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Scenari TYNDP 2026

L’Italia sarà l’hub dell’idrogeno europeo: svelato il piano UE che cambierà per sempre l’energia

Caldaie a gas e motori termici addio: la domanda elettrica esplode e la Penisola si prende il comando dei nuovi corridoi energetici verso l’Africa. Ecco come cambierà tutto entro il 2050.

I gestori delle reti europee di elettricità e gas hanno svelato oggi il pacchetto di scenari che guiderà la pianificazione delle infrastrutture continentali per il prossimo decennio. Il “TYNDP 2026 Draft Scenarios Report”, redatto congiuntamente da ENTSO-E (elettricità) ed ENTSOG (gas), delinea una trasformazione strutturale del panorama energetico dell’Unione Europea verso la neutralità climatica entro il 2050.

Il documento, che funge da base per i Piani decennali di sviluppo della rete (TYNDP), conferma il ruolo centrale dell’elettrificazione e la progressiva sostituzione del metano fossile con gas rinnovabili e idrogeno. In questo quadro, l’Italia emerge come protagonista strategico: esperti di Terna e Snam hanno guidato i gruppi di lavoro principali, mentre il corridoio di importazione di idrogeno da Algeria e Tunisia verso la Penisola è indicato come il più rilevante per volumi nel breve e medio termine.

UN QUADRO INTEGRATO PER LA SICUREZZA ENERGETICA

Il report rappresenta la prima implementazione completa delle linee guida dell’ACER (Agenzia per la cooperazione fra i regolatori dell’energia), garantendo un approccio armonizzato tra i settori elettrico, del metano e dell’idrogeno. Sonya Twohig, Segretaria Generale di ENTSO-E, ha sottolineato l’importanza della collaborazione: “Questi scenari confermano il ruolo centrale dell’elettrificazione e dell’integrazione tra settori e regioni nel percorso dell’Europa verso la neutralità climatica. Fornendo un quadro solido e allineato alle politiche, ci permettono di identificare gli investimenti infrastrutturali necessari per sostenere un sistema energetico sicuro, efficiente e decarbonizzato”.

Sulla stessa linea Piotr Kuś, Direttore Generale di ENTSOG, che ha evidenziato come le infrastrutture del gas esistenti continueranno a offrire flessibilità, supportando lo sviluppo dell’idrogeno per una transizione efficiente in termini di costi.

IL RUOLO STRATEGICO DELL’ITALIA NEI NUOVI CORRIDOI

L’Italia riveste un ruolo di primo piano non solo nella fase di analisi tecnica, ma anche nella geografia degli approvvigionamenti futuri. Fabrizio Vedovelli di Terna ha ricoperto il ruolo di coordinatore dello Steering Group per ENTSO-E, mentre esperti di Snam come Daniele Ceccarelli e Filippo Favero hanno guidato i sottoteam dedicati alla modellazione della domanda e dell’offerta.

Le proiezioni sulle importazioni di idrogeno tramite gasdotto indicano che il corridoio Algeria-Tunisia-Italia sarà il principale motore di approvvigionamento iniziale per l’Unione, con una capacità stimata di 26,2 TWh già nel 2030, destinata a salire a 84 TWh entro il 2050. Questo asse energetico supera per volumi iniziali anche i corridoi previsti tra Marocco e Spagna o tra Ucraina e Slovacchia, posizionando l’Italia come l’hub energetico naturale del Mediterraneo.

ELETTRIFICAZIONE E DECLINO DEL METANO FOSSILE

Lo scenario centrale, denominato “National Trends+” (NT+), riflette i più recenti Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (NECP) ed è progettato per rispettare la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030. Tra i trend principali spicca il drastico calo della domanda di combustibili fossili: il carbone sarà quasi totalmente eliminato entro il 2035, mentre petrolio e gas naturale vedranno i loro volumi ridursi del 90% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2023.

Al contrario, la domanda di elettricità è destinata quasi a raddoppiare, passando dai 3.420 TWh del 2030 ai 6.320 TWh del 2050. Questa crescita sarà trainata dalla diffusione massiccia delle pompe di calore, che raggiungeranno una quota di mercato del 57% nelle abitazioni, e dall’elettrificazione dei trasporti e dei processi industriali.

L’IDROGENO COME VETTORE DI FLESSIBILITÀ INDUSTRIALE

L’idrogeno si afferma come il vettore energetico chiave per i settori “hard-to-abate”, ovvero l’industria pesante e i trasporti a lunga percorrenza. La fornitura totale di idrogeno crescerà dai 250 TWh del 2030 a oltre 1.600 TWh nel 2050. Gran parte di questa produzione sarà domestica, basata su elettrolizzatori alimentati da fonti rinnovabili, ma le importazioni rimarranno essenziali per bilanciare il sistema.

Un dato rilevante riguarda l’uso dell’idrogeno per la produzione di biocarburanti e combustibili sintetici (e-fuels), la cui domanda aumenterà significativamente fino a diventare paragonabile all’uso diretto dell’idrogeno gassoso. Il sistema dei gasdotti, opportunamente riconvertito, garantirà la flessibilità stagionale necessaria, supportando le centrali elettriche a idrogeno durante i periodi di scarsa produzione eolica o solare (i cosiddetti eventi di “Dunkelflaute”).

STRESS TEST E VARIANTI ECONOMICHE PER LA RESILIENZA

Per la prima volta, ENTSO-E ed ENTSOG hanno introdotto due varianti economiche per testare la solidità delle reti. La “High Economic Variant” (HEV) ipotizza una crescita del PIL superiore alle attuali stime nazionali, con un conseguente aumento del 7% della domanda energetica industriale, spingendo al massimo l’uso di elettricità e idrogeno.

Al contrario, la “Low Economic Variant” (LEV) prevede una crescita stagnante e una transizione tecnologica più lenta, con una persistenza maggiore dei veicoli convenzionali e delle caldaie a gas. Questi modelli fungono da stress test per garantire che la pianificazione infrastrutturale rimanga resiliente indipendentemente dalle fluttuazioni macroeconomiche, definendo i limiti superiori e inferiori per gli investimenti futuri.

IL RISPETTO DEL BUDGET DI CARBONIO E IL RUOLO DEI PROSUMER

L’analisi climatica inserita nel report conferma che lo scenario NT+ è coerente con un budget di carbonio di 16 GtCO2eq per il periodo 2030-2050. Per raggiungere la neutralità totale, il modello prevede l’attivazione della tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage) a partire dal 2048, con una capacità di rimozione di 170 MtCO2 all’anno entro il 2050.

Un ruolo fondamentale sarà giocato dai consumatori attivi (prosumer): la diffusione di batterie domestiche collegate agli impianti fotovoltaici e l’uso bidirezionale dei veicoli elettrici (Vehicle-to-Grid) permetteranno di gestire i picchi di carico, spostando i consumi verso le ore centrali della giornata, in coincidenza con la massima produzione solare. Anche l’agricoltura contribuirà alla transizione attraverso la produzione di biometano, che raddoppierà entro il 2050 diventando la componente principale della rete del metano decarbonizzata.

COORDINAMENTO TECNICO E PROSSIMI PASSI VERSO L’APPROVAZIONE

Il processo di sviluppo ha coinvolto oltre 40 Paesi e ha beneficiato del contributo del Gruppo di Riferimento degli Stakeholder (SRG), garantendo trasparenza e scrutinio pubblico. Il report include note tecniche specifiche, come quella relativa alle “isole energetiche” della Danimarca, destinate all’esportazione di energia eolica offshore senza connessioni terrestri immediate.

Tutta la documentazione, inclusi i set di dati scaricabili e la piattaforma di visualizzazione potenziata, sarà ora sottoposta al parere formale dell’ACER e alla consultazione con gli Stati membri. Dopo questo passaggio, spetterà alla Commissione Europea procedere con la revisione finale e l’approvazione, che darà il via libera ufficiale all’ottavo processo di selezione dei Progetti di Interesse Comune (PCI) e di Interesse Reciproco (PMI).

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