell’Agence nationale pour la gestion des déchets radioactifs (Andra), nel piccolo comune di Soulaines-Dhuys. Al suo interno, racconta il quotidiano Le Monde, “sono sepolti i residui di bassa e media attività degli impianti nucleari francesi. Nel gergo dell’industria sono chiamati ‘a vita breve’, ma rimarranno radioattivi per diversi secoli. Tuttavia, qui, così come nel vicino sito di Morvilliers, viene stoccato il 90% delle scorie radioattive prodotte ogni anno in Francia. E ci si avvicina alla saturazione senza ancora un soluzione.

nucleareOGNI GIORNO SI SCARICANO PARTITE DI RIFIUTI CONTAMINATI

Come racconta Le Monde “ogni giorno, sei camion scaricano la loro partita di attrezzature contaminate – attrezzi, tute, guanti, scarpe….. – dai reattori EDF, dai centri di ricerca della Commissione francese per l’energia atomica e le energie alternative (CEA) e dagli stabilimenti di Orano (ex Areva). Tutti sono già confezionati in fusti metallici o conchiglie di cemento. All’arrivo, sono identificati da un codice a barre che tiene traccia del loro contenuto, origine e posizione sul sito. Vengono poi impilati, a strati, in grandi cubi di cemento armato, larghi 25 metri e alti 8 metri, con pareti spesse quasi mezzo metro. Una volta riempiti, questi silos sono chiusi da una lastra di cemento che, a lungo termine, sarà a sua volta ricoperta da uno strato di argilla vegetale.

IL CENTRO DI MORVILLIERS SARA’ SATURO TRA IL 2025 E IL 2030

Il problema è che il centro di Soulaines-Dhuy potrà essere utilizzato ancora per cinquanta anni, mentre quello di Morvilliers sarà saturo tra il 2025 e il 2030. Senza dimenticare, poi, che nei prossimi anni lo smantellamento progressivo delle centrali nucleari portera’ a una grande quantita’ di materiale da immagazzinare.

AL 2016 A FRANCIA AVEVA 1,54 MILIONI DI METRI CUBI DI RIFIUTI NUCLEARI

Alla fine del 2016, scrive Le Monde in un altro articolo, “la Francia aveva 1,54 milioni di metri cubi” di rifiuti nucleari, “secondo l’inventario triennale pubblicato nel luglio 2018 dall’Agence nationale pour la gestion des déchets radioactifs (Andra). “Il 90% del volume è costituito da rifiuti a bassissima attività o da rifiuti a bassa e media attività a vita breve con un livello di pericolo relativamente basso”, ha osservato Florence Liébard, responsabile dell’inventario dell’agenzia. Il 58,8% di questi rifiuti proviene da centrali nucleari, il 27,7% dalla ricerca, il resto dalla difesa (9,4%), dall’industria (3,6%) e dal settore medico (0,6%).nucleare

SOLO IL COMBUSTIBILE ESAURITO ESTRATTO DAI NUCLEI DEI 58 REATTORI FRANCESI NON RIENTRA NELLE COMPETENZE DI GESTIONE DI ANDRA

La gestione dei rifiuti radioattivi non rientra esclusivamente nelle competenze del settore nucleare, a differenza dei materiali altamente radioattivi e a lunga durata, principalmente combustibile esaurito estratto dai nuclei dei 58 reattori francesi di Edf, dagli impianti di combustibile o di ritrattamento di Orano (ex Areva) e dai reattori di ricerca della Commissione francese per l’energia atomica. Questo rifiuto finale, che concentra oltre il 99% della radioattività, viene vetrificato e dovrebbe essere intrappolato in contenitori di acciaio inossidabile depositati 500 metri sotto la superficie nelle formazioni argillose del sito di Bure (Mosa) gestito da Andra.