Sostenibilità

Cosa vuole fare il Pakistan su riforestazione e rinnovabili

pakistan carbone

Il Pakistan crede che il suo programma di riforestazione aiuterà non solo ad assorbire le emissioni inquinanti, ma anche a risolvere il problema della disoccupazione

Il Pakistan ha dato inizio ad uno dei più grandi programmi di riforestazione al mondo: il ministro per il Cambiamento climatico, Malik Amin Aslam, ha recentemente dichiarato che il governo sta procedendo a piantare 3,25 miliardi di alberi, con un costo stimato in circa 105 miliardi di rupie (650 milioni di dollari). Ma l’obiettivo del primo ministro Imran Khan è di arrivare a 10 miliardi di alberi piantati entro il 2023, quando terminerà il suo mandato.

LA SCARSA COPERTURA FORESTALE

Aslam ha detto che il governo sta cercando di promuovere una green economy. Il Pakistan è uno dei sei paesi più esposti ai cambiamenti climatici, secondo le Nazioni Unite. La sua copertura forestale è una delle più basse al mondo: circa il 5 per cento della sua estensione territoriale, quando la media globale è del 31 per cento.

Oltre a portare avanti un programma di riforestazione, Khan ha anche dotato il Pakistan di nove nuovi parchi nazionali; quando era amministratore della provincia del Khyber-Pakhtunkhwa ha invece supervisionato un piano per l’estensione della copertura forestale della regione dal 20 al 27 per cento in cinque anni (2014-2019).

I PROBLEMI CLIMATICI

Il suo clima arido e i suoi deserti potrebbero far pensare che sia un luogo poco adatto a quella “rivoluzione verde” che il governo vuole però promuovere, ha scritto Bloomberg. Tenendo conto però delle sue caratteristiche geografiche e climatiche, il Pakistan sta piantando alberi che richiedono relativamente poca acqua, come l’Azadirachta indica, più comunemente noto come nim o neem, che cresce anche in terreni poveri e non richiede di essere innaffiato dopo i primi cinque anni di vita.

I PROBLEMI ECONOMICI

Il programma di riforestazione si scontra però con le necessità di garantire l’accesso al cibo e al sostentamento economico ad una popolazione numerosa, di oltre 200 milioni di persone, la quinta più grande al mondo. Gran parte della superficie fertile pakistana è già occupata da coltivazioni di grano o da piantagioni di cotone. Nonostante poi gli sforzi del governo per impedire l’abbattimento degli alberi, molti vengono comunque tagliati per ricavarne legna da ardere.

Khan è però convinto che il suo programma di riforestazione non solo aiuterà ad assorbire le emissioni inquinanti, ma anche a risolvere il problema della disoccupazione creando migliaia di posti di lavoro.

LA DIPENDENZA DAL CARBONE E GLI OBIETTIVI SULLE RINNOVABILI

La politica green del governo è anche complicata dalla forte dipendenza dai combustibili fossili e in particolare dal più inquinante, il carbone, che nell’ultimo anno fiscale ha generato il 20 per cento dell’elettricità: un record. Nel 2019, con il sostegno della Cina, il Pakistan ha anche aperto la sua più grande miniera di carbone.

Il governo però ha intenzione di portare al 30 per cento la quota di generazione energetica da fonti rinnovabili entro il 2030; attualmente l’eolico e il solare arrivano appena al 3 per cento.