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Ambiente Mondo

L’allarme dell’ONU sull’ambiente: il mondo è vicino ad un punto di non ritorno

Secondo l’Istituto per l’Ambiente e la Sicurezza Umana dell’Università dell’ONU il cambiamento climatico e l’uso eccessivo delle risorse hanno messo il mondo sull’orlo di 6 punti critici interconnessi che “potrebbero innescare cambiamenti improvvisi nei nostri sistemi di sostegno alla vita”

Il mondo si sta dirigendo verso una serie di “punti critici” sull’ambiente che potrebbero causare danni irreversibili alle riserve idriche e ad altri sistemi di sostentamento della vita. È quanto ha avvertito oggi l’Istituto per l’Ambiente e la Sicurezza Umana dell’Università delle Nazioni Unite (UNU-EHS). Secondo l’UNU-EHS il cambiamento climatico e l’uso eccessivo delle risorse hanno messo il mondo sull’orlo di 6 punti critici interconnessi che “potrebbero innescare cambiamenti improvvisi nei nostri sistemi di sostegno alla vita e scuotere le fondamenta delle società”.

IL RAPPORTO “INTERCONNECTED DISASTER RISKS”

“Una volta superate queste soglie – ha spiegato il ricercatore dell’UNU-EHS Jack O’Connor, autore principale dello studio – il sistema non funziona più come normalmente, e nuovi rischi si riversano a cascata. Rischi che possono trasferirsi ad altri sistemi. Dovremmo aspettarci che queste cose accadano, perché in certe zone stanno già avvenendo”. Il rapporto “Interconnected Disaster Risks”, pubblicato prima della COP28 del mese prossimo, ha identificato l’accelerazione dei tassi di estinzione, l’esaurimento delle falde acquifere, lo scioglimento dei ghiacciai e il caldo estremo come le principali minacce interconnesse, e ha avvertito che un milione di piante e animali “potrebbero essere spazzati via in alcuni decenni”, con la perdita di specie chiave che “innescherà delle estinzioni a cascata di specie dipendenti” e aumenterà la probabilità del collasso dell’ecosistema.

AMBIENTE, LE MAGGIORI CRITICITÀ NEL MONDO

Molte delle più grandi falde acquifere del mondo si stanno già esaurendo più velocemente di quanto possano essere ricostituite, con l’Arabia Saudita, l’India e gli Stati Uniti che già affrontano gravi rischi. Anche i deflussi dovuti allo scioglimento dei ghiacciai sono destinati a diminuire. “Il caldo ci sta costringendo ad estrarre più acqua sotterranea a causa della siccità”, ha affermato Caitlyn Eberle, un’altra autrice principale del rapporto. “Molti di questi ghiacciai nelle Montagne Rocciose, nell’Himalaya e nelle Ande alimentano fiumi e sistemi di falde acquifere quindi, quando questi ghiacciai scompaiono, c’è meno acqua disponibile”.

I ricercatori hanno messo in guardia anche sui crescenti rischi posti dai detriti spaziali, con le collisioni che potrebbero rendere l’orbita terrestre “inutilizzabile” e non permettere l’attività spaziale in futuro, incluso il monitoraggio satellitare delle minacce ambientali.

Un altro punto critico è il peggioramento dei rischi climatici che stanno rendendo le assicurazioni inaccessibili, con mezzo milione di case nella sola Australia che entro il 2030 sono destinate a non essere assicurabili. “Una volta superato questo punto – afferma il rapporto – le persone rimarranno senza una rete di sicurezza economica quando si verifica un disastro”.

UN NUOVO FRAMEWORK DI SOLUZIONI PER L’AMBIENTE

Il rapporto 2023 sui rischi di disastri interconnessi propone un nuovo framework per classificare e discutere l’efficacia delle soluzioni che possono aiutarci ad affrontare i punti critici. In generale, le soluzioni rientrano in due categorie principali: le soluzioni da evitare sono quelle che mirano alle cause profonde e ai fattori di rischio per evitare del tutto di superare i punti critici del rischio. Le soluzioni “Adapt”, invece, sono quelle che ci aiutano a prepararci o ad affrontare meglio gli impatti negativi dei punti critici nel caso in cui non possano essere evitati, e cercano di adattarci ai cambiamenti risultanti, nel tentativo di conviverci.

All’interno di ciascuna categoria, ci sono due opzioni di azione: le azioni ritardate funzionano all’interno del sistema esistente di “business as usual” e cercano di rallentare la progressione verso punti di non ritorno del rischio o verso possibili impatti peggiori. Le azioni di trasformazione implicano una rivisitazione fondamentale del sistema stesso.

LE 4 TIPOLOGIE DI SOLUZIONI AI PUNTI CRITICI

Il quadro risultante si compone di 4 categorie:

  1. Avoid-Delay
  2. Avoid Transform
  3. Adapt-Delay
  4. Adapt-Transform

Capire in quale delle quattro categorie rientra una soluzione aiuta a valutare che tipo di risultati può produrre e quali compromessi può avere. Ad esempio, nel caso del caldo insopportabile, ci sono stazioni meteorologiche che hanno già registrato temperature oltre il punto critico in cui un corpo umano può sopravvivere. Se questa soglia venisse superata per oltre 6 ore, il corpo di una persona non potrà sopravvivere, si raffredderà e potrà subire delle insufficienze agli organi e danni cerebrali.

È il cambiamento climatico indotto dall’uomo che sta causando un aumento globale delle temperature, portando ad ondate di caldo più frequenti e intense con impatti gravi, quindi una soluzione Evita-Trasforma è quella che trasformerebbe la nostra società in modo tale da ottenere riduzioni forti e durature delle emissioni di gas serra per arrestare il cambiamento climatico. Ciò comporta un cambiamento sociale verso stili di vita a basse emissioni di CO2, in modo che questi punti critici possano essere evitati.

Nel frattempo, una soluzione Adapt-Delay sarebbe quella in cui installiamo condizionatori d’aria in tutti gli edifici delle zone climatiche calde. I condizionatori ritarderanno il momento in cui si raggiungerà il punto di non ritorno del rischio per le persone che vivono in questi ambienti, ma non impediranno di raggiungere quel momento, in particolare se saranno alimentati con combustibili fossili, il che contribuirebbe ad un’ulteriore riscaldamento.

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