Scenari

Perché il picco del petrolio ci sarà entro il 2030. Lo studio Cms

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Royal Dutch Shell con 2 miliardi di dollari, seguito da Total (1,7 miliardi di dollari) ed Eni (1,6 miliardi di dollari) sono i maggiori investitori in rinnovabili tra le compagnie che si occupano di petrolio e gas

Le più grandi compagnie petrolifere e del gas del mondo hanno aumentato gli investimenti in energia pulita del 34% nel 2020, nonostante un calo del 6% della domanda globale di energia causata dalla pandemia di coronavirus. Se dovesse essere mantenuto lo stesso ritmo di investimento, il picco del petrolio avverrà “intorno al 2030”. È quanto emerge da un report condotto dallo studio legale Cms e commissionato a Capital Economics.

INVESTIMENTI NELLE RINNOVABILI I MENO COLPITI DALLA CRISI DEL COVID-19

Gli investimenti nelle energie rinnovabili sono stati i meno colpiti dai tagli alla spesa e sono emersi come i più resistenti durante la crisi di Covid-19, con le major del petrolio e del gas che hanno investito 8,8 miliardi di dollari (7,2 miliardi di euro) nel 2020, rispetto ai 6,6 miliardi dell’anno precedente.

SPESE NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA DELLE MAJOR A QUOTA 3,6% NEL 2020

La ricerca ha valutato le strategie di investimento di 15 importanti major del petrolio e del gas, tra cui BP, Shell, Total, Eni, Repsol, Equinor, Exxon, Chevron, CNPC, Petrobras e Saudi Aramco. E ha mostrato che gli investimenti nella transizione energetica hanno rappresentato il 3,6% della spesa in conto capitale delle major nel 2020, rispetto al 2,9% del 2019. Secondo l’analisi, tali investimenti si sono dimostrati 10 volte più resistenti ai tagli alla spesa rispetto a petrolio e gas.

SHELL PRIMO PER INVESTIMENTI NELLE RINNOVABILI, SEGUONO TOTAL ED ENI

“La pandemia potrebbe rivelarsi un acceleratore d’azione necessario per soddisfare le aspirazioni dell’accordo di Parigi”, ha affermato Bob Henderson, consigliere generale di Shell, citato nel rapporto.

Il più grande investitore singolo nelle rinnovabili in termini assoluti è stato Royal Dutch Shell con 2 miliardi di dollari, seguito da Total (1,7 miliardi di dollari) ed Eni (1,6 miliardi di dollari). Se le politiche esistenti verranno mantenute, gli investimenti nelle energie rinnovabili aumenteranno dagli attuali 8,8 miliardi di dollari annui a 10 miliardi di dollari entro il 2030, ha affermato CMS.

E la tendenza dovrebbe continuare. Delle 15 major del sondaggio, 10 avevano annunciato impegni a zero emissioni nette entro la fine del 2020, rispetto a una sola (Repsol) alla fine del 2019.

PICCO DEL PETROLIO PRIMA DELLA FINE DEL DECENNIO

Ciò significa che il “picco del petrolio” potrebbe arrivare prima della fine del decennio, trainato dal rapido calo della domanda dei paesi dell’OCSE. Il picco del petrolio si riferisce al punto ipotetico in cui la produzione mondiale di petrolio raggiungerà il suo tasso massimo, dopo di che inizierà a diminuire.

“CMS prevede che il picco del petrolio a livello globale si verificherà intorno al 2030, il che implica uno scenario di calo della domanda, ampia offerta di petrolio e gas e minori costi marginali”, ha affermato lo studio legale in una nota. “La prospettiva di una data anticipata per il picco del petrolio è già stata vista nelle cessioni di attività e nelle svalutazioni del bilancio”, ha aggiunto.

I risultati sono coerenti con i cambiamenti apportati dalla politica. Ad aprile, l’Unione europea ha approvato una legge fondamentale sul clima, che impone una riduzione delle emissioni di gas serra a zero entro il 2050 e un taglio del 55% entro il 2030.

Il raggiungimento dell’obiettivo climatico aggiornato dell’UE “si tradurrebbe in un nuovo mix energetico più ecologico”, con una riduzione del consumo di petrolio e gas “rispettivamente di oltre il 30% e il 25%” entro il 2030 rispetto al 2015, ha affermato la Commissione europea .