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Organigramma completo per il minambiente

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Con la nomina di Laura D’Aprile come direttore generale della direzione generale per l’economia circolare (Eci) ufficializzata oggi sul sito del minambiente, assetto completato per il dicastero

Si chiude con la nomina di Laura D’Aprile come direttore generale della direzione generale per l’economia circolare (Eci) il riassetto del ministero dell’Ambiente, partito lo scorso anno. La pagina del minambiente, aggiornata proprio oggi, colloca l’ultima casella del riordino del dicastero voluto dal ministro Sergio Costa.

L’AVVISO DEL FEBBRAIO SCORSO

Creata nell’ambito della riorganizzazione del dicastero, il 29 novembre 2019 era stata avviata la procedura di interpello per l’attribuzione di cinque incarichi dirigenziali di livello generale, al termine della quale era rimasta vacante proprio la Direzione Generale per l’economia circolare. Le candidature dovevano essere presentate entro e non oltre il 3 marzo e ad aggiudicarsela è stata proprio la D’Aprile che a luglio aveva lasciato l’incarico al comune di Roma come direttore dell’area rifiuti del dipartimento Ambiente.

DUE DIPARTIMENTI E OTTO DIREZIONI GENERALI AL MINAMBIENTE

La nuova organizzazione amministrativa, realizzata senza spese, si articola ora secondo un sistema più moderno a responsabilità distribuite fondato su due Capi dipartimento, che saranno chiamati a coordinare i temi generali, e otto Direzioni generali, a presidio dei settori di competenza. I due dipartimenti saranno focalizzati rispettivamente sugli aspetti di tutela e salvaguardia ambientale e sulle politiche di transizione ecologica. (QUI L’ORGANIGRAMMA)

SALVAGUARDIA AMBIENTE E CONTRASTO ALL’INQUINAMENTO SI LEGANO A SFIDE ENERGIA E CLIMA

La nuova organizzazione vuole confermare l’importanza delle azioni di salvaguardia dell’ambiente e di contrasto all’inquinamento affiancandole alle più recenti sfide di promozione di comportamenti e sistemi produttivi meno energivori e inquinanti e di stimolo a un rapporto più rispettoso con l’ambiente così da affrontare più efficacemente le svolte epocali e ormai improcrastinabili, dettate dai cambiamenti climatici. Non è un caso che uno dei due dipartimenti sia dedicato alla transizione ecologica.

ARRIVA LA NUOVA DIREZIONE PER IL MARE E LE COSTE

Le direzioni generali invece passano da sette a otto: alle precedenti, competenti su protezione della natura, dissesto idrogeologico e acqua, economia circolare, crescita sostenibile, cambiamenti climatici e risanamento ambientale, si affianca una nuova Direzione generale per il mare e le coste, che avrà come obiettivo quella di tutelare l’ambiente marino e governare i processi partecipati della blue economy.

L’ORGANIGRAMMA

Il Dipartimento per il personale, la natura, il territorio e il Mediterraneo (Dipent) è affidato a Renato Grimaldi. Al suo interno operano la Direzione generale per il patrimonio naturalistico (Direttore generale Carlo Zaghi), la direzione generale per il mare e le coste (Direttore generale Giuseppe Italiano), la direzione generale per la sicurezza del suolo e dell’acqua (Direttore generale Maddalena Mattei Gentili), la Direzione generale delle politiche per l’innovazione, il personale e la partecipazione (Direttore generale Maria Carmela Giarratano).

L’altro dipartimento è quello per la transizione ecologica e gli investimenti verdi (Ditei) guidato dal capo dipartimento Mariano Grillo. Al suo interno operano la direzione generale per l’economia circolare (affidata appunto a Laura D’Aprile), la direzione generale per il clima, l’energia e l’aria (Direttore generale Giusy Lombardi), la Direzione generale per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo (Direttore generale Oliviero Montanaro) e la Direzione generale per il risanamento ambientale (Direttore generale Giuseppe Lo Presti).