Scenari

Nomine, le ultime sulle big di Stato

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Enel, Eni, Poste e Mps, Terna, Enav è la partita vera delle nomine, alla quale Italia Viva di Renzi guarda con estrema attenzione, tanto da scaldare l’anima del Pd

“Se 400 vi sembrano poche, si vede che il Risiko della politica non è il vostro forte. Perché il governo, e la cosa spiega perfettamente le tensioni interne alla maggioranza che sostiene l’esecutivo Conte, ha iniziato a mettere mano alle 400 nomine che segneranno la primavera. Avvicinandosi il momento delle scelte, e non si tratta di scelte di poco conto, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è già in tensione. Massimo rigore, competenza, merito e niente politica: sarebbero questi i criteri per la scelta dei vertici delle grandi aziende pubbliche”. È quanto scrive Libero.

LA PARTITA VERA CHE SCALDA I CUORI È QUELLA SU ENEL, ENI, TERNA

Secondo il quotidiano milanese “la posta in gioco più alta, con il rischio di fronti opposti tra Pd e M5s, è sulle nomine di società partecipate come Enel, Eni, Poste e Mps, Terna, Enav. Perché quella è la partita vera, alla quale Italia Viva di Renzi guarda con estrema attenzione, tanto da scaldare l’anima del Pd”.

PER IL DOPO DESCALZI (SE DOVESSE FARSI DA PARTE) IN ARRIVO ALVERA’

Su Repubblica Affari & Finanza si ripercorre la storia del manuale Cencelli su cui si baserà probabilmente la prossima tornata di nomine: “(…) se poi Descalzi dovesse farsi da parte, anche a causa di alcune non trascurabili incombenze giudiziarie, nessuno si sorprenderebbe se arrivasse su quella poltrona l’attuale amministratore delegato della Snam Marco Alverà. Non un marziano. Piuttosto un manager che dopo essersi fatto le ossa giovanissimo all’Enel dove era appena arrivato Scaroni, è passato all’Eni. E lì, per anni, ha lavorato fianco a fianco con il medesimo Scaroni. Nessuno scandalo, dunque, se nel giro di nomine che si dovrà necessariamente aprire in primavera, qualunque governo ci sarà, saranno i poteri interni, più che gli equilibri politici o di governo, a far sentire il proprio peso. Così all’Eni, come all’Enel. Che per certi aspetti ha avuto una storia analoga. Scaroni è arrivato sull’onda berlusconiana a chiudere l’epoca di Franco Tatò, e dopo un mandato ha consegnato lo scettro al direttore finanziario della società. elettrica Fulvio Conti. Rilevato a sua volta, dopo la bellezza di tre mandati, dal capo della divisione delle energie rinnovabili Enel, Francesco Starace”.