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L’Opec+ sfida gli Usa: da novembre 2 milioni di barili al giorno in meno. Schizzano prezzi di petrolio e gas

Opec+ Taglio Record Produzione

Il taglio record alla produzione dell’Organizzazione al primo incontro in presenza dalla pandemia scatena le reazioni dei mercati

La 45a riunione del Comitato misto di monitoraggio ministeriale (JMMC) e la 33a riunione ministeriale dell’OPEC e dei non-OPEC si sono svolte di persona presso il segretariato dell’OPEC a Vienna, in Austria, mercoledì 5 ottobre 2022. Apre così il comunicato ufficiale dell’Opec+. La riunione si è tenuta in presenza per la prima volta dal marzo 2020.

TAGLIO RECORD DELLA PRODUZIONE

“Alla luce dell’incertezza che circonda le prospettive economiche e del mercato petrolifero globale e della necessità di migliorare la guida a lungo termine per il mercato petrolifero, e in linea con l’approccio efficace di essere proattivo e preventivo, che è stato costantemente adottato dall’OPEC e dai paesi non partecipanti all’OPEC nella dichiarazione di cooperazione, i paesi partecipanti hanno deciso di adeguare al ribasso la produzione complessiva di 2 mb/d, a partire dai livelli di produzione richiesti dall’agosto 2022, a partire da novembre 2022 per i paesi partecipanti dell’OPEC e non-OPEC secondo la tabella allegata”.

LE REAZIONI DEI MERCATI

Non si sono fatte attendere le reazioni dei mercati. Il gas al Ttf di Amsterdam schizza a 175 euro al MWh. Anche il petrolio Brent sale dello 0,99% a 92,70 dollari a barile, mentre quello sul Wti avanza dello 0,45% a 86,90 dollari.

Anche sulle Borse si possono notare gli effetti del taglio. Milano, che in mattinata aveva aperto male, torna a perdere
il 2,2% con lo spread tra Btp e Bund sopra i 242 punti e il rendimento del decennale italiano al 4,4%. Francoforte lascia sul terreno l’1,5%, Parigi l’1% e Londra lo 0,86%.

LA NOTIZIA COMMENTATA DAL WALL STREET JOURNAL

Duro il parere del Wall Street Journal. La decisione dell’Opec+ di tagliare la produzione di greggio di due milioni di barili e’ una mossa della Russia per mettere in difficolta’ gli Stati Uniti e l’Occidente, scrive il Journal. La diminuzione dell’offerta potrebbe comportare un aumento delle quotazioni a livello globale e aiutare la Russia, grande esportatore di petrolio, a pagare la sua guerra in Ucraina. La decisione, continua, potrebbe minare anche il piano del G7 per limitare il prezzo del Petrolio russo sul mercato globale, parte fondamentale della battaglia economica dell’Occidente contro Mosca. Ci potrebbero essere conseguenze rialziste sull’inflazione globale che le banche mondiali stanno provando a riportare al 2% e sui prezzi della benzina in Usa a poco più di un mese dalle elezioni di metà mandato.

IN USA SCENDONO LE SCORTE

Le scorte di petrolio greggio, benzina e distillato degli Stati Uniti sono diminuite la scorsa settimana, ha detto tra l’altro l’Energy Information Administration. Come riporta Reuters, la diminuzione è stata di 1,4 milioni di barili nella settimana terminata il 30 settembre a 429,2 milioni di barili.

Le scorte di greggio al centro di consegna di Cushing (Oklahoma), invece, sono aumentate di 273.000 barili nella settimana.

DONA (UNC): DECISIONE TAGLIO PRODUZIONE ASSURDA E INSENSATA

Tornando all’Opec+, negativo è il tono dei primi commenti italiani sulla decisione. “Ora, per via di questa decisione assurda e insensata, siamo tutti nei guai! I Paesi Opec+ continuano a prendere decisioni senza tener in alcun conto che un rialzo dei prezzi energetici contribuirà a far galoppare i prezzi, a far contrarre la domanda, con pesanti effetti sulla crescita mondiale, aumentando il rischio di fare entrare tutti in recessione” ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Probabilmente non sarebbe cambiato nulla, ma dobbiamo registrare l’assenza di una qualunque pressione politica da parte dell’Ue nei confronti dei Paesi Opec+. Se tutti avessero fatto come Biden, magari il taglio sarebbe stato meno consistente”.

 

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