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Nord Stream 2, Gazprom pronta a bypassare la Danimarca

Nord Stream 2

I vertici di Gazprom auspicano ancora un via libera di Copenaghen per il Nord Stream 2. Ma c’è il rischio di un lievitamento dei costi e dei tempi di realizzazione

La Germania rimane fiduciosa che il Nord Stream 2 venga completato entro fine anno. Per il momento, ha informato qualche giorno fa Gazprom, l’opera è completa all’83% dei suoi 2.042 km totali. Ma sull’intero progetto continua a pesare il fattore Danimarca, l’ultimo ostacolo che si frappone alla conclusione definitiva della conduttura.

ROTTA ALTERNATIVA POTREBBE FAR LIEVITARE I COSTI FINO A 560 MLN DI EURO

D’altronde, una rotta alternativa per aggirare le acque danesi per la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 sottomarino costerebbe “centinaia di milioni di dollari”, ha detto a Reuters il presidente della compagnia di gas russa Gazprom Viktor Zubkov. Il suo commento segna la prima ammissione della compagnia russa su un aumento di costi significativo con la deviazione in Danimarca. In una lettera ottenuta da Reuters ad agosto, l’operatore del gasdotto aveva dichiarato che il progetto avrebbe potuto essere ritardato fino a otto mesi e comportare ulteriori costi di 560 milioni di euro – su 9,5 complessivi di budget iniziale – per gli ostacoli frapposti dai danesi.

ZUBKOV AUSPICA CHE LA DANIMARCA PERMETTA ANCORA DI FAR PASSARE IL GASDOTTO ATTRAVERSO LE SUE ACQUE

Zubkov, parlando a margine di una conferenza sull’energia tenutasi a Mosca in settimana, ha affermato comunque che Gazprom auspica che la Danimarca permetta ancora di far passare il gasdotto attraverso le sue acque. Di tutti i paesi attraverso i quali Gazprom sta costruendo il gasdotto verso la Germania sotto il Mar Baltico, la Danimarca è l’unica a non aver ancora approvato il progetto. Nord Stream 2 deve affrontare resistenze da parte di alcuni paesi europei e degli Stati Uniti, che affermano che migliorerebbe la dipendenza dell’Europa dalle forniture energetiche russe.

IN CASO DI VIA LIBERA DANESE GASDOTTO COMPLETATO IN 4-5 SETTIMANE

“Abbiamo bisogno di quattro o cinque settimane per completare i lavori di costruzione. Abbiamo ancora novembre e dicembre, da due mesi a otto settimane, quindi siamo ancora nei tempi previsti. Pertanto, attendiamo”, ha detto Zubkov sempre a margine dei lavori della Settimana dell’energia russa. La conduttura sarà costruita “in ogni caso”, ha comunque aggiunto Zubkov, confermando le parole pronunciate dal ministro dell’Energia russo, Aleksander Novak.

DIPLOMAZIA AL LAVORO

A testimonianza di come la diplomazia sia al lavoro per cercare di superare l’empasse, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e l’omologo danese, Jeppe Kofod, hanno discusso della concessione delle licenze di costruzione del gasdotto Nord Stream 2 la scorsa settimana a New York, secondo quanto riferito dal viceministro degli Esteri russo, Aleksander Grushko a Sputnik.

PUTIN: DANIMARCA IGNORI PRESSIONI DEGLI STATI UNITI Nord Stream Russia

Mercoledì scorso anche il presidente russo Vladimir Putin aveva esortato la Danimarca a ignorare la pressione degli Stati Uniti e “dimostrare la propria sovranità” consentendo a Nord Stream 2 di attraversare il suo territorio.

SEELE (OMV): BUONE POSSIBILITÀ DI ACCORDO CON LA DANIMARCA

Il consorzio Nord Stream 2 Ag ritiene comunque che ci siano buone possibilità di raggiungere un accordo con il governo danese per proseguire i lavori di costruzione dell’infrastruttura nelle acque territoriali del paese. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato della compagnia energetica austriaca Omv, Rainer Seele, parlando con i giornalisti a margine di un Forum sul gas naturale in corso a San Pietroburgo. “Non credo ci sia bisogno di pensare a rotte alternative per il gasdotto”, ha aggiunto.

MEHEREN (WINTERSHALL): PREZZI DEL GAS IN EUROPA POTREBBERO AUMENTARE SENZA ACCORDO RUSSIA-UCRAINA

Intanto, secondo il ceo di Wintershall Mario Mehren, i prezzi del gas in Europa potrebbero aumentare se Russia e Gazprom non si accorderanno sul transito del gas dal 2020. In un’intervista al canale tv Rossiya 24, il numero uno dell’azienda tedesca ha ammesso che la crescita dei prezzi “potrebbe essere sostanziale” soprattutto in caso di temperature rigide come avvenuto nell’inverno 2017-2018 quando però Nord Stream 1, il sistema gas ucraino e Opal funzionavano a pieno regime.

SHELL ESORTA IL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI A NON APPLICARE LE SANZIONI NORD STREAM 2

Intanto, Royal Dutch Shell ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di non emanare sanzioni contro Nord Stream 2, ha detto Cederic Cremers, responsabile delle attività della Shell in Russia in un articolo su Al Jazeera. “Se l’attuale legislazione in esame al Congresso degli Stati Uniti sarà approvata, interesserà tutte le aziende coinvolte nel progetto, Shell compresa. Esortiamo quindi rispettosamente a non applicare queste sanzioni”, ha dichiarato Cremers di Shell in un commento.