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Africa

Le riserve di minerali dell’Africa sono vitali per l’energia pulita

L’Africa subsahariana detiene circa il 30% delle riserve mondiali conosciute di minerali essenziali per il settore energetico a basse emissioni di carbonio: rame, cobalto, litio, grafite, manganese, cromo, vanadio e metalli del gruppo del platino

Secondo un rapporto pubblicato dal World Economic Forum, le vaste riserve di minerali vitali per la transizione energetica situate nei Paesi dell’Africa meridionale sono in gran parte trascurate dai flussi di investimenti globali.

L’AFRICA SUBSAHARIANA CONTIENE IL 30% DELLE RISERVE MONDIALI DI MINERALI ESSENZIALI

L’organizzazione – che dedica gran parte delle sue risorse alla ricerca – sottolinea la necessità di sbloccare questo capitale, se vogliamo avere una fonte aggiuntiva per soddisfare la crescente domanda globale di energia pulita e tecnologie a basse emissioni di carbonio.

L’Africa subsahariana nel suo complesso detiene circa il 30% delle riserve mondiali conosciute di minerali essenziali per il settore energetico a basse emissioni di carbonio: rame, cobalto, litio, grafite, manganese, cromo, vanadio e metalli del gruppo del platino.

IN AFRICA MENO DEL 10% DELLA SPESA GLOBALE PER L’ESPLORAZIONE

Lo studio – che ha analizzato Angola, Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Tanzania, Zambia e Zimbabwe – sostiene che, nonostante il suo vasto potenziale, l’Africa attualmente attrae meno del 10% della spesa globale per l’esplorazione.

“Se l’estrazione continua come in passato, il continente perderà ancora una volta l’opportunità di trasformare la sua ricchezza mineraria in una trasformazione socioeconomica per tutti”, ha affermato Boitumelo Mosako, direttore generale della Southern Africa Development Bank, la cui istituzione ha collaborato con il World Economic Forum alla preparazione del rapporto.

IL CORRIDOIO DI LOBITO

Un contributo fondamentale del rapporto è l’individuazione dei principali ostacoli finanziari che interessano la regione: incertezza politica, rischi di investimento, accesso all’energia, sfide nei trasporti, ritardo dell’innovazione, lentezza dell’industrializzazione, carenze di competenze e volatilità della domanda.

Un esempio di soluzioni replicabili e ampliabili è il Corridoio di Lobito, un piano incentrato sul miglioramento e l’ampliamento di una linea ferroviaria per sbloccare le esportazioni dalla Repubblica Democratica del Congo e dallo Zambia, collegando le loro regioni ricche di minerali con il porto di Lobito, in Angola.

LE INIZIATIVE ENERGETICHE IN NAMIBIA E IN ZAMBIA

Viene menzionata anche l’iniziativa “Green Iron” della Namibia, che è il primo impianto di produzione di ferro verde su scala industriale in Africa, alimentato interamente da energia rinnovabile, e comprende il più grande elettrolizzatore della regione per la produzione di idrogeno verde.

Infine, prendiamo in considerazione il caso dello Zambia, che ha intrapreso delle riforme, tra cui una nuova normativa mineraria, per rafforzare la fiducia degli investitori e promuovere una maggiore partecipazione locale alle sue ingenti riserve di rame. Lo Zambia attualmente rappresenta circa il 3% della produzione mondiale di rame, con 700.000 tonnellate all’anno, e i cambiamenti intrapresi mirano a raggiungere una produzione di un milione di tonnellate l’anno prossimo e di 3 milioni di tonnellate entro il 2031.

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