Scenari

Mobilità Ue ai minimi, all’orizzonte nuovi lockdown

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La mobilità tedesca scende ai minimi da metà giugno. I nuovi blocchi francesi e tedeschi dovrebbero incidere sulla domanda di petrolio. Cresce il pessimismo sull’impatto della domanda globale di petrolio

Secondo i dati forniti da Google, gli indicatori della mobilità economica nelle maggiori economie europee sono scesi a minimi da oltre due mesi. Ciò a causa del crescente utilizzo di lockdown dovuto alle seconda ondata di Covid-19 in Europa che continua a frenare la domanda di energia.

INDICI DI MOBILITA’ MEDIA AL 23,6% DEI LIVELLI PRE-CRISI

Sulla base dell’attività nei luoghi di lavoro, nei siti di vendita al dettaglio e ricreativi e negli hub di trasporto, gli indici di mobilità medi in Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna si sono attestati al 23,6% al di sotto dei livelli pre-crisi nella settimana conclusasi il 25 ottobre. Secondo Google Data si tratta di numeri leggermente inferiori rispetto alla settimana precedente e la media regionale più bassa dal 21 agosto.
Spesso utilizzato come indicatore per la domanda di energia, Google misura la mobilità in base al numero di visite e alla durata del soggiorno in luoghi come gli uffici in base ai dati sulla posizione del telefono cellulare.

IN FRANCIA E ITALIA I MAGGIORI CALI DELLA MOBILITA’

I dati mostrano che la mobilità economica è diminuita in tutti i Paesi rispetto alla settimana precedente, con i cali maggiori in Francia (7 punti percentuali) e in Italia (3 pp). In Germania, la più grande economia europea, la mobilità media settimanale si è attestata al 18% al di sotto dei livelli pre-crisi, il dato più basso da metà giugno.

GLI STOP ANNUNCIATI DI FRANCIA E GERMANIA

Questa settimana Francia e Germania hanno entrambi annunciato blocchi nazionali parziali nell’ambito di un’Europa che sta lottando per tenere sotto controllo l’ultima ondata di coronavirus. Entrambi i paesi hanno imposto lockdown – anche se di diverso tipo, più stringenti in Francia – che dovrebbero scadere a fine di novembre mentre altri paesi europei hanno limitato, al momento i viaggi e altre attività su base regionale. Proprio gli annunci hanno contribuito ad intaccare i prezzi globali del petrolio questa settimana, suscitando nuove preoccupazioni sulla domanda a breve termine.

ALMENO 650 MILA BARILI AL GIORNO IN MENO DOPO IL LOCKDOWN FRANCESE

“Sebbene le misure siano più mirate questa volta con le scuole e gran parte dell’economia come le fabbriche che rimangono aperte, il ritorno dell’autodichiarazione della Francia minaccia di tagliare 650.000-850.000 barili al giorno della domanda di petrolio a novembre e il blocco della Germania potrebbe potenzialmente rimuovere una quantità simile”, ha detto in una nota la società di consulenza norvegese Rystad Energy.

DOMANDA DI PETROLIO IN CONTRAZIONE

S&P Global Platts Analytics ha alzato la stima dell’impatto della pandemia sulla domanda mondiale di petrolio quest’anno di 200.000 barili al giorno, citando come causa le restrizioni in Europa e le crescenti preoccupazioni per i nuovi casi Covid-19 negli Stati Uniti. La domanda globale di petrolio si contrarrà di 8,5 milioni di barili al giorno nel 2020 con l’Europa che rappresenterà circa 1,6 milioni di barili al giorno del totale, secondo Platts Analytics.