Scenari

L’Oman punta sul petrolio per salvare le finanze

Petrolio

Le finanze dell’Oman sono state danneggiate dalla crisi del coronavirus, che ha compresso l’attività economica e fatto crollare il petrolio

L’Oman avrebbe intenzione di trasferire ad una nuova società la propria quota del 60 per cento nel blocco petrolifero più grande del paese, il Blocco 6. Lo riporta Bloomberg, citando tre fonti anonime.

QUANTO VALE IL BLOCCO 6

Il Blocco 6 ha una capacità di 650mila barili di petrolio al giorno e contiene il 75 per cento delle riserve di greggio dell’Oman.

Petroleum Development Oman, la compagnia petrolifera statale, possiede attualmente il 60 per cento del blocco. La società nederlandese Royal Dutch Shell ne ha il 34 per cento, la francese Total il 4 per cento e la thailandese Partex il 2 per cento.

L’Oman è uno dei membri dell’alleanza OPEC+, che riunisce alcuni dei principali esportatori di petrolio. Ad ottobre l’output del paese è ammontato a 720mila barili al giorno.

IN COSA CONSISTE IL PIANO

La società che riceverà la quota governativa “attingerà ai mercati finanziari internazionali”, scrive Bloomberg, permettendo al Sultanato – che sta vivendo una fase di crisi economica – di aumentare il proprio debito senza che questo finisca nei registri del governo.

Stando ad una fonte sentita dall’agenzia, la nuova società cercherà di vendere obbligazioni per circa 3 miliardi di dollari nella prima metà del 2021. Il governo dell’Oman si sarebbe rivolto a JPMorgan per una consulenza. Al momento né JPMorgan, né il governo omanita e nemmeno Petroleum Development Oman hanno rilasciato dichiarazioni.

LE IMPLICAZIONI

Bloomberg sostiene che la mossa dell’Oman – inedita, in Medio Oriente – potrebbe creare un precedente per gli altri paesi produttori di petrolio della regione che vogliono raccogliere denaro sui mercati senza però dover toccare i propri bilanci.

Le finanze dell’Oman sono state danneggiate dalla crisi del coronavirus, che ha compresso l’attività economica nel paese e causato un crollo internazionale dei prezzi del petrolio. Le stime dicono che quest’anno il deficit di bilancio raggiungerà quasi il 19 per cento del PIL, mentre l’economia si contrarrà del 10 per cento.

In risposta alla crisi, il governo omanita ha tagliato migliaia di posti di lavoro pubblici e annunciato che rimuoverà i sussidi all’acqua e all’elettricità entro il 2025. Starebbe anche valutando l’introduzione di un’imposta sul reddito nel 2022: sarebbe la prima volta per uno stato arabo del golfo Persico.