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Perché il progetto di un nuovo gasdotto europeo non risolverebbe l’attuale crisi energetica

Gas

L’attuale GNL e nuovi volumi potrebbero essere inviati tramite un nuovo gasdotto in Francia e oltre, ma si discute anche di un nuovo gasdotto tra Spagna e Italia, evitando la Francia

Di recente Spagna, Portogallo e Germania hanno annunciato dei piani per collegare la vasta industria iberica di rigassificazione e stoccaggio del GNL ad altri mercati europei. Se il primo ministro tedesco Scholz ha sostenuto che il mercato del gas iberico dovrebbe essere direttamente collegato ai suoi vicini europei, nel tentativo di evitare una grave carenza di approvvigionamento questo inverno, i politici francesi non sembrano dello stesso avviso. Sembra infatti che Parigi non consideri la mossa necessaria o che abbia delle obiezioni politiche ed economiche interne.

UN PROGETTO SOSTENUTO DA MOLTI PAESI EUROPEI

Le dichiarazioni del cancelliere tedesco Olaf Scholz, la scorsa settimana, sulla creazione di un collegamento con un gasdotto tra la Spagna e l’Europa centrale sono state accolte con entusiasmo sia dalla Spagna che dal Portogallo. Berlino vorrebbe ridurre i rischi di un inverno potenzialmente molto freddo e di una recessione economica nel caso in cui i flussi di gas russo verso l’Unione Europea vengano completamente bloccati. La guerra di Putin contro l’Ucraina non mostra segni di fine e le sanzioni europee stanno danneggiando finanziariamente Mosca.

La scorsa settimana il premier portoghese, Antonio Costa, ha invitato i leader e le istituzioni europee a sostenere pienamente il progetto del gasdotto. Anche il ministro dell’industria spagnolo, Reyes Maroto, ha parlato di un pieno sostegno ai piani da parte di Madrid. Entrambi i Paesi, con i loro ingenti volumi di rigassificazione e stoccaggio di GNL, potrebbero aiutare a contrastare la minaccia russa agli altri Paesi UE.

Il GNL già in essere, e anche nuovi volumi, potrebbero essere inviati tramite un nuovo gasdotto in Francia e oltre. Allo stesso tempo, si discute anche di un nuovo gasdotto tra Spagna e Italia, evitando la Francia a causa delle sue obiezioni sul progetto originario. Sembra che le questioni principali in gioco siano ambientali ed economiche. Il progetto del gasdotto, inizialmente tentato nel 2013, nel gennaio 2019 fu annullato per gli stessi motivi. Se non fosse stato cancellato, oggi i mercati del gas europei sarebbero in condizioni molto migliori.

Al momento la pressione sulla Francia sta crescendo, poiché la Germania e molti altri Paesi dell’Europa settentrionale e centrale nei prossimi mesi dovranno affrontare una potenziale crisi di gas. Realizzare la rotta dei Pirenei è molto più fattibile di un collegamento sottomarino tra Spagna e Italia. I costi previsti per il nuovo progetto dovrebbero aggirarsi intorno ai 600-700 milioni di euro, mentre un collegamento sottomarino sarebbe notevolmente più dispendioso.

IL MERCATO DEL GAS NELLA PENISOLA IBERICA

Il mercato iberico del gas è stato strano negli ultimi decenni. L’approccio della Spagna, storicamente criticato, di costruire un’eccessiva capacità di rigassificazione e stoccaggio di GNL ora sembra rivelarsi saggio. La penisola iberica non solo riceve GNL da tutto il mondo, ma è anche collegata tramite gasdotti all’Algeria, il che significa che esiste una moltitudine di afflussi. Tuttavia, non esiste un’interconnessione principale tra l’infrastruttura del gasdotto iberico e il resto d’Europa. La Spagna ha 6 impianti di rigassificazione di GNL, tra cui il più grande d’Europa, a Barcellona. Anche il Portogallo ne ha uno, e la penisola iberica detiene circa il 30% della capacità totale di lavorazione del GNL in Europa.

UN GASDOTTO PRONTO IN SOLI 8-9 MESI?

Ora tutti gli occhi saranno puntati sul vecchio nuovo schema di gasdotto. Tuttavia è improbabile che questo sia pronto per il prossimo inverno o anche per il prossimo. Il primo tentativo di far passare questo gasdotto è stato nel 2013, per collegare la Catalogna al sud-est della Francia, ma le obiezioni francesi e la mancanza di finanziamenti lo annullarono.

L’ottimismo dei giornali e della politica spagnola sul fatto che questo nuovo gasdotto possa essere costruito entro 8-9 mesi è molto strano. Il collegamento Francia-Spagna richiederebbe la posa di un altro segmento di gasdotto per collegare la rete spagnola a quella francese, il cui normale periodo di attuazione è di 2-2,5 anni, se tutto procede secondo i piani. Gli ambientalisti e altre ONG dovrebbero essere costretti a non interferire con il progetto. Il gestore di rete spagnolo Enagas ha affermato chiaramente che il gasdotto, con un costo di 600-700 milioni di euro, potrebbe essere completato in 2,5 anni.

GLI SCENARI PER I PROSSIMI MESI

Nei prossimi mesi è probabile che molti di questi progetti di alto profilo vengano presentati non solo da Portogallo e Spagna, ma anche da Grecia o Italia. La necessità di cambiare il precedente approccio dell’UE, della BERS e di altri, quando si tratta di finanziare e sostenere nuovi progetti di infrastrutture per i gasdotti, ora è chiara. Tuttavia, mentre i politici vogliono credere che una soluzione possa essere immediata, la realtà del mercato è molto diversa. Costruire un gasdotto su larga scala non è solo una questione di denaro e problemi ambientali, ma anche di aspetti tecnici e tempistiche realistiche. L’Europa, in particolare la Germania, l’Olanda e l’Europa centrale, dovranno affrontare il fatto che l’attuale crisi non ha delle soluzioni a breve termine.

Per i prossimi due anni, almeno fino al 2024, l’Europa soffrirà di una carenza di gas e potenzialmente anche di energia. Non ci sono soluzioni a breve termine per rimuovere il dominio russo del gas nei mercati dell’UE. I volumi di GNL che attualmente stanno inondando l’Europa nord-occidentale e altri luoghi probabilmente diminuiranno nei prossimi due mesi, poiché la concorrenza di Asia, Medio Oriente e America Latina colpirà l’offerta. L’ottimismo negli ambienti politici europei è sempre lo stesso, irrealistico. Bruxelles ha bisogno di impostare una vera strategia energetica, supportando tutte le soluzioni disponibili, se spera di contrastare il dominio energetico della Russia in futuro.

Anche la speranza dell’Europa che il GNL statunitense continui a fluire in Europa nei suoi volumi attuali è mal riposta: i primi segni della direzione del GNL statunitense verso l’Asia sono già visibili con l’avvicinarsi dell’inverno. Il futuro politico del presidente degli Stati Uniti Biden è legato anche ai prezzi del gas naturale per i consumatori statunitensi, il che significa che la pressione sui politici statunitensi aumenterà per mantenere una parte maggiore del gas naturale USA all’interno dei confini nazionali.

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