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Libri, esce ‘Le trappole del clima’ di Silvestrini e Zorzoli

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Attraverso una lucida analisi guidata da un “pessimismo dell’intelligenza”, proporzionato alla complessità della sfida che l’umanità si prepara ad affrontare, gli autori segnalano una serie di trappole lungo il percorso e indicano i modi per superarle

Gli incendi che nel 2019 hanno devastato l’Amazzonia, certamente non illuminano il mondo d’immenso e rendono ancor più attuale l’invito al pessimismo dell’intelligenza e all’ottimismo della volontà, come bussole con cui orientarsi nelle situazioni particolarmente difficili. Un invito formulato dal Nobel per la letteratura Romain Rolland in un editoriale del 1920, pubblicato su L’Ordine Nuovo e attualissimo specialmente pensando alla crisi cui ci troviamo di fronte, ormai in evidente accelerazione, non è solo ambientale, ma anche sociale ed economica, provocata da un modello di sviluppo distorto che sta mettendo a rischio i limiti di sicurezza per la sopravvivenza della società umana. È possibile impedire che le temperature raggiungano valori tali da rendere le conseguenze irreversibili? È quanto si chiedono Gianni Silvestrini, tra le altre cose direttore scientifico del Kyoto Club e G.B. Zorzoli presidente del coordinamento Fre nel libro dal titolo “Le trappole del clima – e come evitarle” (Edizioni Ambiente) che accompagna il lettore attraverso le mutevoli sfaccettature di un processo di trasformazione che, per realizzarsi pienamente, deve coinvolgere tutti, superando le disuguaglianze tra ricchi e poveri.

Persino tra chi, preso lucidamente atto della deriva climatica, ha deciso di impegnarsi per ottenere le trasformazioni necessarie per contrastarla, il pessimismo dell’intelligenza ha troppo spesso sovranità limitata, è il pensiero degli autori secondo cui raramente vengono presi nella dovuta considerazione i problemi creati dalle perturbazioni dell’attuale assetto economico e sociale durante la transizione a un modello di sviluppo diverso.

Secondo Silvestrini e Zorzoli, insomma, si è creata una situazione surreale, in cui forte è l’impegno per mobilitare i cittadini, illustrando loro i rischi che incombono sulla popolazione del pianeta e le possibili soluzioni per evitarli, mentre difettano analisi sufficientemente approfondite sulle possibili conseguenze di tali scelte.

Attraverso una lucida analisi guidata da un “pessimismo dell’intelligenza”, proporzionato alla complessità della sfida che l’umanità si prepara ad affrontare, gli autori segnalano una serie di trappole lungo il percorso e indicano i modi per superarle, stimolando così riflessioni che rafforzino quell’“ottimismo della volontà” che rappresenta l’unico strumento in grado di avviare la spinta collettiva indispensabile per contrastare l’emergenza climatica.

Con un monito: “Con la crisi climatica in evidente accelerazione, l’indifferenza diventa complicità. Condividere le politiche di decarbonizzazione, ma non considerarle prioritarie o non associarle a quelle di contrasto alla diseguaglianza sociale, è un’incomprensibile contraddizione in termini”.