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Giancarlo Giorgetti

L’Unione Europea valuta la proposta dell’Italia, ma sulle accise prende tempo

La priorità del governo resta quella di frenare il caro-energia, che nel 2026 potrebbe arrivare a costare 2.700 euro per ogni famiglia italiana, stando ai dati dell’FMI presentati ai ministri delle Finanze europei a inizio maggio

Dopo l’iniziale freddezza, dall’Unione europea arriva qualche timido spiraglio di luce sulla richiesta dell’Italia di estendere all’energia la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità prevista per la difesa. “La Commissione sta esaminando la domanda”, ha detto ieri il commissario UE all’Economia, Valdis Dombrovskis, durante un punto stampa tenuto a margine del G7 Finanza svoltosi a Parigi.

L’UNIONE EUROPEA STA “SEGUENDO ATTENTAMENTE LA SITUAZIONE”

Una minima apertura, che però lascia le porte europee ancora socchiuse. Soprattutto se vista nell’ottica della postura adottata da Bruxelles, intenta a “seguire attentamente la situazione e a valutare quale tipo di risposta richieda e richiederà” la crisi scoppiata con la guerra in Medio Oriente e la conseguente chiusura di Hormuz. Insomma, le trattative vanno avanti, sebbene al momento un eventuale via libera dell’Ue alla richiesta di approvare la deroga contenuta nella lettera inviata da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen appare ancora improbabile.

Come spiega La Stampa, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a Parigi ha evocato il dossier nei momenti di pausa con il collega francese, Roland Lescure, e con quello tedesco, Lars Klingbeil, oltre che con lo stesso Dombrovskis. “Tutti sono preoccupati, ma a modo loro”, ha detto alla fine del ministeriale. Il riferimento è alle differenti situazioni finanziarie di ogni Paese, che rendono ancor più difficile la realizzazione del progetto avanzato da Roma sulla deviazione della traiettoria di bilancio utile a finanziare i rincari energetici.

GIORGETTI: CI SONO TANTI MODI PER ARRIVARE AL RISULTATO

Forse proprio grazie alla presa di coscienza derivata dai colloqui parigini, da Giorgetti è arrivato un ridimensionamento, almeno nei toni, delle mire italiane. “Non c’è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato: ci sono i fattori rilevanti compresi nella disciplina che dovrebbero essere tenuti in considerazione, c’è l’aggiornamento dell’andamento della finanza pubblica, ci sono tante sfumature e tante interpretazioni che con buona volontà possono offrire una riuscita”.

Sul rincaro dell’energia provocato dalla guerra in Medio Oriente – che ha spinto il governo italiano a chiedere la deroga -, “tutti sono preoccupati, ma sono preoccupati a modo loro, perché ciascuno ha situazioni differenti. La nostra è una situazione particolare: la Francia non ha problemi perché veleggia oltre il 5% di deficit, la Germania veleggia sopra il 3% di deficit, ma ha un debito molto basso. L’Italia ha il problema di un debito ereditato molto elevato: con il rischio concreto di rialzare i tassi di interesse dobbiamo essere molto prudenti e responsabili nel muoverci e nel decidere”.

IL CARO ENERGIA E IL TAGLIO DELLE ACCISE

La priorità del governo resta comunque quella di frenare il caro-energia, che nel 2026 potrebbe arrivare a costare 2.700 euro per ogni famiglia italiana, stando ai dati del Fondo Monetario Internazionale presentati ai ministri delle Finanze europei a inizio maggio.

Intanto, mentre i colloqui continueranno anche a Bruxelles come confermato dall’apertura del commissario Valdis Dombrovskis presente a Parigi, nel Consiglio dei ministri di venerdì sera a Roma si parlerà dello sconto sulle accise. Dopo aver spiegato che “saranno presi dei provvedimenti, sicuramente sull’autotrasporto, sul trasporto pubblico locale, cioè i settori impattati”, Giorgetti ha detto che “c’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione. Stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al patto, e ci prepariamo anche all’incontro con le categorie”.

LA POSIZIONE DELL’UNIONE EUROPEA SUI PREZZI DELL’ENERGIA

Restano però da trovare le risorse per le coperture. “Difficile senza deroghe al patto”, riconosce Giorgetti. Secondo il Codacons, lo sconto sui carburanti fino a oggi è costato complessivamente 1,3 miliardi di euro.

Nel frattempo, l’Unione Europea si mostra prudente. Il richiamo è arrivato sempre da Dombrovskis che, pur non nominando direttamente l’Italia, ha chiesto di “adottare misure temporanee e mirate per sostenere l’economia, che non aumentino la domanda di combustibili fossili. Il problema è che stiamo affrontando uno shock dal lato dell’offerta. In un certo senso, se molti Paesi sostengono la domanda, finiamo per mantenere alti i prezzi dell’energia e spendere molti soldi con benefici limitati”.

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