Scenari

Perché Gazprom ha tagliato l’approvvigionamento di gas all’Europa con l’aumento dei prezzi

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Dalla fine di dicembre 2020, i volumi di gas Gazprom in transito attraverso l’Ucraina sono diminuiti di un terzo a 130 milioni di mc al giorno

L’impennata dei prezzi del gas naturale nei mercati europei avrebbe dovuto essere vista come un vantaggio per il colosso russo Gazprom per aumentare le esportazioni di combustibile verso il Vecchio Continente. Invece, in modo sorprendente, l’azienda russa sta adottando una strategia esattamente opposta, riducendo drasticamente le sue consegne fisiche di gas naturale all’Ue.

IN CALO LE CONSEGNE DI GAZPROM

Dalla fine di dicembre 2020, i volumi di gas Gazprom in transito attraverso l’Ucraina sono diminuiti di un terzo a 130 milioni di mc al giorno secondo il CEO del TSO ucraino Sergey Makogon, citato dall’agenzia di stampa TASS.

AUMENTANO I PREZZI DEL GAS

Pertanto, i prezzi spot presso il Central European Gas Hub (CEGH) in Austria – dove il gas russo viene scambiato dopo aver attraversato l’Ucraina e la Slovacchia – sono aumentati nelle ultime settimane, raggiungendo il record di 19,4 euro / Mwh lo scorso 20 gennaio.

PERCHÉ LA TENDENZA AL RIALZO DEI PREZZI DEL GAS

Questa tendenza al rialzo è in primo luogo dovuta alla maggiore domanda di gas come conseguenza diretta dell’attuale clima invernale in gran parte dell’Europa. Ma è anche il risultato dell’eliminazione graduale del carbone e del nucleare nel lungo termine. In effetti, le successive chiusure di centrali termiche in tutta Europa, come la centrale nucleare francese di Fessenheim e diverse centrali tedesche a carbone e lignite, hanno lasciato un vuoto di capacità di 5 GW da colmare con il gas, ha evidenziato S&P Global Platts.

GAZPROM STA TRATTENENDO LE FORNITURE PER RIALZARE I PREZZI

Un ulteriore fattore che fa aumentare i prezzi è che Gazprom trattiene le forniture di gas. Infatti, per ridurre ulteriormente la disponibilità e mantenere i prezzi alti, Gazprom ha anche interrotto la vendita di combustibile attraverso la sua piattaforma di “vendita elettronica” online, secondo quanto riportato da Kommersant.

NIENTE GNL PER L’EUROPA. L’ASIA FA PIU’ GOLA

Teoricamente, l’Europa potrebbe colmare questa lacuna acquistando volumi aggiuntivi di gas naturale liquefatto, una strategia che aveva già dimostrato la sua efficacia nel 2018. Ma in pratica questa opzione non è praticabile poiché la maggior parte dei vettori di Gnl si sta attualmente dirigendo verso i mercati asiatici, dove la domanda (e di conseguenza i prezzi spot per il gas naturale) hanno raggiunto il picco di 21 dollari per mmBtu per le consegne di febbraio, secondo quanto riferito da Reuters.

Ma si tratta di una situazione temporanea visto che i contratti di marzo sono già scambiati a 12 dollari per mmBtu. Pertanto, non appena la situazione si stabilizzerà, i carichi di GNL torneranno in Europa, sfidando il predominio di Gazprom.

RISERVE GAS UE IN CALO

Per il momento però, i paesi europei non hanno altra scelta che prendere il gas dai loro siti di stoccaggio sotterraneo del gas (UGS). Ma queste riserve si stanno gradualmente esaurendo, mettendo in dubbio la disponibilità di gas dell’Ue in una stagione in cui la domanda è particolarmente elevata. Gli ultimi dati AGSI mostrano che queste riserve erano pari al 59% della piena capacità il 21 gennaio.

Il tasso di esaurimento di queste riserve può apparire preoccupante, considerando che erano piene al 73% a dicembre 2020. L’analista del gas Serguei Kapitonov, citato da OSN , sostiene che queste riserve dovrebbero essere sufficienti per altri 70 giorni.

I MOTIVI DEL COMPORTAMENTO DI GAZPROM

Ma perché Gazprom si sta comportando in questo modo? Le ragioni sono abbastanza pragmatiche. Secondo gli esperti di energia citati da Kommersant la strategia mira a razionalizzare le forniture ed evitare un eccesso di gas sui mercati per far salire i prezzi. Il colosso del gas russo ha una visione a lungo termine, e spera che i prezzi rimangano alti quando arriverà il momento di riempire gli stoccaggi europei. Ciò impedirebbe una situazione già vista durante la primavera del 2020, quando i prezzi raggiunsero i minimi storici portando a gravi perdite per Gazprom.

Un’altra possibile spiegazione alla riduzione delle esportazioni da parte di Gazprom è la sua disponibilità a mostrare il carattere indispensabile del gasdotto Nord Stream 2 e incoraggiare i paesi europei a completare rapidamente i lavori. Infatti, la mossa di Gazprom arriva nel momento in cui si sono intensificate le pressioni politiche contro il progetto Nord Stream 2 con l’annuncio di sanzioni contro la nave posatubi Fortuna, ha sottolineato Oilprice.