Sostenibilità

Mitsubishi investe in un fornitore di energia solare “pay-as-you-go” per l’Africa

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I gruppi giapponesi stanno cercando opportunità di investimento nel continente africano per contrastare lo strapotere cinese

La giapponese Mitsubishi ha deciso di investire nella start-up BBOXX, con sede a Londra, per cercare di aumentare la presenza in Africa attraverso nuove partnership commerciali.

A TOKYO LA SETTIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLO SVILUPPO AFRICANO

Secondo quanto riporta il Financial Times, la raccolta fondi di 50 milioni di dollari da parte di BBOXX, che fornisce sistemi di energia solare a pagamento (pay-as-you-go) per le famiglie e le piccole imprese in quattro paesi africani, è arrivata in concomitanza con la settima conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo africano ospitata in Giappone alla presenza di numerosi capi di Stato africani.

GIAPPONE STA CERCANDO DI RIENTRARE IN AFRICA

Importante partner commerciale per l’Africa dagli anni ’90, il commercio del Giappone con il continente negli ultimi dieci anni è stato soppiantato da quello del vicino e rivale cinese. Tokyo sta cercando da tempo di raddoppiare gli sforzi per trovare nuove opportunità di investimento nei paesi africani. “L’investimento di Mitsubishi in BBOXX fa parte di una tendenza – ha detto Mansoor Hamayun, amministratore delegato e co-fondatore dell’azienda -. C’è un reale aumento dell’interesse da parte del governo giapponese ad investire ulteriormente in una serie di industrie in Africa”.

493 MILIONI DI AFRICANI NON HANNO ACCESSO ALLA RETE ELETTRICA

Circa la metà delle famiglie africane non ha accesso alla rete elettrica: si tratta di 493 milioni di persone che non possono utilizzare apparecchi elettrici in gran parte perché il collegamento di queste case alla rete è proibitivo nelle aree più remote. BBOXX può risolvere questo problema ha lanciato sul mercato collegamenti con sistemi solari domestici o mini-grid, raccogliendo i pagamenti utilizzando la tecnologia mobile money technology. L’azienda ha già installato sistemi simili in 200.000 case in Togo, Kenya, Ruanda e Repubblica Democratica del Congo.

COSTI DI STOCCAGGIO E AUTOPRODUZIONE ELETTRICA SEMPRE PIÙ BASSI

Ma l’ambizione dell’azienda è globale. Poiché i costi di stoccaggio e produzione di energia elettrica “in casa” diminuiscono rispetto ai costi di trasmissione e distribuzione di energia elettrica attraverso le reti di rete tradizionali, BBOXX ritiene che i paesi sviluppati decideranno prima o poi di diversificare anche il loro mix di distribuzione. “Con il calo dei costi delle batterie il futuro è in una percentuale molto più alta di autoproduzione: l’Africa sarà il primo continente a fare un balzo in quella realtà”, ha detto Hamayun.