Le compagnie europee hanno sollecitato l’Unione Europea ad intervenire con misure di emergenza per affrontare le ripercussioni della guerra con l’Iran, tra cui la chiusura diffusa dello spazio aereo e le crescenti preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei
La peggiore crisi del trasporto aereo degli ultimi anni si è aggravata oggi: Qantas Airways ha lanciato l’allarme sull’aumento vertiginoso dei costi, Lufthansa ha dichiarato che potrebbe dover bloccare a terra alcuni aerei e Virgin Atlantic ha segnalato un’imminente crisi di approvvigionamento.
Il conflitto in Medio Oriente sta infatti mettendo a dura prova le scorte di carburante. La guerra ha sconvolto le rotte tra Asia ed Europa che si basavano sugli hub del Golfo, mentre il raddoppio dei prezzi del carburante per aerei e la riduzione delle forniture stanno colpendo duramente le compagnie aeree. Dall’inizio degli attacchi israelo-americani contro l’Iran, il 28 febbraio, le compagnie aeree hanno aumentato le tariffe, introdotto supplementi carburante e ridotto le rotte.
LUFTHANSA: “LE FORNITURE DI CARBURANTE PER AEREI RIMARRANNO LIMITATE”
A sottolineare gli sforzi per preservare la liquidità, Qantas ha rinviato un programma di riacquisto di azioni proprie, citando i prezzi del carburante elevati e volatili, diventando una delle prime grandi compagnie aeree a sospendere la distribuzione di dividendi agli azionisti.
Nel frattempo, l’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, ha avvertito che le forniture di carburante per aerei rimarranno limitate, facendo lievitare i costi. “Il cherosene continuerà a scarseggiare e quindi ad essere più costoso per il resto dell’anno”, ha dichiarato Spohr.
Lufthansa non ha ancora bloccato a terra gli aerei a causa della carenza, ma “questo potrebbe essere inevitabile poiché la disponibilità di cherosene è già critica in alcuni aeroporti, soprattutto in Asia”, ha aggiunto Spohr.
L’AUMENTO DEI PREZZI DEL PETROLIO
Il carburante – che in genere è la seconda voce di costo più importante per le compagnie aeree dopo il personale – rappresenta circa il 27% delle spese operative. I prezzi sono più che raddoppiati dall’inizio del conflitto, superando di gran lunga l’aumento di circa il 50% dei prezzi del petrolio prima del cessate il fuoco.
Secondo analisti e dirigenti, la situazione di instabilità potrebbe favorire il consolidamento, con le compagnie aeree più forti che guadagnano quote di mercato a scapito delle rivali più deboli. L’agenzia Reuters ieri ha riportato che l’amministratore delegato di United Airlines, Scott Kirby, ha ipotizzato una possibile fusione con American Airlines, pochi giorni prima degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.
LE COMPAGNIE AEREE UE ESORTANO BRUXELLES AD INTERVENIRE
La capacità di volo, in particolare dal Medio Oriente ma anche verso l’Europa, si è ridotta e non si prevede che torni presto ai livelli pre-conflitto, secondo gli analisti. L’amministratore delegato di Virgin Atlantic, Corneel Koster, ha dichiarato in un’intervista al Financial Times che la compagnia aerea ha circa sei settimane di scorte di carburante per aerei prima che la situazione diventi più incerta.
Oggi le compagnie aeree europee hanno esortato Bruxelles a intervenire con delle misure di emergenza per attenuare l’impatto, tra cui l’acquisto di cherosene a livello UE, la sospensione temporanea del mercato del carbonio per l’aviazione e l’abolizione di alcune tasse sul settore aereo.
L’associazione di categoria Airports Council International Europe (ACI) ha avvertito la scorsa settimana che l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare una carenza sistemica di carburante per aerei entro tre settimane.
Diverse compagnie aeree, tra cui SAS, non hanno stipulato contratti di copertura, rimanendo quindi completamente esposte all’impennata dei costi del carburante. La scorsa settimana Delta Air Lines ha dichiarato che la sua spesa per il carburante per aerei in questo trimestre sarà di circa 2 miliardi di dollari superiore a quella dell’anno scorso.
AIRLINES FOR EUROPE ALL’UE: “PREDISPORRE DELLE MISURE DI RISPOSTA ALLA CRISI”
Secondo un documento visionato da Reuters, le compagnie aeree europee hanno sollecitato l’Unione Europea a intervenire con misure di emergenza per affrontare le ripercussioni della guerra con l’Iran, tra cui la chiusura diffusa dello spazio aereo e le crescenti preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei.
L’associazione di categoria Airlines for Europe (A4E) ha richiesto all’UE di introdurre una serie di misure di risposta alla crisi, tra cui il monitoraggio a livello UE delle forniture di carburante per aerei, la sospensione temporanea del mercato UE del carbonio per l’aviazione e l’abolizione di alcune tasse sul settore aeronautico, si legge nel documento. Il documento di A4E ha inoltre esortato Bruxelles a valutare l’acquisto congiunto da parte dell’UE di cherosene, una forma di carburante per aerei.
GLI ACQUISTI CONGIUNTI DI GAS DELL’UNIONE EUROPEA
L’UE ha introdotto un programma di acquisto congiunto di gas naturale per cercare di rafforzare le forniture, dopo che la Russia ha drasticamente ridotto le consegne di gas all’Europa nel 2022. Tuttavia, il modello non è stato ancora applicato al petrolio o al cherosene. A4E, i cui membri includono Lufthansa, Air France-KLM e easyJet, ha inoltre sollecitato l’UE a modificare l’obbligo legale per i paesi di mantenere 90 giorni di riserve di petrolio di emergenza, poiché attualmente non include un requisito specifico per il carburante per aerei.
Il documento chiedeva anche chiarimenti sulla legislazione vigente, compresa la conferma che le chiusure dello spazio aereo dovute a conflitti e i conseguenti effetti operativi saranno considerati come mancato utilizzo giustificato degli slot. La Commissione europea ha dichiarato che proporrà un pacchetto di misure il 22 aprile per cercare di compensare le ripercussioni della guerra con l’Iran sui mercati energetici, ma non ha confermato se questo includerà misure specifiche sul carburante per aerei.
SECONDO BRUXELLES “AL MOMENTO NELL’UE NON C’È CARENZA DI CARBURANTE PER AEREI”
“Al momento non c’è carenza di carburante per aerei nell’Unione Europea, ma potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento, e la situazione resta una delle principali preoccupazioni”. Questo il commento della Commissione Europea.
“Al momento – ha dichiarato un portavoce della Commissione ai giornalisti a Bruxelles – non ci sono prove di carenza di carburante nell’Unione Europea, ma potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento nel prossimo futuro. Le forniture di petrolio alle raffinerie europee restano stabili e al momento non è necessario alcun rilascio aggiuntivo di scorte. Tuttavia, questa rimane la nostra principale preoccupazione”.


