Sostenibilità

Legge sul Clima Ue, la svolta nella notte

miniere litio

Confermato il target del 55%, nasce il comitato scientifico sul clima

Nella notte gli sherpa di Parlamento europeo e Commissione hanno raggiunto l’accordo sulla legge europea per il clima: ci sono volute 14 ore di colloqui ma ora l’Ue potrà partecipare al vertice sul clima ospitato questa settimana dagli Stati Uniti, con in mano un accordo chiave per il futuro della transizione ecologica al 2030.

L’ACCORDO

L’intesa, come è noto, prevede una riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Malgrado l’obiettivo del 55% sia inferiore al 60% per cui il Parlamento aveva votato in precedenza, gli Stati membri dell’UE hanno concesso agli eurodeputati di limitare il contributo di rimozione del carbonio dall’uso del suolo, dall’agricoltura e dalla silvicoltura.

Inoltre, la Commissione europea ha accettato di considerare di aumentare il contributo dell’assorbimento di CO2 – i carbon sink – al fine di portare l’ambizione climatica UE al 57% (che si traduce in una riduzione lorda del 52,8% senza la rimozione della Co2 da agricoltura e silvicoltura), e di istituire un organo consultivo scientifico indipendente, il Comitato consultivo scientifico europeo, per consigliare i responsabili politici sull’allineamento delle politiche europee con l’obiettivo di neutralità climatica del blocco.

Il nuovo organo sarà composto da 15 membri provenienti da tutta Europa, ciascuno nominato per un mandato quadriennale. Fornirà pareri scientifici e riferirà sulle misure e sugli obiettivi politici esistenti e proposti, nonché sui bilanci per i gas a effetto serra. L’Agenzia europea dell’ambiente fungerà da suo segretariato.

ROADMAP PER LE INDUSTRIE CHE VOGLIONO DECARBONIZZARE

I negoziatori Ue hanno anche concordato che la Commissione contribuisca a creare roadmap per la decarbonizzazione per i settori industriali che ne fanno richiesta. L’esecutivo dell’UE faciliterà quindi il dialogo, condividerà le migliori pratiche e monitorerà i progressi.

Come parte delle concessioni fatte agli Stati membri dell’Ue, i negoziatori del Parlamento europeo hanno abbandonato le richieste riguardanti l’accesso alla giustizia e alle sovvenzioni ai combustibili fossili. La Commissione ha tuttavia promesso di tornare sulla questione definendo le sovvenzioni energetiche, comprese quelle per i combustibili fossili, attraverso il chiarimento delle regole previste dal Regolamento sulla governance.

LE REAZIONI IN ITALIA

“Durante la notte il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo sulla Legge Europea sul Clima. Quella che doveva essere la pietra miliare del Green Deal Europeo, la prima legge sul clima che porterebbe l’UE a diventare il primo continente a emissioni nette pari a zero si è di fatto tradotto in misure decisamente insufficienti a contrastare l’attuale crisi climatica”, ha commentato l’eurodeputata dei Verdi Europei, Eleonora Evi. “E se i leader europei pensano che il risultato di oggi possa essere sfoggiato domani in occasione del Summit sul Clima a guida USA, vuol dire che continuano a chiudere gli occhi alla scienza – prosegue l’eurodeputata -. Non solo l’obiettivo deciso di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 non è in linea con le raccomandazioni degli scienziati dell’IPPC del 65%, ma è anche ulteriormente indebolito dal conteggio di questo obiettivo al netto della capacità di assorbimento di suoli e foreste, traducendosi di fatto in una riduzione del 52,8% delle emissioni entro il 2030. Decisamente troppo poco per mantenere le temperature globali entro 1,5 C° nel rispetto degli Accordi di Parigi”.

“L’accordo raggiunto tra Parlamento europeo e Consiglio sulla prima legge sul clima, la pietra miliare di tutto il Green Deal Europeo, traghetta l’Europa verso lo storico traguardo del primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Oggi tutti i cittadini dovrebbero essere orgogliosi di questa Europa che con coraggio e determinazione è in prima linea nella lotta contro il cambiamento climatico che minaccia il pianeta e le future generazioni”, ha invece affermato in una nota Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

“Sapevamo che non sarebbe stato facile trovare un accordo con il Consiglio viste le posizioni conservatrici di molti Paesi europei sulle politiche ambientali. Ci saremmo aspettati maggiore ambizione sui target di riduzione e sui vincoli legali obbligatori per gli Stati membri, ma il dado è tratto: la Commissione europea dovrà adesso aggiornare e rendere coerenti con i nuovi obiettivi tutti i fondi e gli strumenti europei. e dovrà mettere la tutela dell’ambiente, l’economia circolare e le fonti rinnovabili come sua priorità. Grazie al Movimento 5 Stelle l’Italia sarà capofila di questa transizione ambientale e ci impegniamo fin da subito a lavorare per realizzare questa rivoluzione verde. Il 2050 è oggi più vicino”, conclude Beghin.