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Meloni annuncia misure per tagliare i prezzi dell’energia e lancia il Piano Casa da centomila alloggi

La Premier attacca il Green Deal europeo per la crisi dell’automotive e conferma lo stato delle trattative sull’ex Ilva, rivendicando un aumento degli investimenti infrastrutturali.

Il Governo italiano si appresta a varare un nuovo pacchetto di interventi per ridurre i costi energetici e rispondere all’emergenza abitativa nazionale. Lo ha annunciato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa tenutasi oggi  presso la Camera dei Deputati. La Premier ha delineato una strategia economica basata sul sostegno all’occupazione e sulla riduzione degli oneri energetici, confermando che un provvedimento mirato ad abbassare i prezzi dell’energia sarà portato all’esame di uno dei prossimi Consigli dei ministri. Meloni ha inoltre indicato nella “Zes Unica del Mezzogiorno” il modello di riferimento per attrarre nuovi investimenti su tutto il territorio nazionale, citando il recente super-ammortamento introdotto in Legge di Bilancio come uno degli strumenti già operativi per stimolare il tessuto produttivo.

DECRETO ENERGIA E NUOVI MODELLI DI INVESTIMENTO PER LA CRESCITA

Per favorire lo sviluppo economico, la Presidente Meloni ha ribadito la necessità di lavorare su due fronti: la tutela dei posti di lavoro e il calo dei costi energetici. “Lavorare per abbassare i prezzi dell’energia è uno dei provvedimenti su cui il Governo sta lavorando in queste settimane”, ha dichiarato la Premier, sottolineando che l’obiettivo è presentare la misura a breve in Consiglio dei ministri. Accanto alla leva energetica, il focus resta sugli investimenti. Meloni ha citato il super-ammortamento come ultimo passo compiuto, ma ha espresso una chiara preferenza per un approccio strutturale. “Se lei chiede a me qual è quello che io considero il modello per favorire gli investimenti, il modello è quello della Zes Unica del Mezzogiorno. Penso che quello sia il modello dal quale partire per ragionare di favorire gli investimenti anche per tutto il territorio nazionale”, ha spiegato, indicando una direzione politica che mira a replicare l’esperienza del Sud su scala nazionale.

IL PIANO CASA E L’OBIETTIVO DI CENTOMILA NUOVI APPARTAMENTI

Un altro pilastro dell’azione governativa per le prossime settimane sarà il nuovo Piano Casa, un progetto definito “molto ampio” e ormai in dirittura d’arrivo. La Premier ha spiegato che il piano è frutto di un lungo lavoro coordinato con il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il Ministro Tommaso Foti, ma ha visto anche il coinvolgimento attivo di Confindustria, della Cei e di vari corpi intermedi della società civile. “Il mio obiettivo e del Governo è mettere in campo un progetto che possa arrivare a mettere a disposizione centomila nuovi appartamenti, case a prezzi calmierati, ragionevolmente nei prossimi dieci anni al netto delle case popolari”, ha precisato Meloni. Il pacchetto, che non è stato anticipato nei dettagli tecnici, sarà oggetto di una conferenza stampa specifica nelle prossime settimane e punta a coinvolgere l’intero “Sistema Italia” per dare una risposta concreta alla carenza di alloggi accessibili.

LA CRISI DELL’AUTOMOTIVE E LE CRITICHE ALLE POLITICHE GREEN DELL’UE

Analizzando la crisi del settore automotive, Meloni ha usato toni netti nei confronti delle decisioni assunte a Bruxelles, definendo i problemi attuali come “figli di scelte che io ho contestato a livello europeo”. Secondo la Premier, il pacchetto di riforme del Green Deal ha contribuito in modo significativo alle crisi industriali del comparto. “Se fosse stato per noi quel problema sarebbe mitigato rispetto a quello che vediamo”, ha affermato, pur ammettendo che esiste anche un mutamento culturale nel concetto di mobilità: “Siamo stati cresciuti in un mondo in cui l’auto era il principale strumento che definiva lo status symbol delle persone. Oggi non è più così”. Meloni ha tuttavia rivendicato l’impegno italiano nel correggere la rotta europea, citando le innovazioni e le decisioni ottenute nelle ultime settimane grazie alla pressione diplomatica di Roma.

IL DOSSIER EX ILVA TRA NEGOZIAZIONI APERTE E TUTELE OCCUPAZIONALI

Sulla complessa situazione dell’ex Ilva di Taranto, la Presidente del Consiglio ha parlato di un dossier “compromesso da tutti i punti di vista: economico, finanziario, ambientale e giudiziario”. Meloni ha ricordato che la crisi dura da tredici anni e ha attraversato numerosi governi senza trovare soluzioni stabili. “L’Ilva è probabilmente uno dei temi a cui in questi tre anni abbiamo dedicato più riunioni”, ha aggiunto, assicurando che l’impegno dell’esecutivo non è mai venuto meno. L’obiettivo resta quello di conciliare produzione, lavoro e sicurezza ambientale, un compito definito estremamente difficile. Attualmente è aperta una fase di negoziazione con potenziali investitori, ma la Premier ha chiarito che “non ci sono impegni vincolanti e non ci saranno fino a quando non potremo dare risposte chiare su un solido piano industriale e sulla sicurezza della comunità”. Meloni ha poi concluso con un avvertimento: “Nessuna proposta che abbia un intento predatorio o opportunistico potrà essere avallata da questo Governo”.

L’ASSE EUROPEO PER UN APPROCCIO PRAGMATICO ALLA TRANSIZIONE VERDE

In ambito europeo, la Presidente Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti nelle trattative sul Green Deal, paragonando la strategia diplomatica adottata a quella utilizzata per la gestione dei flussi migratori. Durante il Consiglio europeo sulla definizione dei target di riduzione delle emissioni al 2030 (fissati al 90%), l’Italia è riuscita a coalizzare dieci Paesi, arrivando a un passo dal costituire una minoranza di blocco. “Questo ci ha messo in condizione di portare a casa molte delle rivendicazioni che i paesi avevano, compresa l’Italia”, ha spiegato la Premier. Meloni mira ora a stabilizzare questo gruppo di lavoro per garantire che, in futuro, le materie legate alla transizione verde siano affrontate con un “approccio più pragmatico e meno ideologico”, aumentando così la competitività nazionale all’interno dell’Unione.

INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI E L’ESPANSIONE DEL PIANO MATTEI IN AFRICA

Infine, la Premier ha toccato i temi delle infrastrutture e della politica estera. Meloni ha evidenziato come gli investimenti nel sistema stradale gestito da Anas siano aumentati del 300% sotto il suo governo, grazie anche alle risorse del PNRR, definendo le infrastrutture come un fattore “dirimente” per la produttività aziendale. Spostando lo sguardo all’Africa, ha annunciato l’espansione del Piano Mattei, che è passato da 9 a 14 Paesi coinvolti nell’ultimo anno. “Il nostro obiettivo è aggiungere ogni anno altri paesi”, ha dichiarato, annunciando che il prossimo Summit Italia-Africa si terrà in Etiopia, presso la sede dell’Unione Africana. La Premier ha concluso sottolineando il valore del modello italiano: “Trovo grande gratitudine per una cooperazione che non ha un atteggiamento paternalistico né caritatevole, ma del rispetto di una cooperazione seria. Ormai viene presa a modello”.

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