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L’Italia riaccende l’atomo: parte il maxi-piano per l’indipendenza energetica tra mini-reattori e fusione

Il Ministero dell’Ambiente finanzia lo sviluppo di tecnologie SMR e AMR di quarta generazione. Al via anche 20 borse di dottorato per formare l’eccellenza della nuova filiera nucleare nazionale.

L’Italia accelera sul fronte delle tecnologie atomiche di ultima generazione con l’avvio del Programma di Ricerca Nucleare (PRN). L’iniziativa, un piano triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), viene attuata dall’ENEA in coordinamento con il CNR, nel ruolo di co-realizzatore, e con il supporto del Consorzio RFX. L’operazione punta a rafforzare l’indipendenza energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti, contribuendo in modo decisivo agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese e consolidando il posizionamento italiano nel panorama scientifico internazionale.

STRATEGIA NAZIONALE PER LA DECARBONIZZAZIONE E LA SICUREZZA ENERGETICA

Il Programma di Ricerca Nucleare si configura come uno strumento operativo essenziale per allineare l’Italia alle priorità europee sulla transizione ecologica e la riduzione delle emissioni di carbonio. L’obiettivo di fondo è la creazione di un sistema energetico diversificato, dove il nucleare possa integrarsi con le fonti rinnovabili per garantirne la continuità operativa.

Oltre alla produzione di elettricità, il piano esplora le applicazioni non energetiche delle radiazioni, che trovano sbocchi cruciali nella medicina, in particolare nella produzione di radiofarmaci avanzati, nel settore aerospaziale e nella generazione di idrogeno verde. Attraverso questa visione integrata, il MASE intende favorire la costruzione di una filiera nazionale solida e competitiva, capace di generare ricadute positive non solo sul piano
tecnico-scientifico, ma anche su quello economico, occupazionale e sociale, sostenendo il percorso di decarbonizzazione del mix energetico nazionale in un orizzonte temporale compreso tra il 2035 e il 2050, in piena coerenza con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

INNOVAZIONE TECNOLOGICA ATTRAVERSO REATTORI MODULARI SMR E AMR

Uno dei pilastri fondamentali del PRN è lo sviluppo dei reattori modulari, ambito in cui l’Italia vanta già una leadership riconosciuta. La ricerca si concentra su due fronti tecnologici complementari: gli Small Modular Reactor (SMR) e gli Advanced Modular Reactor (AMR). I primi sono reattori compatti basati sulla tecnologia consolidata ad acqua leggera (Light Water Reactor), inquadrabili tra la III e la III+ Generazione. I secondi, appartenenti alla IV Generazione, introducono sistemi di raffreddamento e combustibili innovativi che promettono livelli superiori di efficienza, sicurezza e sostenibilità.

L’impegno del programma prevede sia l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti sia la creazione di nuovi laboratori necessari per testare e qualificare i componenti. Questo sforzo mira a mettere a sistema gli investimenti pubblici e privati, facilitando una rapida diffusione di soluzioni per la cogenerazione e la produzione di calore industriale, rafforzando così l’intero tessuto produttivo nazionale legato al comparto energetico avanzato.

LA SFIDA DELLA FUSIONE NUCLEARE E LE INFRASTRUTTURE DI ECCELLENZA

La visione di lungo periodo del programma punta con decisione sulla fusione nucleare, considerata la fonte energetica definitiva per sicurezza e sostenibilità. L’Italia potenzia il proprio impegno seguendo la roadmap europea che punta al primo impianto dimostrativo entro il 2050.

Le attività si concentrano su infrastrutture di ricerca di rilevanza globale. A Frascati è in fase di realizzazione il Divertor Tokamak Test (DTT), un progetto di ENEA ed ENI che vede la partecipazione di centri di ricerca, consorzi come RFX e CREATE, e prestigiosi atenei quali Roma Tor Vergata, Tuscia, Milano-Bicocca e il Politecnico di Torino. Il DTT studierà l’estrazione del calore prodotto nelle reazioni di fusione. Parallelamente, a Brasimone si lavora sul “Breeding Blanket”, componente essenziale per produrre trizio dal litio e recuperare calore, mentre a Padova il Consorzio RFX gestisce la Neutral Beam Test Facility per ITER e l’esperimento RFX-mod2 sul confinamento del plasma.

Queste attività non solo alimentano la filiera della fusione, ma elevano la competitività dell’industria italiana nei confronti delle grandi commesse internazionali come quelle di Fusion4Energy.

INVESTIMENTO SUL CAPITALE UMANO E NUOVE BORSE DI DOTTORATO

Per sostenere lo sviluppo di queste tecnologie, il PRN pone una forte enfasi sulla formazione di nuove professionalità. Il Consorzio RFX, per conto del CNR e d’intesa con l’ENEA, ha attivato 20 borse di dottorato per l’anno accademico 2026/2027. Queste borse, co-finanziate dalle università, coprono settori trasversali che vanno dall’ingegneria nucleare e la fisica dei reattori ai materiali avanzati, fino all’automazione, ai sistemi energetici e allo studio dell’accettabilità sociale del nucleare.

Le università interessate devono presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 23:59 del 15 maggio 2026. L’obiettivo è colmare il divario di competenze e preparare una nuova generazione di esperti pronti a gestire le sfide energetiche dei prossimi decenni. Accanto alla formazione accademica, il programma prevede iniziative di divulgazione scientifica e visite alle infrastrutture rivolte a scuole, cittadini e stakeholder, promuovendo un dibattito pubblico informato e basato su dati certi e trasparenza scientifica.

LA VOCE DEI PROTAGONISTI DELLA RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA

Il valore strategico dell’operazione è stato sottolineato dai vertici degli enti coinvolti. Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare di ENEA, ha evidenziato come l’atomo rappresenti “una fonte a basse emissioni capace di contribuire alla diversificazione del mix energetico nazionale, integrandosi con le rinnovabili e riducendo la dipendenza dai fossili”.

Secondo Dodaro, l’Italia compie così un passo decisivo per una filiera solida e competitiva. Stefano Fabris, Direttore del dipartimento Scienze Fisiche e Tecnologiche della Materia del CNR, ha invece rimarcato la centralità della fusione, definendola strategica per un’energia sicura e sostenibile, grazie a “una solida tradizione pluridecennale di competenze e infrastrutture di ricerca”. Infine, Piergiorgio Sonato, Presidente del Consorzio RFX, ha ricordato l’importanza del legame tra ricerca fisica e sistema industriale, sottolineando come gli esperimenti in corso abbiano già generato “avanzamenti scientifici e tecnologici concreti, con ricadute sul tessuto produttivo e sulla competitività dell’industria italiana”.

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