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ACER Regolatore Energetico UE

L’ACER mette in guardia contro il replicare le misure energetiche di emergenza

Secondo l’autorità di regolamentazione dell’energia Ue, i sussidi dei governi “potrebbero aumentare l’uso di combustibili fossili ed inviare un segnale sbagliato agli investitori”

ACER, l’autorità di regolamentazione dell’energia dell’Unione europea, ha messo in guardia contro il ripetersi delle misure utilizzate dai governi per frenare l’aumento dei prezzi durante la crisi energetica dello scorso anno, affermando che potrebbero aumentare l’uso di combustibili fossili ed inviare un segnale sbagliato agli investitori.

I commenti arrivano mentre Francia e Germania litigano sulla forma delle riforme proposte per il mercato elettrico Ue e se i sussidi statali debbano essere consentiti per i produttori di energia esistenti, come le centrali nucleari francesi.

Le riforme sono state proposte dalla Commissione europea nel marzo scorso, sulla scia dei prezzi record dell’energia a seguito dell’invasione all’Ucraina da parte della Russia, e mirano a creare un mercato stabile, in grado di far fronte alla volatilità dei futuri shock dell’offerta e alla crescita dell’energia rinnovabile.

IL NUOVO RAPPORTO DELL’ACER

In un rapporto pubblicato oggi, ACER ha affermato che gli ampi sussidi utilizzati dai governi per proteggere i consumatori di elettricità dai picchi elevati dei prezzi dell’energia all’ingrosso lo scorso anno potrebbero innescare “l’inefficienza energetica complessiva” ed impedire ai consumatori di ridurre il consumo di elettricità, e che potrebbero anche “distorcere o neutralizzare i segnali di mercato”. Il regolatore energetico Ue ha inoltre evidenziato che lo smorzamento dei prezzi sovvenzionando le bollette potrebbe influire sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico a causa di “un maggiore utilizzo delle risorse”.

“I Paesi membri devono affrontare dei compromessi nella scelta delle misure di sostegno in tempi di crisi e oltre. È importante trovare il giusto equilibrio tra l’attenuazione dei prezzi al dettaglio e il mantenimento degli incentivi per ridurre la domanda”, ha affermato il direttore di ACER, Christian Zinglersen.

NEL 2022 SPESI 646 MILIONI IN MISURE ENERGETICHE DI EMERGENZA

Secondo i dati del think tank Bruegel, nel 2022 i Paesi Ue hanno speso in totale 646 miliardi di euro in misure energetiche di emergenza. I finanziamenti sono stati destinati a limiti di prezzo, risparmio energetico e ricerca di combustibili alternativi al gas perso a causa del taglio delle forniture da parte della Russia.

Secondo il rapporto ACER, i consumatori industriali in Lituania, Lettonia e Ungheria sono stati colpiti dagli aumenti di prezzo più elevati, mentre i cali sono stati registrati in Germania e Francia, i cui governi hanno impiegato la loro forza fiscale per alleggerire i costi. Il regolatore ha infine affermato che l’Ue deve “affrontare le sfide imposte dalle esigenze di decarbonizzazione e dalla necessità di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a condizioni accessibili”.

LA RIUNIONE DEI MINISTRI UE A VALLADOLID

Zinglersen questa settimana era presente insieme ai ministri Ue riuniti a Valladolid, in Spagna, per discutere della resilienza delle reti elettriche dell’Unione europea, che stanno diventando una preoccupazione crescente, man mano che aumenta il numero di generatori di energia rinnovabile collegati alla rete.

L’industria elettrica ha avvertito che le condizioni delle reti impediranno la messa in funzione di più impianti eolici e solari, poiché non sono in grado di far fronte all’intermittenza della produzione di energia dipendente dalle condizioni meteorologiche.

Questa settimana i Paesi Ue hanno registrato un’improvvisa volatilità dei prezzi, con i prezzi spot dell’elettricità nella Repubblica Ceca che hanno raggiunto i 200 €/Mwh a causa dell’elevata domanda e della scarsa presenza di vento, mentre Germania e Olanda hanno registrato prezzi negativi a causa degli alti livelli di produzione solare che sovraccaricano la rete.

LA RIFORMA DEL MERCATO ELETTRICO UE

La riforma del mercato elettrico proposta dalla Commissione europea mira a ridurre l’impatto sui consumatori di questi picchi inaspettati, ma si è bloccata a causa del disaccordo tra Francia e Germania. Berlino si oppone al fatto che Parigi possa sovvenzionare la sua industria nucleare e raccogliere i vantaggi industriali dei prezzi bassi dell’energia elettrica interna, che potrebbero destabilizzare il mercato interno europeo.

A Valladolid il ministro spagnolo dell’Energia, Teresa Ribera, ha affermato che la Spagna ha proposto un nuovo compromesso e che si dovrò raggiungere un accordo “quanto prima”. Il segretario di Stato del ministero tedesco per gli affari Economici e l’azione per il Clima, Sven Giegold, ha affermato però di aver ricevuto “un caloroso benvenuto dai nostri colleghi francesi sulle questioni, ma c’è ancora molta strada da fare per raggiungere un ampio compromesso”.

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