Scenari

Lite tra il governatore Emiliano e la ministra Lezzi su Tap. L’approdo a Brindisi lo vuole solo lui

Scontro tra il presidente della Puglia Michele Emiliano e la ministra per il Sud Barbara Lezzi sul Tap. Il motivo: Emiliano vorrebbe spostare l’approdo del gasdotto da San Foca a Brindisi

“Ministro le ricordo che Lei è a casa della regione Puglia”

“La regione Puglia non è casa sua. Lei ha la presunzione di imbeccare il premier Conte che non può accettare le sceneggiate su Facebook di lei che anziché interloquire con il governo da cui ha avuto massima disponibilità dal primo giorno, è andato a richiamare una persona a migliaia di chilometri che non c‘entra assolutamente nulla pur essendo Di Battista una persona vicina a questo governo, non è la persona preposta, quindi il vero maleducato istituzionale è lei Presidente Emiliano che ha bypassato questo governo per propinare la solita cosa del cambio di approdo o di fantomatiche riconversioni di Cerano o di Ilva.

La presunzione di trattare la regione Puglia come casa sua, questa è casa dei pugliesi e parlare tutti, lei per ultimo visto che li ospita.”
Volano gli stracci tra il Ministro salentino Barbara Lezzi e il presidente Emiliano, seduti uno accanto all’altro durante una conferenza stampa congiunta su una rete ferroviaria.

Eppure, fino a oggi Michele Emiliano diceva che questo governo era molto meglio del precedente poiché finalmente i ministri che non erano del suo partito lo ascoltavano.

E invece ci ha pensato il Ministro del Sud a dare il due di picche alle avance del governatore ai 5stelle, che dopo la pubblicazione della motivazione con cui la Corte Costituzionale ha sancito che sta violando la legge essendo magistrato ed iscritto ad un partito, prima del CSM dovrà presto trovare altra collocazione.
Motivo dello scontro la richiesta d’aiuto lanciata ieri dal governatore.
In una afosa domenica di luglio Michele Emiliano si è rifugiato su Facebook per richiamare dall’America Alessandro Di Battista. Richiesta d’aiuto suborbitale San foca-San Francisco.

Oggetto dell’appello spostare l’approdo del gasdotto Tap da San Foca, considerata da Michele Emiliano “località esotica”, a Brindisi.
Questo “per evitare di massacrare la provincia di Brindisi e Lecce scavando e costruendo un gasdotto di 60 km pagato 400 milioni di euro dai consumatori italiani in bolletta per collegare alla dorsale Snam adriatica un’opera privata che farà guadagnare solo ai privati”.

Evidentemente Emiliano non sa che Snam è consorziata al 20% di Tap, motivo per cui sbaglia nel dire che ci guadagnano solo i privati, perché se i consumatori pagheranno l’opera a terra essendo Snam partecipata dallo stato, lo è anche quando ci guadagna.

Inoltre, tutta la Puglia, come tutta Italia, è attraversata da gasdotto Snam (oltre 30 mila km tot.), si chiamano infrastrutture e sviluppo, solo chi va a candele e carbone può paragonare 60 km di rete a un “massacro” (precedentemente lo aveva paragonato ad Auschwitz) e neanche il decrescionista Di Battista è mai arrivato a tanto.

Comunque, tolte le affinità politiche la richiesta d’aiuto viene fatta all’ex leader 5 stelle non si capisce a che titolo essendo da mesi in vacanza extracontinentale e lontano dalla politica peninsulare. Anche perché pur ricordando di quando Di Battista a Melendugno disse “vinciamo e in due settimane lo blocchiamo”, sarebbe più proficuo rivolgersi proprio al Ministro per il Sud Barbara Lezzi di cui abbondano video e dichiarazioni da attivista storica Notap, e che non più di un mese fa durante un convegno Cgil con Emiliano accanto già disse “se sono contraria a Tap a Melendugno non vedo perché dovrei essere favorevole a Brindisi”.

Forse fa appello al dissidente 5stelle per la comune vocazione a essere bastian contrario nel proprio partito. Di Battista almeno se n’è andato all’estero.
Emiliano invece continua a condurre una sua personalissima battaglia per spostare l’approdo. Battaglia personale appunto perché nessuno, né in regione né fuori, né nel Pd né fuori, è d’accordo con lui con questa ipotesi di Brindisi che è, nel vero senso della parola, del tutto fuori dal mondo.
Lo era per il precedente governo, che dopo aver vagliato oltre dieci possibili approdi, aveva scelto San Foca poiché, a differenza di Brindisi, fondale privo della presenza di un’alga protetta.

E infatti è qui che sbaglia Emiliano quando dice “Brindisi è un approdo in cui il gasdotto fa meno danni”, poiché proprio lì, per la presenza di quest’alga, ne farebbe di più, motivo per il quale il comitato di Via lo ha escluso.
La stessa alga che come vi avevamo detto era l’unico motivo citato dal generale Costa per riconsiderare il progetto, ma che dopo ulteriore verifica da parte del neo ministro dell’Ambiente, anche quest’ultimo ha confermato.
Infatti dopo che Moavero aveva detto “Tap si fa ma valuteremo impatti ambientali”, e dopo che lo stesso Costa aveva comunicato ulteriore verifica sulla presenza dell’alga a San Foca, il Ministro dell’Ambiente ha valutato attentamente questo impatto e, rispondendo a un’interrogazione dell’on. Muroni, cosi ne ha riferito in Parlamento: “Tap si fa e si fa a san foca, ha detto Costa, perché non esiste problema alghe, non esiste problema espianto ulivi come confermato da commissione regionale di tutela (la stessa regione che ha fatto –e perso- ricorso su ulivi); e da ultimo perché tutti i ricorsi sono stati persi.

A questo punto stante che il governo centrale, l’attuale 5stelle-lega al pari del precedente Pd-Forza Italia, conferma Tap e approdo, si capirebbe la battaglia di Emiliano governatore della Regione Puglia come portavoce della volontà del territorio che rappresenta.
Ma il fatto è che l’approdo a Brindisi non lo vuole nessuno. Neanche nel territorio. Solo lui. (esattamente come la trasformazione a gas di Ilva, avversata anche dalle associazioni ambientaliste di Taranto, oltre che da enti locali e centrali).

Non lo vuole il neo sindaco Pd di Brindisi Riccardo Rossi, pur sostenuto da Emiliano: “Chi segue da tempo la questione Tap, sa bene che la posizione di Emiliano è del tutto personale e non ha mai trovato sponda né in atti ufficiali della Regione, né in determinazioni degli organismi del suo partito di riferimento. Anzi, è cosa nota che il PD di Brindisi, non solo ha votato la mozione del consiglio comunale in cui veniva espresso il totale diniego all’approdo del gasdotto sulla costa brindisina, ma che, in più occasioni, ha pubblicamente condannato le esternazioni personalistiche di Emiliano”.

E infatti non lo vuole il Pd di brindisi: “I continui interventi del Presidente Emiliano a favore dell’approdo del gasdotto Tap a Brindisi, hanno solo il demerito di mortificare i brindisini e, soprattutto, gli iscritti ed il gruppo dirigente del Pd locale. È cosa nota che Tap abbia valutato anche gli approdi a Brindisi e in alcuni punti della sua provincia, salvo poi scegliere la zona di Melendugno. Per noi la questione è chiusa. Per questo – nelle logiche di autodeterminazione degli iscritti e di ascolto alle istanze del territorio – è determinato a respingere al mittente ogni intervento esterno che non sia in linea con le decisioni avallate a livello locale. Siamo certi che Michele Emiliano – spesso refrattario ad eseguire ordini dall’alto quando non coincidono con il proprio punto di vista – capirà le nostre ragioni e comprenderà l’importanza di scongiurare dichiarazioni che – lungi dal produrre il cambiamento di scelte già compiute – non fanno altro che aizzare campanilismi e risentimenti.”

Non lo vuole il Presidente della Provincia di Brindisi: «è importante non escludere il territorio dalla scelta. Sullo spostamento dell’approdo va tenuto conto della valutazione dei cittadini, una soluzione come quella di un decreto chiesta da Emiliano sarebbe vista in maniera sicuramente negativa».
Non lo vuole la sinistra di Brindisi, in particolare Mdp che pure in consiglio regionale è in maggioranza accanto al governatore: “noto che ritorni a riproporre Brindisi come sito per il metanodotto della Tap. In città molti intravedono in questa tua posizione una certa dose di arroganza e di prepotenza nei confronti del territorio. Non si capisce, poi, a quali dei tre siti a suo tempo individuati (Lendinuso, costa Nord della città, zona industriale) e poi scartati dalla stessa Tap, tu faccia riferimento. Se per giustificare lo spostamento del gasdotto Tap, previsto, progettato e già in fase di costruzione sulla costa di San Foca, si ricorre tardivamente e ancora una volta a proporre il sito alternativo di Brindisi, chi lo fa non sa di cosa parla. La riproposizione del sito di Brindisi sembra più un tentativo di distrazione di massa, insomma, un alibi utile per la campagna elettorale. Una discussione sul nulla, esilarante perché priva di riscontri e di fattibilità. Il sito di Brindisi fu scartato per il suo impatto a mare che come è noto è ricco di posidonia. Contro di esso si dichiararono, e in più occasioni, le istituzioni locali”.

Non lo vogliono i 5 stelle di Brindisi: “Riteniamo assurda oltre che stucchevole l’insistenza con cui il presidente Emiliano prova a convincere la cittadinanza che Tap possa essere una risorsa da portare nel territorio brindisino. Il gasdotto è un’opera inutile che non deve essere fatta né a Melendugno né tantomeno a Brindisi. Non ci rassicura neanche il fatto che ad oggi non esista nessun atto ufficiale da parte del Presidente Emiliano sullo spostamento del tratto da Melendugno a Brindisi. Noi dei 5 stelle siamo l’unica forza politica da sempre contraria al Tap e che oggi, grazie anche ad un governo a 5 stelle, può realmente opporsi ad un suo potenziale spostamento davanti alle coste della nostra città. Dobbiamo liberarci da un PD che cambia le posizioni da assumere in base alle latitudini e ai territori”.
Non lo vuole ovviamente il centrodestra.

Allora Emiliano che ad esempio lamenta nessuno lo abbia ascoltato su Tap e Ilva, con chi si è confrontato proponendo approdo a Brindisi?
Possibile che proprio lui che combatte decisioni dall’alto da parte di segretari Pd, ministri e presidenti del consiglio, tanto da ricorrere a tutti i tribunali possibili per affermare l’autonomia della regione (salvo poi votare no al referendum che la prevedeva), ricorsi che poi perde puntualmente (l’ultimo una settimana fa sulle trivelle che ha sancito proprio essere infondata l’idea del governatore di avere potere decisionale persino in mare, e che invece la corte costituzionale ha stabilito essere potere esclusivo dello stato dando così possibilità di trivellare), poi non ascolti la volontà dei territori?

Possibile che continua a dire di parlare a nome dei Pugliesi quando poi chiede cose che vuole solo lui?

Possibile che chieda aiuto a Di Battista perché “quello che non posso accettare è che i pugliesi che hanno votato m5s siano stati presi in giro”, e poi sia il primo a prendere in giro i pugliesi, di Brindisi e oltre, che hanno votato per il Pd e per lui?

Infine, Emiliano scrive a Di Battista che tanti suoi amici hanno votato 5s. Quindi due sono le cose: o gliel’ha chiesto lui, oppure non lo votano manco gli amici.
La risposta l’ha data il Ministro Lezzi.