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Le startup dell’idrogeno innovano il settore delle energie pulite

Secondo un rapporto di Globaldata, le startup stanno plasmando il mercato dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio e accelerandone l’integrazione in diversi settori

Il mercato globale dell’idrogeno sta registrando una rapida crescita, trainata dalla crescente domanda di soluzioni energetiche sostenibili, dal sostegno delle politiche governative e dai progressi nelle tecnologie. Secondo GlobalData, le startup del settore si stanno occupando di sfide cruciali come l’efficienza della produzione di idrogeno, lo stoccaggio, la distribuzione e l’applicazione nei settori industriale e della mobilità.

L’ultimo rapporto della Startup Series di GlobalData, intitolato ” Rivoluzione dell’idrogeno: le startup guidano un futuro pulito”, evidenzia come le startup stiano plasmando il mercato dell’idrogeno a basse emissioni di carbonio e accelerandone l’integrazione in diversi settori, dai processi industriali ai trasporti e alla produzione di energia rinnovabile.

GLOBALDATA: “LE STARTUP IN PRIMA LINEA NEL RISOLVERE LE SFIDE LEGATE ALL’IDROGENO”

Secondo Tejal Hartalkar, analista di tecnologie disruptive di GlobalData, “l’urgente necessità di decarbonizzare le industrie, raggiungere le zero emissioni e creare sistemi energetici sostenibili sta guidando i progressi nel settore dell’idrogeno.

Le startup sono in prima linea nella risoluzione di complesse sfide legate all’idrogeno, come gli elevati costi di produzione, la scalabilità delle infrastrutture e i problemi di sicurezza. Le loro scoperte in tecnologie come gli elettrolizzatori di nuova generazione, la pirolisi del metano e la conversione dell’ammoniaca in idrogeno stanno riducendo il costo dell’idrogeno e migliorandone l’efficienza”.

Le tecnologie innovative sviluppate da queste startup sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi globali di transizione energetica e promuovere l’adozione dell’idrogeno nei settori ad alta intensità energetica.

Ecco alcune delle startup leader che offrono soluzioni basate sul tipo di idrogeno.

IDROGENO VERDE

La startup australiana Hysata ha raggiunto un’efficienza di sistema superiore al 95% utilizzando la tecnologia di elettrolisi a capillare, riducendo il costo di produzione dell’idrogeno a meno di 1,50 dollari al chilogrammo.

La startup statunitense Electric Hydrogen ha sviluppato un impianto di elettrolisi da 100 MW per la produzione su larga scala di idrogeno verde, destinato a settori come chimica, siderurgia e quello dei combustibili.

IDROGENO BLU

Modern Hydrogen, con sede negli Stati Uniti, offre un generatore modulare che produce idrogeno pulito in loco a partire dal metano e cattura il carbonio in forma solida, consentendone il riutilizzo nei prodotti a base di asfalto.

Un’altra startup statunitense, C-Zero, utilizza una tecnologia di pirolisi del metano che genera idrogeno pulito catturando al contempo il carbonio solido come sottoprodotto.

IDROGENO GIALLO

La startup svizzera SoHHytec integra la produzione di energia solare con la produzione di idrogeno ed energia termica, fornendo un ecosistema energetico sostenibile.

L’austriaca Redeem Solar Technologies sviluppa reattori fotocatalitici avanzati per produrre idrogeno dall’energia solare in modo ecocompatibile.

IDROGENO D’ORO

La startup americana Gold H2, utilizza processi microbici per convertire gli idrocarburi in idrogeno a un costo contenuto di 0,80 dollari al chilogrammo. “Sebbene permangano delle sfide – aggiunge Hartalkar -, come le barriere normative e la scalabilità delle tecnologie avanzate, le startup stanno rendendo l’idrogeno a basse emissioni di carbonio più accessibile ed economicamente sostenibile. Collaborazioni strategiche, incentivi politici e maggiori investimenti nel settore evidenziano il crescente slancio del mercato”.

“Tuttavia – conclude -, affrontare le differenze regionali in termini di infrastrutture e migliorare i quadri normativi in ​​materia di sicurezza e standardizzazione sarà fondamentale per sbloccare appieno il potenziale dell’idrogeno come uno dei pilastri trasformativi di un’economia a zero emissioni”.

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