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L’Egitto cambia i contratti Oil&Gas: vuole più investitori stranieri

Il governo lancerà un nuovo giro di offerte nel Mar Rosso già durante questo trimestre, mentre nel frattempo si stanno per assegnare una dozzina di concessioni esplorative già in questi giorni

L’Egitto sta limando i dettagli di un nuovo tipo di contratto per il settore petrolifero e del gas per attrarre investimenti stranieri ancora più numerosi dei 10 miliardi di dollari che quest’anno sono già entrati nel suo settore energetico. Il contratto fornirà agli investitori incentivi per le esplorazioni nelle aree ancora non sviluppate, ha detto il ministro del petrolio egiziano Tarek El-Molla in un’intervista a Bloomberg, pur senza rivelare i dettagli dei contratti.

EL MOLLA: IL GOVERNO LANCERÀ UN NUOVO GIRO DI OFFERTE NEL MAR ROSSO GIÀ DURANTE QUESTO TRIMESTRE

egitto“Stiamo migliorando il processo di recupero dei costi per essere più veloci, meno burocratici e più efficienti”, ha detto El-Molla. Il governo lancerà un nuovo giro di offerte nel Mar Rosso già durante questo trimestre, mentre le frattempo si stanno per assegnare una dozzina di concessioni esplorative già in questi giorni ha ricordato El-Molla parlando al Cairo durante a un congresso a cui hanno partecipato anche l’amministratore delegato di Total Patrick Pouyanne e Bob Dudley della BP.

IL CONTROLLO DELLA QUOTA DI PRODUZIONE ANDRÀ AGLI INVESTITORI?

Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Bloomberg i nuovi contratti messi a punto dal Cairo dovrebbero permettere agli investitori di controllare la loro quota di produzione piuttosto che vendere al governo a prezzi predefiniti. Gli attuali accordi danno agli investitori circa un terzo della produzione di un progetto per contribuire a coprire i costi di esplorazione e produzione. Il resto è diviso con il governo, che ha il diritto di acquistare l’intera produzione a prezzo prestabilito. Ma le compagnie petrolifere internazionali si lamentano da tempo di questa tipologia di contratti.

ENTRO 4 ANNI STOP ALL’IMPORT DI PRODOTTI PETROLIFERI DALL’ESTERO

L’Egitto ha in programma di diventare un hub di riesportazione del gas a due passi dall’Europa, e la revisione dei contratti di settore fa parte di un più ampio piano per liberalizzare la sua industria energetica. La scoperta da parte di Eni SpA del gigantesco giacimento offshore di gas Zohr nel 2015 ha riacceso l’interesse degli investitori per l’industria egiziana del petrolio e del gas, il più grande attrattore di investimenti esteri. Ma mentre le esportazioni di gas sono in aumento, l’Egitto deve ancora importare gran parte dei prodotti petroliferi necessari per il riscaldamento, trasporto e produzione di energia elettrica. Il paese sta investendo 9 miliardi di dollari per espandere la capacità di raffinazione e prevede di fermare le importazioni di carburante entro quattro anni, ha detto El-Molla.