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Qatar Italia Gas

L’accordo sul GNL tra Italia e Qatar dimostra quanto sia difficile abbandonare il gas

In base ai dati del think tank Ember, lo scorso anno il gas ha rappresentato circa il 51% della produzione totale di elettricità in Italia, rendendo il nostro Paese il più dipendente dal gas tra le maggiori economie europee

ENI lunedì scorso ha firmato un accordo per l’acquisto fino a 1 milione di tonnellate di GNL all’anno da QatarEnergy per i prossimi 27 anni, bloccando i flussi di gas verso la più grande economia dell’Europa meridionale almeno fino al 2050. In base ai dati del think tank Ember, lo scorso anno il gas ha rappresentato circa il 51% della produzione totale di elettricità in Italia, rendendo il nostro Paese il più dipendente dal gas tra le maggiori economie europee.

IMPORTAZIONI DI GAS E FONTI RINNOVABILI IN ITALIA

Per la fornitura di gas l’Italia dipende in larga misura dalle importazioni, con oltre il 95% del gas nazionale che nel 2022 è arrivato dall’estero, secondo l’Energy Institute. L’elevata dipendenza dalle importazioni di gas ha spinto il nostro Paese ad accelerare la costruzione di capacità elettrica da fonti rinnovabili – come il solare e l’eolico – che lo scorso anno sono aumentate rispettivamente dell’11% e del 5%, superando la crescita di altre fonti.

L’aumento della capacità rinnovabile, a sua volta, ha aumentato l’elettricità in Italia generata da fonti pulite di oltre l’11% nei primi nove mesi del 2023, fino a rappresentare un record del 45,2% della produzione di elettricità. Tuttavia, nonostante gli incrementi record nella produzione di elettricità pulita, quest’anno il gas naturale è rimasto la nostra principale fonte di elettricità, e sembra destinato a rimanere il fondamento del nostro sistema energetico ancora per decenni, nonostante gli ulteriori aumenti delle energie rinnovabili previsti nei prossimi anni.

IL NOSTRO SISTEMA INDUSTRIALE NECESSITA DI MOLTA ENERGIA

La chiave per la tenuta del gas naturale nel mix di generazione italiano è l’elevato livello di domanda energetica industriale del nostro Paese. Secondo il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, l’Italia è la seconda economia manifatturiera più grande d’Europa ed è nota per la produzione di macchinari, prodotti di moda, articoli alimentari, componenti automobilistici e prodotti farmaceutici. Il nostro Paese è anche un grande produttore ed esportatore di automobili, mobili e gres, e detiene quindi un sistema industriale ad ampio raggio con fabbisogno energetico 24 ore su 24.

Tuttavia, i costi energetici dell’Italia sono aumentati notevolmente da quando l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 ha tagliato le forniture di gas all’Europa occidentale e ha fatto lievitare i costi energetici regionali.  Secondo i dati compilati da LSEG, finora nel 2023 i costi medi dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia sono superiori di circa il 147% rispetto alla media del 2019. L’entità dell’aumento dei prezzi è simile a quella, nello stesso periodo, della Germania, il più grande polo manifatturiero d’Europa.

Oltre a questo, però, i prezzi dell’energia elettrica in Italia hanno ampliato il loro premio di lunga data rispetto ai prezzi dell’energia elettrica tedesca, e su base mensile attualmente sono di circa 50 euro per megawattora più alti rispetto ai prezzi medi dell’energia elettrica in Germania. Questo valore si confronta con il premio medio di 17 euro/MWh dal 2019 al 2021 e indica che in Italia i grandi utenti di energia potrebbero essere stati colpiti ancora più duramente di quelli tedeschi dal rialzo dei prezzi regionali dell’energia elettrica osservato nell’ultimo anno.

LE MISURE DEL GOVERNO ITALIANO A SOSTEGNO DELL’INDUSTRIA

Per aiutare a sostenere l’industria italiana, lo scorso anno il governo ha presentato un pacchetto di misure da 9 miliardi di euro, che vanno dall’aumento della produzione di gas e dall’aumento delle scorte alla possibilità per le imprese di saldare le bollette energetiche fino a 36 rate. L’accordo di questa settimana tra ENI e QatarEnergy offre una protezione aggiuntiva ai consumatori, riducendo ulteriormente la dipendenza dell’Italia dalla Russia per le forniture di gas naturale, anche se consolida la posizione del Qatar come principale fornitore di GNL del nostro Paese.

Gli Stati Uniti e l’Algeria sono altri importanti fornitori di GNL per l’Italia e, secondo i dati di tracciamento delle navi di Kpler, stanno contribuendo a mettere le importazioni di GNL sulla buona strada per superare quest’anno il record del 2022 di 24,5 milioni di metri cubi. Oltre agli stoccaggi di gas quasi pieni – secondo LSEG attualmente hanno raggiunto una capacità del 98% – questi maggiori volumi di importazioni di gas naturale dovrebbero garantire che i consumatori di energia italiani dispongano di un’adeguata fornitura di energia elettrica per tutto il prossimo inverno, quando la domanda di riscaldamento raggiungerà il picco.

I VANTAGGI PER L’ITALIA DELL’ACCORDO SUL GAS CON IL QATAR

Nel lungo termine, i maggiori volumi di gas garantiscono anche la stabilità dell’approvvigionamento energetico, anche se maggiori volumi di generazione intermittente da fonti energetiche rinnovabili vengono aggiunti alla rete italiana. Le aziende elettriche possono utilizzare impianti alimentati a gas per integrare le forniture del sistema quando la produzione da impianti solari ed eolici diminuisce.

Una maggiore fornitura di gas potrebbe anche contribuire a ridurre i costi energetici complessivi e, a sua volta, dovrebbe aiutare a rafforzare la competitività delle imprese con sede in Italia rispetto ai rivali regionali.

Nel complesso – scrive Gavin Maguire su Reuters – l’accordo ENI-QatarEnergy sembra in grado di sostenere i forti legami dell’Italia con il mercato del gas per molti altri anni, anche se il nostro Paese continua a sviluppare maggiore capacità di generazione rinnovabile come parte degli obiettivi a lungo termine sulla transizione energetica.

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