Il decreto energia contiene una misura a favore del ceto medio. I fornitori di energia elettrica “possono” riconoscere uno sconto ai clienti “con Isee annuale non superiore a 25.000 euro”. Ma la misura già c’è
Nel Dl Energia spunta una norma per il ceto medio: il carrello tricolore. Lo sconto normato nel decreto energia è regolamentato in tutto, secondo Luciano Capone e Carlo Stagnaro su il Foglio: nella durata (2026 e 2027), nelle condizioni di accesso, nell’entità e nelle modalità di erogazione. In cambio, ai venditori aderenti all’iniziativa “è rilasciata un’attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali”.
CARRELLO TRICOLORE “ELETTRICO”
Come riporta Il Foglio il carrello tricolore del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è diventato elettrico e questa volta si trova nel secondo comma dell’articolo 1 del decreto Energia. Due sono gli aspetti paradossali in questa iniziativa: niente e nessuno impediva ai venditori di energia elettrica di praticare sgravi ai loro clienti e il governo impegnato nella regolamentazione minuziosa delle modalità di sconto, scrivono Capone e Stagnaro.
SCONTO REGOLAMENTATO CON IL “BOLLINO”
Come “premio” l’azienda fornitrice otterrà il “bollino” dell’Arera e la presenza del nome sul sito dell’Autorità per potersene vantare in giro. L’azienda dovrà fare uno sconto che sarà riservato alle famiglie non titolari di bonus con redditi Isee inferiori a 25.000 euro (almeno il 60 per cento della popolazione), ma solo a condizione che i consumi nel primo bimestre di ciascun anno “non siano superiori a 0,5 MWh. E i consumi registrati nei dodici mesi antecedenti al termine del medesimo bimestre risultino inferiori a 3 MWh” (una soglia elevata, visto che la famiglia media consuma circa 2 MWh). Anche l’importo del contributo è regolamentato, in quanto dovrà corrispondere “alla componente PE a copertura dei costi di acquisto dell’energia applicata ai consumi del primo bimestre dell’anno” (o del primo bimestre di fornitura per chi abbia attivato il contratto in una data successiva, ma comunque “entro il 31 maggio”). E l’Arera dovrà, con propria delibera disciplinare le modalità di rilascio dell’attestato (pergamena, bollino o medaglia?).
LE ALTRE MISURE SIMILI DEL GOVERNO
Non è la prima volta che il governo, particolarmente il ministero delle Imprese e del Made in Italy, tenta di indurre le aziende a fare sconti. Prima fu il tetto ai prezzi dei biglietti aerei per “sgominare l’algoritmo” di pricing delle aviolinee (ritirato perché in contrasto col diritto europeo). Poi venne il cartello con il prezzo medio regionale dei carburanti, da esporre in tutte le stazioni di servizio, bocciato dalla giustizia amministrativa e inutile. Poi il ministro escogitò il “carrello tricolore”, con il bollino da apporre nei supermercati sui beni scontati, che cessò dopo appena un trimestre di applicazione. Un altro bollino venne promesso ai ristoranti che si impegnavano a offrire pranzi ai bambini a meno di 10 euro. Anche l’iniziativa “Aggiungi un posto a tavola che c’è un bambino in più” sparì poco dopo nel disinteresse generale. Infine, l’etichetta antishrinkflation – che i produttori alimentari avrebbero dovuto apporre sulle confezioni qualora avessero subito una riduzione della quantità a prezzo invariato – è stata cassata dalla Commissione europea.
UNA MISURA UTILE?
Insomma, “una collezione di misure inutili, illegittime o entrambe le cose. La facoltà per i venditori di energia di fare sconti in cambio di una patacca firmata Arera probabilmente farà la stessa fine. Solo che, questa volta, il decreto non arriva da Via Veneto. Non è chiaro se la paternità sia del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, o della premier Giorgia Meloni”, hanno concluso Luciano Capone e Carlo Stagnaro sempre su Il Foglio.
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