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Ecco cosa farà la Francia sul nucleare

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Entro il 2035 i transalpini mirano a ridurre la quota di elettricità prodotta tramite reattori dal 75 al 50 per cento. L’annuncio del ministro dell’Ambiente de Rugy

La Francia mira a ridurre la quota di elettricità prodotta dai reattori nucleari al 50 per cento rispetto al 75 per cento attuale entro il 2035. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Francois de Rugy.

IN ATTESA DELLA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE

Il governo francese ha da tempo delineato piani per ridurre la dipendenza del paese dall’energia nucleare al 50 per cento, anche se la scadenza per questo obiettivo era rimasta meno chiara. Il tanto atteso aggiornamento del governo sulla strategia energetica a lungo termine francese dovrebbe essere pubblicato verso la fine del mese, e dovrebbe indicare in modo più dettagliato come verrà ridotta la quota del nucleare nella produzione di energia elettrica.

L’ORIZZONTE È IL 2035

De Rugy ha dichiarato che il 2035 è il periodo che il governo ha in mente come orizzonte temporale per il nucleare. “Questa è la scadenza con cui stiamo lavorando”, ha detto in un’intervista a diversi media televisivi della Cnews. De Rugy è stato nominato dal presidente Emmanuel Macron a settembre, dopo che il suo predecessore, il popolare Nicolas Hulot, si è dimesso, citando quelli che a suo avviso erano dei vuoti impegni sulla politica ambientale.

NEI PROSSIMI 10 ANNI PREVISTE CHIUSURE DI ALCUNI REATTORI

Il ministro dell’Ambiente francese ha anche aggiunto che si aspetta un minor numero di reattori nucleari in Francia tra 10 anni, anche se ha fornito pochi dettagli su quante delle 58 centrali statali EDF dovranno chiudere. De Rugy ha poi sollevato ulteriori dubbi sui progetti di costruzione di altri impianti che utilizzano il progetto europeo Epr, dopo aver precedentemente messo in dubbio la fattibilità di questa nuova generazione di reattori. “Qual è il futuro del settore nucleare? Si tratta degli Epr? Si tratta di una questione aperta oggi, poiché l’affidabilità tecnologica, la sicurezza e la competitività degli Epr non è stata ancora dimostrata”, ha detto.