Nel CdM di ieri bocciati anche 16 impianti su 21: via libera solo a cinque agrivoltaici in Puglia. Per i progetti respinti in Puglia, Basilicata, Lazio e Molise ha prevalso la tutela del paesaggio.
Non solo il varo della Manovra di bilancio per il 2027 nel Consiglio dei ministri di ieri ma anche una raffica di nomine per il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e una serie di “niet” ad impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il CdM ha infatti ha deciso una serie di nomine ai vertici del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). Federico Boschi diventa capo del Dipartimento energia, Laura D’Aprile del Dipartimento sviluppo sostenibile e Giorgio Centurelli dell’Unità di missione per il Pnrr, mentre Loredana Gulino è confermata all’Amministrazione generale.
E ha esaminato ventuno procedimenti di valutazione di impatto ambientale (Via) e ha dato parere favorevole a cinque progetti agrivoltaici in Puglia, tutti in provincia di Foggia, e parere negativo agli altri sedici, distribuiti tra Puglia, Basilicata, Lazio e Molise. Per i progetti bocciati, la valutazione comparativa degli interessi pubblici ha fatto prevalere la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale sull’aumento della produzione da rinnovabili.
TUTELA DEL PAESAGGIO PREVALENTE SULLE RINNOVABILI
I ventuno procedimenti sono arrivati a Palazzo Chigi su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400. In base all’articolo 7 del decreto legge 17 maggio 2022, n. 50, le delibere del Consiglio dei ministri sostituiscono a tutti gli effetti il provvedimento di Via. Per sedici progetti il bilanciamento tra gli interessi in gioco si è chiuso a favore del paesaggio e del patrimonio culturale, con un giudizio negativo di compatibilità ambientale.
PUGLIA, VIA LIBERA A CINQUE AGRIVOLTAICI NEL FOGGIANO
I cinque progetti approvati sono tutti impianti agrivoltaici nel Foggiano. Il via libera è condizionato al rispetto delle prescrizioni delle Commissioni competenti del Mase. Il più grande è un impianto da 76,77 MW con opere di connessione tra Foggia e Lucera. Seguono “Ordona”, da 63,62 MW, con opere di connessione alla rete di trasmissione nazionale nei comuni di Ordona, Foggia, Ascoli Satriano e Deliceto, e “CSPV Manfredonia”, da 53,84 MWp, tra Foggia e Manfredonia. Completano la lista “Aragonite”, da 45,6 MW, tra Ascoli Satriano e Cerignola, in località Borgo Libertà, e “La Feudale”, da 32 MW, con collegamento alla rete, nei comuni di San Giovanni Rotondo, Manfredonia e San Marco in Lamis.
PUGLIA, BOCCIATI SETTE PROGETTI TRA EOLICO E AGROVOLTAICO
La stessa Puglia, però, registra anche il numero più alto di bocciature. Nel Tarantino è stato respinto il parco eolico “Manduria”, da 16 aerogeneratori da 6 MW per 96 MW complessivi, nei comuni di Manduria, Oria e Avetrana, con opere di connessione anche a Erchie (Brindisi). Nel Brindisino non è passato il parco eolico in località “Galesano”, da 48,5 MW, con sistemi di accumulo e connessione, tra Torre Santa Susanna, Mesagne e Latiano.
Al confine con il Molise, tra Serracapriola (Foggia) e Rotello (Campobasso), sono stati bocciati due impianti eolici: “Ciavatta”, da 78 MW, e un secondo progetto da 9 aerogeneratori da 6 MW, per 54 MW. Nel Foggiano sono stati respinti anche l’agrofotovoltaico “Campo Agrosolare Valle”, da 113 MW, ad Ascoli Satriano, e il parco agrovoltaico “Celone 03”, da 44,3352 MWp, a Foggia, che prevedeva anche un progetto di riqualificazione agricola. A Gravina in Puglia (Bari) è stato bocciato l’agrovoltaico “Pascarella”, da 41,28 MWp.
LAZIO, NO A SEI IMPIANTI IN PROVINCIA DI VITERBO
Dopo la Puglia, la regione con più progetti respinti è il Lazio, dove tutti e sei gli impianti esaminati sono in provincia di Viterbo. All’esame del punto ha partecipato anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, invitato appositamente. Il progetto più grande è il “Parco eolico Tuscania”, da 90 MW, con opere di connessione tra Tuscania e Arlena di Castro. Sono stati bocciati anche:
– il fotovoltaico “Querciolare”, da 77,69 MW, a Montalto di Castro;
– il fotovoltaico a terra “EG Gemma”, da 57 MW, a Proceno, in località Valle Doganella;
– un agrivoltaico da 33.805,20 kW di picco e 45.000 kW di potenza in immissione tra Viterbo (frazione Grotte Santo Stefano, località Piscinale) e Vitorchiano;
– l’agrovoltaico “GreenHill – Progetto Valentano”, da 30,525 MW di picco, tra Ischia di Castro, Cellere, Valentano, Piansano e Tuscania;
– l’agrivoltaico “Solar Blooms”, da 29,36 MW, a Civita Castellana, con opere di connessione anche a Sant’Oreste (Roma).
BASILICATA E MOLISE, BOCCIATURE A GENZANO DI LUCANIA E LARINO
Gli ultimi tre no riguardano Basilicata e Molise. A Genzano di Lucania (Potenza) sono stati respinti un impianto eolico da 10 aerogeneratori da 6,6 MW ciascuno e un agrifotovoltaico da 20 MW di potenza nominale. In Molise è stato bocciato l’agrivoltaico “Colle Carbone”, da 10,13 MWp, a Larino (Campobasso).
MASE, BOSCHI AL DIPARTIMENTO ENERGIA E D’APRILE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Oltre alle valutazioni ambientali, il Consiglio dei ministri ha approvato su proposta del ministro Gilberto Pichetto Fratin quattro nomine ai vertici del Mase, in base all’articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Dal 27 dicembre 2026 il Dipartimento energia sarà guidato da Federico Boschi e il Dipartimento sviluppo sostenibile dall’ingegnera Laura D’Aprile. Entrambi sono esterni all’amministrazione. Dalla stessa data è rinnovato l’incarico di Loredana Gulino come capo del Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio naturale. Gulino è dirigente di prima fascia del ministero delle Imprese e del Made in Italy e resta in posizione di comando. A capo del Dipartimento che guida l’Unità di missione per il Pnrr va infine Giorgio Centurelli, anche lui esterno all’amministrazione.

