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Nigeria: Senato dà via libera a riforma settore petrolifero. Ma non è ancora legge

Nigeria

Il disegno di legge prevede lo stanziamento di una quota del 3% della spesa operativa annuale delle compagnie petrolifere a favore alle comunità in cui viene prodotto il petrolio in Nigeria

Il Senato nigeriano ha dato il via libera definitivo alla nuova legge di riforma del settore petrolifero, riforma attesa da oltre vent’anni, che dovrebbe riavviare il comparto e garantire maggiore attrattività all’estero per gli investimenti.

FORTI CRITICHE

Il disegno di legge, il Petroleum Industry bill, era stato presentato alla fine del mese scorso al Parlamento nigeriano ed stato fortemente criticato, in particolare dai leader delle comunità locali ricche di petrolio della Nigeria che chiedevano quote maggiori di royalty a favore delle comunità.

DI NUOVO L’APPROVAZIONE ALLA CAMERA

Tuttavia, il testo non è ancora esecutivo e dovrà affrontare l’ultimo ostacolo, come ricorda Reuters: l’approvazione della Camera prima della firma del presidente Muhammadu Buhari. Ogni Camera ha infatti già approvato il disegno di legge questo mese, ma ha dato semaforo verde a diversi emendamenti, che hanno richiesto l’armonizzazione tra i due rami dell’assemblea.

ALLE COMUNITA’ LOCALI IL 3% DELLA SPESA DELLE COMPAGNIE DELL’AREA

Il disegno di legge prevede lo stanziamento di una quota del 3% della spesa operativa annuale delle compagnie petrolifere a favore alle comunità in cui viene prodotto il petrolio. La Camera aveva approvato una quota del 5% e la differenza su questi numeri è stato un punto chiave nel processo di armonizzazione del testo tra Senato e Camera.

LE ALTRE CONTROVERSIE

Altri ultimi grandi punti di disaccordo nella normativa vertevano su chi è autorizzato a importare carburante e quale somma di denaro dovrebbe essere destinata allo sviluppo di giacimenti “di frontiera”, che si trovano per lo più nel nord della Nigeria.

SHELL HA ESORTATO A FARE PRESTO

All’inizio di questo mese, la Royal Dutch Shell Plc ha esortato il presidente Muhammadu Buhari ad approvare la legge il prima possibile, affermando che il ritardo stava privando la Nigeria degli investimenti necessari nel settore economico più importante del paese. Il Parlamento aveva pianificato di approvare il disegno di legge a giugno, ha dichiarato il presidente del Senato Ahmed Lawan.

ANCHE ENI INTERSSATA

Anche Eni ha una forte presenza nell’area dal 1962. L’attività in Nigeria è regolata da Production Sharing Agreement (PSA), da contratti di concessione e da un contratto di servizio nel quale l’azienda agisce in qualità di contractor per conto della compagnia di Stato. Nel 2020 sono stati prodotti 20 milioni di barili di petrolio e condensati e nel complesso 48 milioni di barili equivalenti di petrolio totali.

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